RASSEGNA SULLE NUOVE DIPENDENZE TECNOLOGICHE- SETTIMA PARTE: LIMITI TEORICI DEL CONCETTO DI USO PATOLOGICO DELLA RETE

data di pubblicazione:

26 Ottobre 2017

dorsali reteSi è analizzato nelle parti precedenti della rassegna come non vi sia unanimità teorica attorno all’appropriatezza dei concetti di  Internet Addiction (o Internet Addiction Desorder) e Internet Pathological Use. Uno dei principali motivi di dibattito, all’interno della discussione clinica e teorica sulle nuove dipendenze collegate alle tecnologie digitali e alla rete, consiste nel determinare se ciò che viene solitamente denominato uso patologico di Internet (PIU) rappresenti, o meno, una categoria unitaria. Una parte della letteratura scientifica sostiene infatti che essa sia una categoria debole, in quanto troppo generica e incapace di definire una precisa fenomenologia dell’uso patologico connesso all’uso della rete. In particolare, vi è chi ritiene che il concetto di PIU non consenta di differenziare l’uso patologico rispetto a specifiche attività basate sulle nuove tecnologie digitali, come i giochi online o la fruizione di siti pornografici. Questa critica sembra almeno in parte fondata, considerando che Internet oggi comprende una tale varietà di piattaforme, applicazioni e funzionalità, e di conseguenze di usi diversi, tali per cui considerare la rete come un’entità unica appare scorretto e fuorviante.

Fra i principali studi critici, si può citare il contributo di Pawlikowski. Obiettivo dello studio è di contribuire a una migliore comprensione degli aspetti comuni e differenziali dell’uso patologico di Internet in relazione a diverse e specifiche attività compiute su Internet. A tal fine il campione è stato suddiviso in tre sotto-campioni: un primo gruppo, composto da 69 soggetti, che usano solo giochi online, ma che  non visitano siti pornografici; un secondo gruppo, di 134 soggetti che all’inverso frequentano siti pornografici ma non partecipano a giochi online; e il terzo gruppo, formato da 116 soggetti, che frequentano siti pornografici e usano giochi online. I risultati dell’indagine indicano che in generale la timidezza e il grado di soddisfazione per la vita rappresentano significativi elementi predittivi dell’uso patologico dei giochi online, ma non dell’uso patologico dei siti pornografici. La quantità di tempo trascorso online emerge invece come un fattore predittivo di uso patologico tanto di giochi online che di siti pornografici. Inoltre, non è stata riscontrata nessuna correlazione fra i sintomi dell’uso patologico di giochi online e di siti pornografici. Gli autori, nelle conclusioni, sottolineano che i giochi online possono essere utilizzati come forme per compensare deficit sociali quali la timidezza e la scarsa soddisfazione per la propria vita reale, mentre i siti pornografici sono usati primariamente ai fini di eccitazione e di stimolazione sessuale. Tali risultati sembrano suffragare le critiche all’indeterminatezza della categoria  del concetto di PIU riportate in precedenza e sembrano testimoniare a favore della necessità di distinguere la molteplicità di usi e di funzioni della rete, invece di considerare l’uso patologico di Internet come un fenomeno unitario e coerente.

Un altro contributo critico sul concetto di PIU è uno studio di Spada, che analizza la letteratura sul PIU. In generale, ciò che emerge dalle definizioni e dai criteri diagnostici che sono stati proposti, così come dagli strumenti che sono stati sviluppati, è una certa somiglianza di fondo fra PIU, comportamenti dipendenti e disturbi nel controllo degli impulsi. I motivi di contrasto riguardanti i criteri diagnostici e la mancanza di studi epidemiologici estesi, fanno sì che emergano difficoltà e discordanze nello stabilire la prevalenza di PIU nella popolazione generale. Per Spada sono necessari studi e ricerche supplementari, specie in aree ancora poco chiare, come gli aspetti di prognosi di PIU, in particolare le relazioni temporali fra disturbi psichiatrici e PIU, i meccanismi di comorbilità e i sottili cambiamenti psicologici che intervengono nell’uso di Internet.

Pawlikowski, Mirko; Nader, Ingo W.; Burger, Christoph; Stieger, Stefan; Brand, Matthias, Pathological Internet Use -It is a multidimensional and not a unidimensional construct, Addiction Research & Theory, April 2014, Vol. 22 Issue: Number 2, pp.166-175.

Spada M. M., 2013, An overview of problematic internet use, Addictive Behaviour, 39, doi: 10.1016/j.addbeh.2013.09.007

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