RASSEGNA SULLE NUOVE DIPENDENZE TECNOLOGICHE- QUARTA PARTE: INTRODUZIONE ALLA DIPENDENZA DA INTERNET

dipend internetTerminata la rassegna di studi sul disturbo da gioco su Internet -che va ricordato è l’unica patologia/dipendenza legata alla rete che ha finora trovato un riconoscimento diagnostico in ambito psichiatrico-, i prossimi contributi approfondiranno aspetti generali e/o specifici dei disturbi collegati all’uso della rete e dei dispostivi digitali.
Di seguito, si forniscono elementi utili a un’introduzione generale alla dipendenza dalla rete o, secondo la denominazione prediletta da altri studiosi, agli usi patologici della rete. Infatti, in letteratura le dizioni più utilizzate sono Internet Addiction (o Internet Addiction Desorder) e Internet Pathological Use.
In generale sono ritenuti quattro gli elementi tipici che contribuiscono o possono facilitare l’insorgere di psicopatologie legate all’uso di Internet: 1. psicopatologie  preesistenti.  Nella metà circa  dei casi  la  Internet Addiction Desorder (IAD)  può  essere  indotta  da  alcuni  tipi  di  disturbi  psichici preesistenti. I fattori di rischio includono soprattutto una condizione di dipendenza multipla, condizioni psicopatologiche come disturbo depressivo, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo bipolare, gioco d’azzardo patologico; 2. condotte a rischio (riduzione delle esperienze di vita e di relazione “reali”); 3. eventi di vita sfavorevoli o traumatici (problemi familiari, ecc); 4. potenzialità psicopatologiche proprie della rete (anonimato e sentimenti di onnipotenza).
I  criteri  diagnostici  di  IAD  attualmente  a  disposizione  derivano  dall’adattamento  del  DSM-IV  con  scale  “costruite”  sulla falsariga  di  quelli  per  la  dipendenza  da  sostanze  (alcool  o  droghe). In particolare alcuni dei criteri utilizzati per diagnosticare IAD riproducono in modo sostanziale i criteri in uso per la dipendenza da sostanze, in particolare i concetti di tolleranza e astinenza. Come nel caso della dipendenza “classica” viene inoltre sottolineato che l’uso di Internet diventa patologico quando il soggetto perde il controllo sul comportamento (Byun et al., 2009; Cantelmi et al., 2009).

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