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	<title>CANNABIS Archivi - CESDA</title>
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	<description>centro studi e documentazione su dipendenze e aids</description>
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	<title>CANNABIS Archivi - CESDA</title>
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	<item>
		<title>Cannabis e discriminazione: uno studio sulla California</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/08/06/cannabis-e-discriminazione-uno-studio-sulla-california/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 06:21:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2025 sono state arrestate 2.432 persone per reati legati alla cannabis e, mentre i delitti più gravi sono diminuiti, si è registrato un incremento degli arresti per reati minori, che hanno coinvolto in modo sproporzionato le minoranze.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Un articolo disponibile sul sito di <em>Fuoriluogo.it</em> riflette sui </span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="79">dati del rapporto ufficiale </span><i class="ng-star-inserted" data-start-index="119">Crime in California 2025</i><span class="ng-star-inserted" data-start-index="143">, elaborati dall&#8217;organizzazione California NORML. Una riflessione critica sugli effetti della </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="249">Proposition 64</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="263"> a quasi dieci anni dalla sua approvazione</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="305">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="305">Sebbene la legalizzazione avvenuta nel 2016 abbia portato a un crollo drastico del numero complessivo di arresti rispetto ai decenni passati, i dati ufficiali rivelano che le </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="482">disuguaglianze razziali</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="505"> nell&#8217;applicazione delle norme residue non solo sono persistite, ma sono addirittura aumentate</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="599">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="599">Nel 2025 sono state arrestate 2.432 persone per reati legati alla cannabis e, mentre i delitti più gravi sono diminuiti, si è registrato un incremento degli arresti per reati minori, che hanno coinvolto in modo sproporzionato le minoranze</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="839">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="839"> Una persona nera in California ha oggi una probabilità </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="896">6,4 volte superiore</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="915"> rispetto a una bianca di essere arrestata per questioni legate alla cannabis, un divario che è peggiorato significativamente rispetto al periodo precedente alla legalizzazione, quando il rapporto era di 3,51 a uno</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1129">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1130"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1130">Questa forma di discriminazione sistematica si crea e si alimenta attraverso diversi meccanismi strutturali che la semplice riforma legislativa non è riuscita a scardinare</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1301">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1130"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1301"> In primo luogo, la discriminazione nasce dalla </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1350">permanenza di ampie zone d&#8217;ombra normative</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1392">, poiché molte città e contee californiane continuano a vietare le attività legali sul proprio territorio</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1497">. Questo vuoto spinge inevitabilmente le comunità locali verso<strong> l&#8217;economia informale,</strong> che diventa il bersaglio principale di interventi di polizia concentrati selettivamente su determinati territori e gruppi sociali già marginalizzati</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1730">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1130"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1730"> Inoltre, la discriminazione si manifesta nella difficoltà di accesso al mercato regolamentato: la scarsità di licenze commerciali e l&#8217;insufficiente rafforzamento dei programmi di equità sociale escludono di fatto le minoranze dai circuiti legali, mantenendole esposte alla criminalizzazione</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2022">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1130"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2022"> In definitiva, il caso californiano dimostra che <strong>la legalizzazione riduce l&#8217;area della repressione, ma non cancella i criteri discriminatori radicati nei sistemi di polizia e giustizia</strong>; senza interventi mirati sulle pratiche di controllo e sulla reale accessibilità del mercato, il peso della legge continua a gravare in modo punitivo e sproporzionato sulle stesse comunità storicamente colpite dalla guerra alla droga.</span></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Cannabis medica e autismo</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/08/04/cannabis-medica-e-autismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 07:46:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[autismo]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=32309</guid>

					<description><![CDATA[<p>la ricerca chiarisce che la cannabis non rappresenta una "cura" per l'autismo, ma un possibile supporto per la gestione dei sintomi correlati</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-path-to-node="1">Un recente studio britannico, pubblicato su <i data-path-to-node="1" data-index-in-node="44">Neuropsychopharmacology Reports</i> e segnalato da NORML, ha analizzato<strong> l&#8217;uso della cannabis medica su 130 adulti con disturbo dello spettro autistico (età media 34 anni).</strong> I dati, estratti dallo <i data-path-to-node="1" data-index-in-node="235">UK Medical Cannabis Registry</i>, monitorano i pazienti fino a 18 mesi dall&#8217;inizio della terapia, basata su prodotti vegetali differenti (oli, infiorescenze o combinazioni).</p>
<p style="text-align: justify;" data-path-to-node="2">Dai controlli effettuati a uno, tre, sei, dodici e diciotto mesi <strong>sono emersi miglioramenti significativi e costanti nel tempo per quanto riguarda i livelli di ansia, la qualità del sonno e la qualità della vita complessiva.</strong> Il trattamento ha mostrato anche un buon profilo di tollerabilità: circa l’81% dei partecipanti non ha riscontrato eventi avversi e i disturbi segnalati dal restante campione sono stati prevalentemente di entità lieve o moderata.</p>
<p style="text-align: justify;" data-path-to-node="3">Nonostante l&#8217;esito promettente, che amplia precedenti rilevazioni del 2022, gli autori invitano alla cautela nell&#8217;interpretazione dei dati. <strong>Trattandosi di uno studio osservazionale e non di una sperimentazione clinica randomizzata con placebo, non è possibile stabilire un rapporto di causa-effetto certo. Risultati e benefici potrebbero infatti essere stati influenzati dall&#8217;effetto aspettativa, da terapie concomitanti o da altri fattori confondenti.</strong> Inoltre, la varietà delle formulazioni e dei dosaggi impiegati rende difficile identificare quali specifici componenti della pianta (come THC o CBD) siano più efficaci.</p>
<p style="text-align: justify;" data-path-to-node="4">Infine, <strong>la ricerca chiarisce che la cannabis non rappresenta una &#8220;cura&#8221; per l&#8217;autismo, ma un possibile supporto per la gestione dei sintomi correlati</strong>. Pur non costituendo una prova definitiva di efficacia, lo studio fornisce nuove evidenze a sostegno della necessità di superare gli ostacoli ideologici, promuovendo ulteriori ricerche controllate ed estensive nell&#8217;ambito della cannabis medicinale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cannabis: Italia prima in Europa per consumo tra i giovani</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/07/16/cannabis-italia-prima-in-europa-per-consumo-tra-i-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 06:34:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=32200</guid>

					<description><![CDATA[<p>il 21% dei ragazzi italiani ha fatto uso di cannabis nell'ultimo anno, una percentuale superiore a quella registrata in Spagna, Francia e Germania.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/07/16/cannabis-italia-prima-in-europa-per-consumo-tra-i-giovani/">Cannabis: Italia prima in Europa per consumo tra i giovani</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Italia,</strong> si legge in un articolo di Vita, <strong>si conferma il Paese europeo con il più alto consumo di cannabis tra i giovani</strong>. Secondo il Rapporto europeo sulla droga 2026 dell&#8217;Agenzia europea per le droghe (EUDA), il 21% dei ragazzi italiani ha fatto uso di cannabis nell&#8217;ultimo anno, una percentuale superiore a quella registrata in Spagna, Francia e Germania. Sebbene la più recente Relazione al Parlamento sulle dipendenze segnali un lieve calo dei consumi tra gli studenti – dal 21% nel 2024 al 18% nel 2025 – gli esperti invitano a non abbassare la guardia.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">A destare maggiore preoccupazione è <strong>l&#8217;abbassamento dell&#8217;età del primo contatto con la sostanza, che in alcuni casi arriva a soli 12 anni.</strong> Un fenomeno che emerge anche dall&#8217;esperienza dei centri di ascolto e delle comunità terapeutiche, dove aumentano le richieste di aiuto da parte delle famiglie di ragazzi sempre più giovani.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Un altro elemento critico riguarda <strong>la maggiore potenza della cannabis oggi disponibile sul mercato.</strong> Secondo gli operatori del settore, <strong>il contenuto di principio attivo può essere fino a 10-15 volte superiore rispetto a quello di vent&#8217;anni fa,</strong> con il rischio di effetti più gravi sullo sviluppo cerebrale degli adolescenti e di una maggiore probabilità di sviluppare dipendenza.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;"><strong>Accanto alla cannabis cresce inoltre la diffusione delle nuove sostanze psicoattive (NPS), droghe sintetiche spesso assunte senza che i giovani ne conoscano composizione ed effetti.</strong> Nel 2025 gli accessi ai pronto soccorso per problemi droga-correlati sono aumentati dell&#8217;11%, un incremento attribuito in parte proprio a queste sostanze.</p>
<p style="text-align: justify;">Per gli esperti, la risposta non può limitarsi alle tradizionali campagne di prevenzione. <strong>Occorre rafforzare i percorsi educativi, investendo nella presenza di educatori, nei luoghi di aggregazione, nello sport e nel sostegno alle famiglie.</strong> L&#8217;obiettivo è costruire una rete educativa capace di intercettare il disagio prima che si trasformi in dipendenza.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Relazione al parlamento certifica un aumento dei consumi di sostanze</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/07/02/la-relazione-al-parlamento-certifica-un-aumento-dei-consumi-di-sostanze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 06:30:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[droghe consumi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=32138</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nonostante il Sottosegretario Mantovano parli del consumo di sostanze come di una “pandemia” non percepita, l'autore suggerisce che tale definizione sia impropria. Mentre una pandemia solitamente appare all'improvviso per poi ridimensionarsi, il fenomeno attuale è descritto come una “tendenza di consumo che, nel tempo, è andata complessivamente consolidandosi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/07/02/la-relazione-al-parlamento-certifica-un-aumento-dei-consumi-di-sostanze/">La Relazione al parlamento certifica un aumento dei consumi di sostanze</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Riccardo Gatti, in occasione della Giornata del <strong>26 Giugno &#8211; Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga</strong> &#8211; fa una riflessione, pubblicata sul sito <em>droga.net</em>, sul fenomeno droga partendo dai dati rilevati dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0"> Per Gatti i dati per il 2025 non spingono all’ottimismo, rivelando un incremento preoccupante del consumo tra i giovanissimi</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="207">. Uno dei dati più allarmanti riguarda gli </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="250">studenti under 18</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="267">: quasi </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="275">350 mila</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="283"> (il 23% della popolazione scolastica minorenne) hanno riferito di aver utilizzato almeno una sostanza illegale, un dato in aumento rispetto al 20% del 2024</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="439">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="439"> In termini generali, si stima che ormai </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="481">uno studente su quattro</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="504"> si sia accostato all’uso di droghe</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="539">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="540"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="540">Nonostante il Sottosegretario Mantovano parli del consumo di sostanze come di una </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="593">“pandemia” non percepita</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="617">, l&#8217;autore suggerisce che tale definizione sia impropria</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="685">. Mentre una pandemia solitamente appare all&#8217;improvviso per poi ridimensionarsi, il fenomeno attuale è descritto come una </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="807">“tendenza di consumo che, nel tempo, è andata complessivamente consolidandosi”</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="885">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="540"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="885"> Non si tratta di un&#8217;emergenza passeggera, ma di un mercato illecito strutturato, capace di determinare i consumi attraverso una costante proposta di sostanze vecchie e nuove</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1060">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1061"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1061">Per quanto riguarda le sostanze, la </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1097">cannabis</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1105"> rimane la più diffusa, sebbene mostri un lieve calo; tuttavia, preoccupa la comparsa di prodotti derivati </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1212">“sempre più potenti”</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1232"> e la diffusione di consumi combinati tra più sostanze</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1286">. Si registra inoltre una netta ripresa nel consumo di:</span></div>
<ul class="ng-star-inserted" style="text-align: justify;">
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" data-start-index="1341"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1341">Cocaina</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1348"> (pesantemente diffusa);</span></li>
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" data-start-index="1372"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1372">Allucinogeni e oppiacei</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1395">;</span></li>
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" data-start-index="1396"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1396">Catinoni e oppioidi sintetici</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1425">;</span></li>
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" data-start-index="1426"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1426">Ketamina</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1434">.</span></li>
</ul>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1435"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1435">Un altro fronte critico è quello degli </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1474">psicofarmaci assunti senza prescrizione medica</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1520">, un fenomeno che riguarda quasi </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1553">180 mila minorenni</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1571"> (11%), con una prevalenza tra le ragazze che risulta quasi doppia rispetto ai coetanei maschi</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1665">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1666"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1666">Il problema, tuttavia, non è limitato alle sostanze illegali. Gatti evidenzia come il mercato lecito (tabacco, alcol, gioco d’azzardo, social media) sia altrettanto insidioso</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1845">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1666"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1845"> In una società dei consumi interconnessi, esiste una domanda imponente sostenuta da un modello socio-economico che spesso vede i giovani prendere </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1993">“esempio proprio dagli adulti”</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2023">. Il rischio, conclude l&#8217;analisi, è che dopo l’attenzione mediatica di giugno, su questi dati scenda nuovamente il silenzio senza che la politica si interroghi realmente sull&#8217;efficacia delle leggi attuali. </span></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/07/02/la-relazione-al-parlamento-certifica-un-aumento-dei-consumi-di-sostanze/">La Relazione al parlamento certifica un aumento dei consumi di sostanze</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Libro Bianco sulle droghe: edizione numero 17</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/06/26/libro-bianco-sulle-droghe-xvii-edizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:02:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[CARCERE]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[Libro bianco XVII edizione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=32121</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Rapporto presenta un'analisi dettagliata delle politiche italiane sulle sostanze basata sui dati del 2025. Il documento, promosso da una vasta rete di organizzazioni tra cui La Società della Ragione, Forum Droghe, Antigone e CNCA, denuncia il fallimento del modello proibizionista, definendo la "war on drugs" come un elemento strutturale di controllo sociale e repressione che incide pesantemente sui diritti umani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/06/26/libro-bianco-sulle-droghe-xvii-edizione/">Libro Bianco sulle droghe: edizione numero 17</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Sul sito del CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti) è possibile leggere una sintesi dei contenuti del XVII Libro Bianco sulle droghe, intitolato </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="46">&#8220;E non sono pazzi&#8221;. </b>Il Rapporto <span class="ng-star-inserted" data-start-index="64">presenta un&#8217;analisi dettagliata delle politiche italiane sulle sostanze basata sui dati del 2025</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="162">. Il documento, promosso da una vasta rete di organizzazioni tra cui La Società della Ragione, Forum Droghe, Antigone e CNCA, denuncia il fallimento del modello proibizionista, definendo la &#8220;war on drugs&#8221; come un elemento strutturale di controllo sociale e repressione che incide pesantemente sui diritti umani</span>.</div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="473"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="473">Carcere e sovraffollamento: una crisi alimentata dalla legislazione.</b> <span class="ng-star-inserted" data-start-index="541">Il dato più rilevante emerso è l&#8217;impatto determinante della normativa antidroga sul sistema carcerario. Al termine del 2025, la popolazione detenuta in Italia è salita a </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="711">63.499 unità</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="723">. Di queste, ben </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="740">21.562 persone (pari al 33,9%)</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="770"> sono recluse per violazioni del Testo Unico sugli stupefacenti (DPR 309/1990)</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="848">. Questa percentuale è quasi il doppio della media europea (18%) e nettamente superiore alla media mondiale (22%)</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="961">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="473"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="961"> Il Libro Bianco evidenzia come l&#8217;articolo 73 (detenzione e spaccio) sia il principale canale di ingresso: nel 2025, </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1079">un ingresso in carcere su quattro</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1112"> è legato a questo specifico reato</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1146">. I dati mostrano che, escludendo i detenuti per il solo articolo 73 o le persone certificate come tossicodipendenti (che rappresentano il 32,7% della popolazione carceraria, un massimo storico dal 2006), il sistema penitenziario italiano non soffrirebbe di sovraffollamento</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1428">.</span></div>
<div style="text-align: justify;" data-start-index="473"></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1429"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1429">Repressione del consumo e marginalizzazione dei minori. </b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1484">La repressione colpisce duramente anche i consumatori attraverso il sistema delle segnalazioni amministrative. Nel 2025 sono state registrate </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1626">39.188 segnalazioni per uso personale</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1663">, di cui il 77,4% riguardanti la </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1696">cannabis</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1704">. Tali procedimenti portano spesso a sanzioni come la sospensione della patente o del passaporto, applicate anche senza comportamenti pericolosi accertati</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1858">. Particolarmente allarmante è il dato sui </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1901">3.564 minori segnalati</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1923">, la quasi totalità (97,1%) per possesso di cannabis</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1975">. Questo approccio produce stigma sociale invece di assistenza: gli inviti a programmi terapeutici sociosanitari sono crollati dai 3.008 del 2007 ai soli 412 del 2025, segno di un sistema sempre meno orientato alla salute</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2196">.</span></div>
<div style="text-align: justify;" data-start-index="1429"></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="2197"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="2197">Il quadro giudiziario e le politiche governative</b> <span class="ng-star-inserted" data-start-index="2246">Il peso della normativa antidroga sui tribunali resta enorme, con oltre </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="2318">202.000 procedimenti penali pendenti</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2354">, concentrati prevalentemente sui livelli più bassi della circolazione delle sostanze piuttosto che sui vertici delle organizzazioni criminali</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2496">. Parallelamente, cresce l&#8217;area del controllo penale esterno, che coinvolge quasi 100.000 persone, portando il totale delle persone sotto controllo statale a oltre 160.000</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2667">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="2197"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2667"> Il rapporto critica aspramente le politiche del Governo, citando misure come le </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="2805">&#8220;comunità-prigione&#8221;</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2824"> e il nuovo decreto sicurezza come strumenti che rischiano di aggravare la marginalità dei soggetti più vulnerabili</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2939">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="2940"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="2940">Scenario internazionale e proposte di riforma</b> <span class="ng-star-inserted" data-start-index="2986">A livello globale, il proibizionismo viene messo in relazione con la crisi climatica, l&#8217;</span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="3074">ecocidio</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="3082"> e la violazione dei diritti umani</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="3116">. Il Libro Bianco conclude proponendo riforme radicali promosse dalla società civile, tra cui la </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="3213">depenalizzazione del consumo</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="3241">, la </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="3246">regolamentazione legale della cannabis</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="3284">, la depenalizzazione della coltivazione domestica e il potenziamento delle politiche di riduzione del danno per superare l&#8217;attuale modello repressivo.</span></div>
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		<title>WAX e miscele psicoattive</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/06/20/wax-e-miscele-psicoattive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 06:39:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[NUOVE SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[wax e cannabis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Queste miscele psicoattive espongono i consumatori a rischi esponenziali e imprevedibili, poiché spesso ignorano la reale composizione chimica di ciò che assumono, rendendo al contempo estremamente complesse le attività di soccorso medico e le sfide normative.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/06/20/wax-e-miscele-psicoattive/">WAX e miscele psicoattive</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Il </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="16">WAX</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="19">, soprannominato dai media &#8220;miele da sballo&#8221;, rappresenta una nuova e allarmante frontiera nel panorama dei derivati della cannabis. Si tratta di un estratto ottenuto dalle infiorescenze con percentuali di principio attivo estremamente elevate, capaci di indurre gravi crisi fisiche e psichiche</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="313">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="313"> I consumatori, spesso giovanissimi, come quelli di<a href="https://www.avvenire.it/attualita/cose-il-miele-dello-sballo-che-ha-quasi-ucciso-un-ragazzino-a-napoli_109207"> Napoli</a> che sono stati ricoverati in condizioni critiche, rischiano tachicardia, perdita di coscienza, allucinazioni e stati psicotici</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="427">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="427"> Questi ragazzi sono spesso attirati da una narrazione sui social network che presenta ingannevolmente queste sostanze come prodotti legati al benessere e alla salute, rendendole facilmente accessibili ben oltre i confini del dark web</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="662">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="663"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="663">Tuttavia, secondo <a href="https://www.droga.net/chi-sono/">Riccardo Gatti,</a> <strong>l’analisi non può fermarsi a una singola sostanza</strong> o a fatti di cronaca isolati. L’Agenzia dell’Unione europea sulle droghe (EUDA) avverte che il mercato è sempre più saturo di </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="849">miscele psicoattive</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="868"> etichettate in modo ingannevole</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="900">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="663"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="900">Questo espone i consumatori a rischi esponenziali e imprevedibili, poiché spesso<strong> ignorano la reale composizione chimica di ciò che assumono</strong>, rendendo al contempo estremamente complesse le attività di soccorso medico e le sfide normative</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1138">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1139"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1139">Nonostante la gravità di questi scenari, il dibattito pubblico rimane spesso intrappolato in un limite del pensiero mainstream: la polarizzazione tra proibizionismo e antiproibizionismo</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1324">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1139"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1324">Ci si concentra quasi esclusivamente sulle </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1369">sfide normative e sulle attività di contrasto</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1414">, approcci che negli anni hanno dimostrato un’efficacia limitata nel gestire il fenomeno delle dipendenze</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1519">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1520"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1520">Per Gatti la a vera criticità risiede nella </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1552">mancanza di un&#8217;analisi culturale</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1584"> profonda. Citando le riflessioni di Pasolini,  Gatti evidenziano una perdita di valori non sostituiti da una nuova coscienza critica, ma da un consumismo totalizzante</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1753">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1520"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1753">Viviamo oggi nella &#8220;</span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1775">società dei consumi interconnessi</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1808">&#8220;, un sistema che mercifica persino il malessere individuale per rispondere esclusivamente alle esigenze di mercato</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1923">. In questo contesto, i giovani appaiono come &#8220;figli di un mondo&#8221; che privilegia la velocità del consumo rispetto alla capacità di elaborare pensiero e cultura, rendendo la prevenzione un compito che va ben oltre la semplice repressione o la norma giuridica.</span></div>
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		<title>L&#8217;emergenza sommersa dei minori stranieri non accompagnati</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/13/lemergenza-sommersa-dei-minori-stranieri-non-accompagnati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 07:41:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[DIPENDENZE COMPORTAMENTALI]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[consumo di sostanze]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31792</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’abuso di sostanze tra i minori stranieri non accompagnati emerge sempre più come un fenomeno complesso, lontano dalla semplice idea di devianza giovanile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/13/lemergenza-sommersa-dei-minori-stranieri-non-accompagnati/">L&#8217;emergenza sommersa dei minori stranieri non accompagnati</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La tematica del consumo di sostanze tra i minori stranieri non accompagnati continua ad essere presente e problematica. Un articolo di Vita riprende uno studio del Centro studi di politica internazionale &#8211; Cespi in riferimento a &#8220;<a href="https://www.cespi.it/sites/default/files/osservatori/allegati/cespi_msna_e_dipendenze_2026.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Abuso e dipendenza da sostanze psicotrope e alcol nei minori stranieri non accompagnati</em> <em>entrati nel circuito penale&#8221;.</em></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’abuso di sostanze tra i minori stranieri non accompagnati emerge sempre più come un fenomeno complesso, lontano dalla semplice idea di devianza giovanile. La ricerca mette in luce come il consumo di droghe e alcol sia spesso legato a condizioni di forte vulnerabilità, più che a scelte individuali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="417" data-end="891">Secondo lo studio, condotto inizialmente nel Lazio, l’uso di sostanze si sviluppa soprattutto dopo l’arrivo in Italia e si configura come una <strong>forma di “auto-cura”</strong>. Molti ragazzi, segnati da traumi migratori, solitudine e difficoltà di integrazione, ricorrono a cannabis, alcol o psicofarmaci per gestire ansia, frustrazione e disagio emotivo. In questo senso,<strong> la sostanza diventa uno strumento per attenuare il dolore psicologico e costruire una sorta di rifugio temporaneo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="893" data-end="1309">I dati raccolti nei centri di accoglienza confermano la diffusione del fenomeno: <strong>oltre il 70% delle strutture segnala casi di consumo diretto, con cannabis e alcol tra le sostanze più utilizzate, seguite da farmaci e droghe più pesanti.</strong> Un quadro che riflette non solo la disponibilità di sostanze nei contesti urbani, ma anche la fragilità di questi giovani, spesso privi di reti familiari e di un supporto stabile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="893" data-end="1309">In parallelo, emerge con forza<strong> il tema della salute mentale, che rappresenta un’emergenza spesso sommersa.</strong> Studi epidemiologici europei degli ultimi anni documentano <strong>un’alta incidenza di disturbi psichici tra questi minori:</strong> i sintomi da disturbo post-traumatico da stress raggiungono il 43%, quelli di depressione fino al 61,6% e quelli di ansia tra il 32,6% e il 38,2%. Si registra inoltre una maggiore frequenza di tentativi di suicidio rispetto ai coetanei, a conferma della profondità del disagio vissuto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/13/lemergenza-sommersa-dei-minori-stranieri-non-accompagnati/">L&#8217;emergenza sommersa dei minori stranieri non accompagnati</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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		<item>
		<title>Consumo di cannabis e sonno: uno studio pilota</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/04/18/consumo-di-cannabis-e-sonno-uno-studio-pilota/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 06:28:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31520</guid>

					<description><![CDATA[<p>E’ possibile che le aspettative positive relative al sonno legate alla cannabis (ovvero la convinzione che la cannabis migliorerà il sonno) possano modificare i risultati del sonno auto-riferiti. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/04/18/consumo-di-cannabis-e-sonno-uno-studio-pilota/">Consumo di cannabis e sonno: uno studio pilota</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sul sito di <em>Fuoriluogo</em> vengono riportati alcuni dati relativi ad uno studio pilota sulla relazione tra consumo di cannabis e sonno. Sebbene l’<strong>uso di cannabis sia associato a un miglioramento soggettivo del sonno</strong>, gli studi che utilizzano misure oggettive del sonno mostrano risultati contrastanti.</p>
<p>E’ possibile che le <strong>aspettative positive relative al sonno legate alla cannabis (ovvero la convinzione che la cannabis migliorerà il sonno) possano modificare i risultati del sonno auto-riferiti. </strong></p>
<p>Lo studio ha esaminato la concordanza tra misure soggettive e oggettive del sonno e ha valutato se le aspettative positive relative al sonno legate alla cannabis aumentassero le discrepanze tra i risultati soggettivi e oggettivi del sonno nei giorni di consumo di cannabis.</p>
<p>I partecipanti che dichiaravano un uso regolare di cannabis e motivazioni legate al sonno ( <em>N</em> = 23) hanno completato questionari di base sull’uso di cannabis, sul sonno e sulle aspettative, seguiti da un massimo di sette giorni di diari e actigrafia continua (cioè controllo attraverso un apparecchio da indossare).</p>
<p>La concordanza tra diario e actigrafia è risultata scarsa per i risvegli dopo l’inizio del sonno e la latenza di addormentamento, moderata per il tempo totale di sonno ed eccellente per il tempo di addormentamento e il tempo di risveglio. <strong>Le aspettative erano associate a una sovrastima del tempo totale di sonno riportato nel diario e questa associazione era amplificata nei giorni di consumo di cannabis. </strong></p>
<p>La tendenza a segnalare un orario di addormentamento più precoce nei giorni di consumo di cannabis e più tardi nei giorni di non consumo si è amplificata con l’aumentare delle aspettative. Le aspettative legate al sonno derivanti dall’uso di cannabis possono distorcere le autovalutazioni del sonno, evidenziando la necessità di tenere conto di tali convinzioni nelle future ricerche che esaminano la relazione tra cannabis e sonno attraverso misure soggettive.</p>
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		<item>
		<title>Abitudini di consumo di droghe nelle città europee</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/04/11/abitudini-di-consumo-di-droghe-nelle-citta-europee/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 06:41:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[acque reflue e sostanze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31410</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo studio era finalizzato a rilevare tracce di cinque droghe stimolanti (anfetamina, cocaina, metanfetamina, MDMA e ketamina) e di cannabis. I risultati, nonostante le diversità rilevate per le singole città, hanno rinvenuto comunque sempre la presenza di tutte e sei le sostanze. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/04/11/abitudini-di-consumo-di-droghe-nelle-citta-europee/">Abitudini di consumo di droghe nelle città europee</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come<strong> monitorare i consumi di sostanze illecite</strong> nelle grandi città? Attraverso l&#8217;analisi delle acque reflue.  E&#8217; questo il metodo di lavoro utilizzato dal progetto <span dir="auto">intitolato &#8221; </span><a href="https://www.euda.europa.eu/publications/html/pods/waste-water-analysis_en" data-entity-substitution="canonical" data-entity-type="node" data-entity-uuid="a11dff1e-db47-42f5-a23f-56b99f8ca194"><span dir="auto">Analisi delle acque reflue e droghe: uno studio europeo multi-città&#8221;, a cura del </span></a><span dir="auto">gruppo</span><span dir="auto"> europeo SCORE , in collaborazione con l&#8217; </span><b><span dir="auto">Agenzia europea per le droghe</span></b><span dir="auto"> (EUDA).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">Il progetto ha analizzato le acque reflue di </span><b><span dir="auto">115 città europee</span></b><span dir="auto"> di </span><b><span dir="auto">25 paesi</span></b><span dir="auto"> (23 UE, Norvegia + Turchia) per esplorare i comportamenti di consumo di droghe dei loro abitanti. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span dir="auto">Lo studio era finalizzato a </span></strong><span dir="auto"><strong>rilevare tracce di cinque droghe stimolanti (anfetamina, cocaina, metanfetamina, MDMA e ketamina) e di cannabis.</strong> I risultati, nonostante le diversità rilevate per le singole città, hanno rinvenuto comunque sempre la presenza di tutte e sei le sostanze. </span></p>
<p style="text-align: justify;">Quali sono stati i principali risultati dello studio?</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo elemento è la <strong>diminuzione dell&#8217;MDMA</strong>. <span dir="auto">Complessivamente</span><span dir="auto">,</span><span dir="auto"> tra il 2024 e il 2025, i livelli di MDMA nelle acque reflue sono diminuiti del 16% nelle città che hanno fornito dati per entrambi gli anni. L&#8217;MDMA è stata rilevata in tutte le città europee tranne una (Nova Gorica, Slovenia). Tra le località al di fuori dell&#8217;UE, solo le città della <b>Nuova Zelanda</b> hanno segnalato livelli paragonabili a quelli osservati nelle città europee con i livelli più elevati.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Risultato diverso è quello relativo ai <strong>livelli di Ketamina</strong>, che <span dir="auto">tra il 2024 e il 2025, sono aumentati di quasi il 41% nelle città che hanno fornito dati per entrambi gli anni.  Nel 2025, i livelli più elevati sono stati rilevati nelle città di Belgio, Germania e Paesi Bassi.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Anche per la <strong>cocaina</strong> si è registrato un aumento dei livelli. Sempre tra il 2024 e il 2025, sono aumentati di quasi il 22% nelle città che hanno fornito dati per entrambi gli anni. I rilevamenti di cocaina rimangono più elevati nelle città dell&#8217;Europa occidentale e meridionale, in particolare in Belgio, Spagna e Paesi Bassi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i livelli di <strong>anfetamina</strong> risultano molto variabili in base alle località studiate. I livelli più elevati sono stati segnalati nelle città del Nord e del Centro Europa (Belgio, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Svezia e Norvegia).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Metanfetamina</strong>: tradizionalmente concentrata nelle città della Repubblica Ceca e della Slovacchia, questa droga è ora presente anche in città di Germania, Spagna, Cipro, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia e Turchia.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine la <strong>cannabis</strong>. La sua presenza ha un<span dir="auto"> andamento divergente. Delle </span><b><span dir="auto">63 città</span></b><span dir="auto"> per le quali erano disponibili dati relativi al 2024 e al 2025, </span><b><span dir="auto">21</span></b><span dir="auto"> (33%) hanno segnalato un </span><b><span dir="auto">aumento</span></b><span dir="auto"> dei rilevamenti del metabolita della cannabis (THC-COOH), </span><b><span dir="auto">28</span></b><span dir="auto"> (44%) una </span><b><span dir="auto">diminuzione</span></b><span dir="auto"> , mentre </span><b><span dir="auto">14</span></b><span dir="auto"> (22%) sono rimaste </span><b><span dir="auto">stabili.</span></b></p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio inoltre ha preso in considerazione anche la variazione della <strong>presenza di sostanze lungo l&#8217;arco della settimana.</strong> Oltre il 75% delle 115 città ha mostrato residui più elevati di cocaina e MDMA nel fine settimana (da venerdì a lunedì), mentre quasi la metà di esse ha mostrato concentrazioni più elevate di ketamina. Al contrario, i residui di anfetamina, metanfetamina e cannabis (THC-COOH) erano distribuiti in modo più uniforme durante la settimana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/04/11/abitudini-di-consumo-di-droghe-nelle-citta-europee/">Abitudini di consumo di droghe nelle città europee</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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		<title>L&#8217;analisi delle acque reflue in Europa</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/27/lanalisi-delle-acque-reflue-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 09:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[COCAINA]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[anfetamina]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
		<category><![CDATA[cocaina]]></category>
		<category><![CDATA[droghe]]></category>
		<category><![CDATA[ketamina]]></category>
		<category><![CDATA[mdma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31265</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le acque reflue raccontano molto sull’uso delle droghe e tracciano un quadro in evoluzione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/27/lanalisi-delle-acque-reflue-in-europa/">L&#8217;analisi delle acque reflue in Europa</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il nuovo rapporto  <a href="https://www.euda.europa.eu/publications/pods/waste-water-analysis_en"><em>Wastewater analysis and drugs — a European multi-city study</em></a> ha analizzato <strong>le acque reflue di 115 città in 25 Paesi UE tra marzo e maggio 2025 con l&#8217;obiettivo di studiare i cambiamenti e l&#8217;andamento del consumo di sostanze tra la popolazione. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le acque reflue, infatti, raccontano molto sull&#8217;uso delle droghe e aiutano a tracciare un andamento dei consumi nelle città europee. Le sostanze analizzate nel rapporto sono<strong> la cannabis e cinque stimolanti: anfetamina, cocaina, metanfetamina, MDMA e ketamina</strong>. Nonostante alcune differenze tra gli andamenti, il rapporto conferma che tutte le sei sostanze sono state rilevate in quasi tutte le città partecipanti. All&#8217;interno dei singoli paesi non si rilevano grandi distinzioni tra i consumi nelle grande città e in quelle più piccole.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto mostra i seguenti dati:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Per la cannabis i risultati sono divergenti, nella maggioranza (44%) delle città si riscontra una diminuzione, in alcune (33%) un aumento, mentre in un numero più piccolo (22%) il consumo è rimasto stabile.</li>
<li>Anche per l&#8217;anfetamina lo studio mostra notevoli differenze tra le città prese nel campione. Le concentrazioni più elevate si trovano nei Paesi del Nord Europa (Belgio, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Svezia e Norvegia) mentre in Europa meridionali i livelli sono considerevolmente più bassi.</li>
<li>La cocaina registra invece un&#8217;impennata significativa (di quasi il 22%) a livello complessivo. Le concentrazioni più elevate si riscontrano nelle città dell&#8217;Europa occidentale e meridionale (Belgio, Spagna e Paesi Bassi).</li>
<li>La metanfetamina, storicamente concentrata nei Paesi come Repubblica Ceca e Slovacchia, è arrivata anche in città della Germania, Spagna, Cipro, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia e Turchia.</li>
<li>Per quanto riguarda l&#8217;MDMA si riscontra un calo a livello complessivo del 16% rispetto ai dati del 2024. I carichi più elevati sono stati ritrovati in città del Belgio, Spagna, Paesi Bassi e Slovenia.</li>
<li>La ketamina registra il maggiore aumento rispetto a le altre sostanze: si parla di quasi il 41% in più rispetto al 2024 a livello generale. La concentrazione maggiore si registra in Belgio, Germania e Paesi Bassi.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;analisi delle acque permette anche di individuare le fluttuazioni settimanali del consumo. Nel 75% delle città si registra un aumento di cocaina e MDMA durante il fine settimana, mentre anfetamina, metanfetamina e cannabis hanno una distribuzione più uniforme durante i giorni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/27/lanalisi-delle-acque-reflue-in-europa/">L&#8217;analisi delle acque reflue in Europa</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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