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	<title>CANNABIS Archivi - CESDA</title>
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	<description>centro studi e documentazione su dipendenze e aids</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Apr 2026 10:42:38 +0000</lastBuildDate>
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	<title>CANNABIS Archivi - CESDA</title>
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	<item>
		<title>Consumo di cannabis e sonno: uno studio pilota</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/04/18/consumo-di-cannabis-e-sonno-uno-studio-pilota/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 06:28:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ possibile che le aspettative positive relative al sonno legate alla cannabis (ovvero la convinzione che la cannabis migliorerà il sonno) possano modificare i risultati del sonno auto-riferiti. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/04/18/consumo-di-cannabis-e-sonno-uno-studio-pilota/">Consumo di cannabis e sonno: uno studio pilota</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sul sito di <em>Fuoriluogo</em> vengono riportati alcuni dati relativi ad uno studio pilota sulla relazione tra consumo di cannabis e sonno. Sebbene l’<strong>uso di cannabis sia associato a un miglioramento soggettivo del sonno</strong>, gli studi che utilizzano misure oggettive del sonno mostrano risultati contrastanti.</p>
<p>E’ possibile che le <strong>aspettative positive relative al sonno legate alla cannabis (ovvero la convinzione che la cannabis migliorerà il sonno) possano modificare i risultati del sonno auto-riferiti. </strong></p>
<p>Lo studio ha esaminato la concordanza tra misure soggettive e oggettive del sonno e ha valutato se le aspettative positive relative al sonno legate alla cannabis aumentassero le discrepanze tra i risultati soggettivi e oggettivi del sonno nei giorni di consumo di cannabis.</p>
<p>I partecipanti che dichiaravano un uso regolare di cannabis e motivazioni legate al sonno ( <em>N</em> = 23) hanno completato questionari di base sull’uso di cannabis, sul sonno e sulle aspettative, seguiti da un massimo di sette giorni di diari e actigrafia continua (cioè controllo attraverso un apparecchio da indossare).</p>
<p>La concordanza tra diario e actigrafia è risultata scarsa per i risvegli dopo l’inizio del sonno e la latenza di addormentamento, moderata per il tempo totale di sonno ed eccellente per il tempo di addormentamento e il tempo di risveglio. <strong>Le aspettative erano associate a una sovrastima del tempo totale di sonno riportato nel diario e questa associazione era amplificata nei giorni di consumo di cannabis. </strong></p>
<p>La tendenza a segnalare un orario di addormentamento più precoce nei giorni di consumo di cannabis e più tardi nei giorni di non consumo si è amplificata con l’aumentare delle aspettative. Le aspettative legate al sonno derivanti dall’uso di cannabis possono distorcere le autovalutazioni del sonno, evidenziando la necessità di tenere conto di tali convinzioni nelle future ricerche che esaminano la relazione tra cannabis e sonno attraverso misure soggettive.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Abitudini di consumo di droghe nelle città europee</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/04/11/abitudini-di-consumo-di-droghe-nelle-citta-europee/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 06:41:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[acque reflue e sostanze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo studio era finalizzato a rilevare tracce di cinque droghe stimolanti (anfetamina, cocaina, metanfetamina, MDMA e ketamina) e di cannabis. I risultati, nonostante le diversità rilevate per le singole città, hanno rinvenuto comunque sempre la presenza di tutte e sei le sostanze. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/04/11/abitudini-di-consumo-di-droghe-nelle-citta-europee/">Abitudini di consumo di droghe nelle città europee</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come<strong> monitorare i consumi di sostanze illecite</strong> nelle grandi città? Attraverso l&#8217;analisi delle acque reflue.  E&#8217; questo il metodo di lavoro utilizzato dal progetto <span dir="auto">intitolato &#8221; </span><a href="https://www.euda.europa.eu/publications/html/pods/waste-water-analysis_en" data-entity-substitution="canonical" data-entity-type="node" data-entity-uuid="a11dff1e-db47-42f5-a23f-56b99f8ca194"><span dir="auto">Analisi delle acque reflue e droghe: uno studio europeo multi-città&#8221;, a cura del </span></a><span dir="auto">gruppo</span><span dir="auto"> europeo SCORE , in collaborazione con l&#8217; </span><b><span dir="auto">Agenzia europea per le droghe</span></b><span dir="auto"> (EUDA).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">Il progetto ha analizzato le acque reflue di </span><b><span dir="auto">115 città europee</span></b><span dir="auto"> di </span><b><span dir="auto">25 paesi</span></b><span dir="auto"> (23 UE, Norvegia + Turchia) per esplorare i comportamenti di consumo di droghe dei loro abitanti. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span dir="auto">Lo studio era finalizzato a </span></strong><span dir="auto"><strong>rilevare tracce di cinque droghe stimolanti (anfetamina, cocaina, metanfetamina, MDMA e ketamina) e di cannabis.</strong> I risultati, nonostante le diversità rilevate per le singole città, hanno rinvenuto comunque sempre la presenza di tutte e sei le sostanze. </span></p>
<p style="text-align: justify;">Quali sono stati i principali risultati dello studio?</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo elemento è la <strong>diminuzione dell&#8217;MDMA</strong>. <span dir="auto">Complessivamente</span><span dir="auto">,</span><span dir="auto"> tra il 2024 e il 2025, i livelli di MDMA nelle acque reflue sono diminuiti del 16% nelle città che hanno fornito dati per entrambi gli anni. L&#8217;MDMA è stata rilevata in tutte le città europee tranne una (Nova Gorica, Slovenia). Tra le località al di fuori dell&#8217;UE, solo le città della <b>Nuova Zelanda</b> hanno segnalato livelli paragonabili a quelli osservati nelle città europee con i livelli più elevati.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Risultato diverso è quello relativo ai <strong>livelli di Ketamina</strong>, che <span dir="auto">tra il 2024 e il 2025, sono aumentati di quasi il 41% nelle città che hanno fornito dati per entrambi gli anni.  Nel 2025, i livelli più elevati sono stati rilevati nelle città di Belgio, Germania e Paesi Bassi.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Anche per la <strong>cocaina</strong> si è registrato un aumento dei livelli. Sempre tra il 2024 e il 2025, sono aumentati di quasi il 22% nelle città che hanno fornito dati per entrambi gli anni. I rilevamenti di cocaina rimangono più elevati nelle città dell&#8217;Europa occidentale e meridionale, in particolare in Belgio, Spagna e Paesi Bassi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i livelli di <strong>anfetamina</strong> risultano molto variabili in base alle località studiate. I livelli più elevati sono stati segnalati nelle città del Nord e del Centro Europa (Belgio, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Svezia e Norvegia).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Metanfetamina</strong>: tradizionalmente concentrata nelle città della Repubblica Ceca e della Slovacchia, questa droga è ora presente anche in città di Germania, Spagna, Cipro, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia e Turchia.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine la <strong>cannabis</strong>. La sua presenza ha un<span dir="auto"> andamento divergente. Delle </span><b><span dir="auto">63 città</span></b><span dir="auto"> per le quali erano disponibili dati relativi al 2024 e al 2025, </span><b><span dir="auto">21</span></b><span dir="auto"> (33%) hanno segnalato un </span><b><span dir="auto">aumento</span></b><span dir="auto"> dei rilevamenti del metabolita della cannabis (THC-COOH), </span><b><span dir="auto">28</span></b><span dir="auto"> (44%) una </span><b><span dir="auto">diminuzione</span></b><span dir="auto"> , mentre </span><b><span dir="auto">14</span></b><span dir="auto"> (22%) sono rimaste </span><b><span dir="auto">stabili.</span></b></p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio inoltre ha preso in considerazione anche la variazione della <strong>presenza di sostanze lungo l&#8217;arco della settimana.</strong> Oltre il 75% delle 115 città ha mostrato residui più elevati di cocaina e MDMA nel fine settimana (da venerdì a lunedì), mentre quasi la metà di esse ha mostrato concentrazioni più elevate di ketamina. Al contrario, i residui di anfetamina, metanfetamina e cannabis (THC-COOH) erano distribuiti in modo più uniforme durante la settimana.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;analisi delle acque reflue in Europa</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/27/lanalisi-delle-acque-reflue-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 09:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[COCAINA]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[anfetamina]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
		<category><![CDATA[cocaina]]></category>
		<category><![CDATA[droghe]]></category>
		<category><![CDATA[ketamina]]></category>
		<category><![CDATA[mdma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le acque reflue raccontano molto sull’uso delle droghe e tracciano un quadro in evoluzione</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il nuovo rapporto  <a href="https://www.euda.europa.eu/publications/pods/waste-water-analysis_en"><em>Wastewater analysis and drugs — a European multi-city study</em></a> ha analizzato <strong>le acque reflue di 115 città in 25 Paesi UE tra marzo e maggio 2025 con l&#8217;obiettivo di studiare i cambiamenti e l&#8217;andamento del consumo di sostanze tra la popolazione. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le acque reflue, infatti, raccontano molto sull&#8217;uso delle droghe e aiutano a tracciare un andamento dei consumi nelle città europee. Le sostanze analizzate nel rapporto sono<strong> la cannabis e cinque stimolanti: anfetamina, cocaina, metanfetamina, MDMA e ketamina</strong>. Nonostante alcune differenze tra gli andamenti, il rapporto conferma che tutte le sei sostanze sono state rilevate in quasi tutte le città partecipanti. All&#8217;interno dei singoli paesi non si rilevano grandi distinzioni tra i consumi nelle grande città e in quelle più piccole.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto mostra i seguenti dati:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Per la cannabis i risultati sono divergenti, nella maggioranza (44%) delle città si riscontra una diminuzione, in alcune (33%) un aumento, mentre in un numero più piccolo (22%) il consumo è rimasto stabile.</li>
<li>Anche per l&#8217;anfetamina lo studio mostra notevoli differenze tra le città prese nel campione. Le concentrazioni più elevate si trovano nei Paesi del Nord Europa (Belgio, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Svezia e Norvegia) mentre in Europa meridionali i livelli sono considerevolmente più bassi.</li>
<li>La cocaina registra invece un&#8217;impennata significativa (di quasi il 22%) a livello complessivo. Le concentrazioni più elevate si riscontrano nelle città dell&#8217;Europa occidentale e meridionale (Belgio, Spagna e Paesi Bassi).</li>
<li>La metanfetamina, storicamente concentrata nei Paesi come Repubblica Ceca e Slovacchia, è arrivata anche in città della Germania, Spagna, Cipro, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia e Turchia.</li>
<li>Per quanto riguarda l&#8217;MDMA si riscontra un calo a livello complessivo del 16% rispetto ai dati del 2024. I carichi più elevati sono stati ritrovati in città del Belgio, Spagna, Paesi Bassi e Slovenia.</li>
<li>La ketamina registra il maggiore aumento rispetto a le altre sostanze: si parla di quasi il 41% in più rispetto al 2024 a livello generale. La concentrazione maggiore si registra in Belgio, Germania e Paesi Bassi.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;analisi delle acque permette anche di individuare le fluttuazioni settimanali del consumo. Nel 75% delle città si registra un aumento di cocaina e MDMA durante il fine settimana, mentre anfetamina, metanfetamina e cannabis hanno una distribuzione più uniforme durante i giorni.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giovani e dipendenza da sostanze: uno studio</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/26/giovani-e-dipendenza-da-sostanze-uno-studio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 07:45:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[COCAINA]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze da sostanze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo studio ha l'obiettivo di esaminare la relazione tra variabili cliniche e demografiche in un campioni di giovani under 26 in carico al servizio, consumatori di sostanze psicoattive ad esclusione degli oppiacei.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nella sezione Saggi, studi e ricerche della rivista online MISSION &#8211; Italian Quarterly Journal of Addiction, è disponibile un articolo che indaga il tema della <strong>dipendenza da sostanze tra i giovani.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio, realizzato dal S.S.D. Nuove Dipendenze ONDA1 &#8211; Dipartimernto Integrato Dipendenze &#8211; ASL città di Torino, ha l&#8217;obiettivo di <strong>esaminare la relazione tra variabili cliniche e demografiche</strong> in un campioni di giovani under 26 in carico al servizio, consumatori di sostanze psicoattive ad esclusione degli oppiacei.</p>
<p style="text-align: justify;">Studio che si inserisce in un contesto sociale in cui i <strong>primi consumi di sostanze sono sempre più precoci </strong>(come evidenziato dalla Relazione al Parlamento sul fenomeno della tossicodipendenza 2025) e che quindi necessitano di prese in carico altrettanto precoci.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli strumenti utilizzati nello studio sono stati il test ABQ( Adolescent Behaviour Questionnaire) e il 7 DAS (Seven Domains Addicition Scale). Il primo utilizzato per una valutazione multidimensionale del Disturbo da Uso di Sostanze, mentre il secondo per esplorare i sette domini psicopatologici individuati in letteratura come fattori prodromici per lo sviluppo e il mantenimento di una dipendenza patologica.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati emersi dallo studio evidenziano alcuni pattern ricorrenti che riguardano:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>la centralità della cannabis, usata come sostanza primaria in tutte le fasce di età prese in esame dallo studio, ma che diminuisce con l&#8217;aumentare dell&#8217;età in favore di altre sostanze più additive, come crack e cocaina inalata;</li>
<li>con l&#8217;aumentare dell&#8217;età si passa dal consumo di una sola sostanza al poliabuso (20% nella fascia 23-25 anni);</li>
<li>la gravità dei DUS aumenta con l&#8217;aumentare dell&#8217;età;</li>
<li>la gravità dei DUS aumenta con il consumo di più sostanze.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">I risultati sono in linea con quanto emerge da recenti studi epidemiologici e clinici. <strong>La cannabis è la sostanza prevalente nei primi anni</strong>, ma poi lascia spazio ad un consumo maggiormente diversificato, che in età più adulta si associa a prognosi più severe.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda<strong> il genere</strong>, anche se non statisticamente significativo, rispetto alla gravità del DUS le donne mostrano una tendenza a quadri clinici più gravi.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio presenta anche alcuni <strong>punti critici</strong>, che non rendono i risultati generalizzabili. Il primo è il campione, che si limita ad un solo servizio cittadino, il secondo la ridotta rappresentanza femminile e per ultimo il disegno trasversale che non permette di stabilire relazioni causali tra età, sostanze e gravità, né di seguire l&#8217;evoluzione dei percorsi individuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Per approfondire ulteriormente queste relazioni servono studi con campioni più ampi e multicentrici, con disegni longitudinali in grado di chiarire meglio le dinamiche di transizione dal consumo di cannabis ad altre sostanze, e di approfondire le vulnerabilità specifiche tra i sessi.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Droghe, legalità e interessi economici: una riflessione</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/15/droghe-legalita-e-interessi-economici-una-riflessione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 07:50:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[comportamenti e dipendenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo stato di legalità di una sostanza non significa automaticamente tutelare la salute dei consumatori, ma vanno trovate delle regolamentazioni che vadano in quel senso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/15/droghe-legalita-e-interessi-economici-una-riflessione/">Droghe, legalità e interessi economici: una riflessione</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una riflessione sulla <strong>legalità delle sostanze, diritto alla salute e interessi economici</strong>. E&#8217; quanto si può leggere sul sito droga.net a cura di Riccardo Gatti, medico, specialista in psichiatria e psicoterapeuta. Gatti parte riflettendo sulle sostanze legali (alcol e tabacco) e il loro utilizzo, che ogni anno provoca migliaia di morti ( 90.000 per il tabacco e 20.000 per l&#8217;alcol).</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Cause di morte evitabili che colpiscono meno l’attenzione di una singola overdose in un parchetto. Sembrano non importare, pur portando con sé tante storie di dipendenza e malattia.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa problematica situazione c’è anche chi pensa che, trasformando ciò che è illecito o strettamente regolamentato in modo restrittivo, in qualcosa di lecito e accessibile oppure, viceversa, qualcosa di lecito e accessibile in qualcosa di illecito o di strettamente regolamentato, si risolvano molti problemi. Purtroppo non è così e non è solo storia del passato quando gli USA inventarono il proibizionismo degli alcolici per, poi, fare marcia indietro&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Stesso discorso su<strong> legalità e comportamenti additivi</strong> si può fare per il Gioco d&#8217;Azzardo. Con la narrazione che rendendolo legale si sarebbe fatto emergere il gioco illegale si è creato un mercato legale che ogni anno vede la spesa degli italiani aumentare. Nel 2024 siamo a 157,6 miliardi giocati. Gatti si chiede se è stata la strategia migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro esempio preso in considerazione è quello degli oppioidi, legali negli USA, che in pochi anni hanno fatto migliaia di morti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo stato di legalità di una sostanza non significa automaticamente tutelare la salute dei consumatori, ma vanno trovate delle regolamentazioni che vadano in quel senso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La legalizzazione della Cannabis in alcuni stati USA recentemente è stata messa in discussione da un autorevole quotidiano liberal e progressista, sostenendo che forse non è così innocua come si credeva ed i problemi che crea diventano ora evidenti. Lo stesso quotidiano però sostiene che non si tratta di fare marcia indietro, ma di trovare regolamentazioni adeguate.</p>
<p style="text-align: justify;">Fare passi indietro pone anche diverse criticità. &#8220;(&#8230;) Nel momento in cui si è consolidata una catena produttiva e di offerta che serve un numero ampio di consumatori, un passo indietro potrebbe ributtarli nelle mani del mercato illecito, mettendo anche in difficoltà imprese lecite, relativi investitori e le entrate fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;">E si noti che qualcosa di simile a quanto è accaduto per la cannabis sembra già da qualche anno in preparazione negli USA con un proclamato “<strong>rinascimento psichedelico</strong>” che nasce nella Silicon Valley e che, più del ritorno di una “controcultura”, potrebbe diventare una iniziativa commerciale in grande stile, con le conseguenze del caso&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Gatti conclude che &#8220;(&#8230;) Se<strong> la repressione dei traffici illeciti rimane indispensabile</strong>, la decisione di ciò che è illecito e di ciò che non lo è, assieme alle relative regole, va meglio ponderata, anche in senso previsionale, e verificata nei suoi effetti reali: ogni scelta in questo ambito comporta vantaggi e svantaggi e l’illusione trasmessa dalla politica e dalla comunicazione che i vantaggi siano da una parte sola è, appunto, una illusione che porta, come abbiamo visto, ad errori gravi&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/15/droghe-legalita-e-interessi-economici-una-riflessione/">Droghe, legalità e interessi economici: una riflessione</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rimedi contro l&#8217;insonnia cronica: uno studio con Cannabis sativa e rimedi tradizionali</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/01/rimedi-contro-linsonnia-cronica-uno-studio-con-cannabis-sativa-e-rimedi-tradizionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 08:11:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis e insonnia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=30965</guid>

					<description><![CDATA[<p>Obiettivo dello studio è valutare gli effetti del rimedio erboristico tradizionale thailandese Suk-Sai-Yat, dell'olio di Cannabis sativa (formula Deja) e del lorazepam sulla qualità del sonno e sulla qualità della vita nei pazienti affetti da insonnia cronica</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/01/rimedi-contro-linsonnia-cronica-uno-studio-con-cannabis-sativa-e-rimedi-tradizionali/">Rimedi contro l&#8217;insonnia cronica: uno studio con Cannabis sativa e rimedi tradizionali</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sul sito del National Library of Medicine è disponibile un articolo scientifico che riporta i risultati di uno <strong>studio thailandese sull&#8217;efficacia delle terapie integrative per l&#8217;insonnia cronica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Obiettivo dello studio è v<span dir="auto">alutare gli effetti del <strong>rimedio erboristico tradizionale thailandese Suk-Sai-Yat, dell&#8217;olio </strong></span><strong><em><span dir="auto">di Cannabis sativa</span></em><span dir="auto"> (formula Deja) </span></strong><span dir="auto">e del lorazepam sulla qualità del sonno e sulla qualità della vita nei pazienti affetti da insonnia cronica.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio, <span dir="auto">randomizzato controllato,</span> è stato effettuato su 60 pazienti a cui sono stati <span dir="auto"> somministrati Suk-Sai-Yat, olio </span><em><span dir="auto">di Cannabis sativa</span></em><span dir="auto"> o lorazepam per quattro settimane. La qualità del sonno è stata valutata utilizzando il Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI) e la qualità della vita è stata valutata utilizzando EQ-5D-5L ed EQ-VAS. La sicurezza è stata monitorata durante l&#8217;intero studio.</span></p>
<p id="p0220" style="text-align: justify;"><span dir="auto">Nelle conclusione si afferma che il &#8220;<strong>Suk-Sai-Yat, un rimedio erboristico tradizionale thailandese, e l&#8217;olio </strong></span><strong><em><span dir="auto">di Cannabis sativa</span></em><span dir="auto"> (formula Deja) migliorano significativamente la qualità del sonno e la qualità della vita correlata alla salute nei pazienti con insonnia cronica. </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto"><strong>I benefici clinici di entrambi gli interventi integrativi sono stati paragonabili a quelli del lorazepam in un periodo di trattamento di quattro settimane</strong>. Sia le terapie a base di erbe che quelle a base di cannabis sono state ben tollerate, con solo lievi eventi avversi osservati, a supporto della loro idoneità come opzioni non benzodiazepiniche nella gestione dell&#8217;insonnia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto"> Da una prospettiva di medicina integrativa, questi risultati evidenziano il valore delle terapie tradizionali e botaniche come approcci complementari o alternativi che affrontano la natura multifattoriale dell&#8217;insonnia e promuovono il benessere generale.</span></p>
<p id="p0225" style="text-align: justify;"><strong><span dir="auto">Sono necessari ulteriori studi per valutare i risultati a lungo termine e il loro potenziale ruolo nel ridurre la dipendenza dai farmaci ipnotici convenzionali.</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/01/rimedi-contro-linsonnia-cronica-uno-studio-con-cannabis-sativa-e-rimedi-tradizionali/">Rimedi contro l&#8217;insonnia cronica: uno studio con Cannabis sativa e rimedi tradizionali</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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		<title>In Danimarca apre il primo Cannabis Social Club</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/02/25/in-danimarca-apre-il-primo-cannabis-social-club/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 08:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis terapeutica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=30897</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il concetto alla base del Club è semplice, ma senza precedenti in Danimarca. I soci devono appartenere a un'associazione e presentare una prescrizione medica che li autorizzi ad acquistare cannabis in farmacia. È consentita solo la cannabis legalmente ottenuta tramite il sistema sanitario danese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/02/25/in-danimarca-apre-il-primo-cannabis-social-club/">In Danimarca apre il primo Cannabis Social Club</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il sito di ADUC riporta la notizia dell&#8217;apertura del primo <strong>Cannabis Social Club</strong> <strong>in Danimarca</strong>, nel centro di  Copenaghen. Si tratta di un club privato, lo Smokenhagen, riservato ai soci, dove i pazienti con una <strong>prescrizione medica</strong> valida possono consumare legalmente i propri farmaci in un contesto sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il concetto alla base del Club è semplice, ma senza precedenti in Danimarca. I soci devono appartenere a un&#8217;associazione e presentare una prescrizione medica che li autorizzi ad acquistare cannabis in farmacia. È consentita solo la <strong>cannabis legalmente ottenuta tramite il sistema sanitario danese</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;interno il Club sembra più uno spazio comunitario che una clinica. Una reception controlla l&#8217;accesso, mentre la sala principale comprende aree salotto, un bar analcolico e spazi per conversare e giocare&#8221;. Per i gestori del club &#8220;(&#8230;) l&#8217;obiettivo è consentire ai pazienti di usufruire liberamente del trattamento senza disturbare familiari, vicini o il pubblico&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un periodo di sperimentazione quadriennale, iniziato nel 2018, il progetto di prescrizione della cannabis terapeutica è diventato permanente, grazie al voto favorevole del Parlamento danese nel 2024. Questo progetto consente la<strong> prescrizione medica di oli, compresse e fiori di cannabis essiccati che non sono né farmaci approvati né preparati composti. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Secondo il Ministero dell&#8217;Interno e della Salute, dall&#8217;inizio del programma circa 1.800 pazienti hanno ricevuto prescrizioni di cannabis terapeutica, per un totale di circa 20.000 prescrizioni emesse. <strong>Il sistema si rivolge principalmente a pazienti affetti da sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale, cancro e dolore cronico&#8221;.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Droghe nelle carceri: una riflessione</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/02/05/droghe-nelle-carceri-una-riflessione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 07:52:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[CARCERE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[carcere e droghe]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=30724</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per quanto riguarda il tipo di droghe consumate la cannabis resta al primo posto in quasi tutti i contesti carcerari, tranne che nell’Asia meridionale e in Scozia, dove l’eroina era più diffusa. Ogni carcere risente in qualche modo dei consumi che avvengono all'esterno, nella comunità, perché anche se isolato e protetto il carcere fa comunque parte di un territorio.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riccardo Gatti, medico, specialista in psichiatria e psicoterapeuta, si interroga sul sito <em>droga.net </em>sul <strong>consumo di droghe all&#8217;interno delle carceri</strong>, italiane e non. Da una revisione di studi a livello internazionale, <a href="https://wires.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/wfs2.1473">https://wires.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/wfs2.1473</a>, emerge che &#8221; (&#8230;) la prevalenza media dell’uso di droghe durante l’incarcerazione è del 32,0% con un intervallo dal 3,4% al 90%&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono le cause di questo massiccio utilizzo</strong> all&#8217;interno delle carceri si chiede Gatti? &#8220;Probabilmente si tratta di una situazione che non si riesce ad evitare e non credo sia dovuta esclusivamente ad una carenza di organici nella nostra Polizia Penitenziaria: il problema è diffuso a livello globale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda il tipo di droghe consumate<strong> la cannabis resta al primo posto in quasi tutti i contesti carcerari</strong>, tranne che nell’Asia meridionale e in Scozia, dove l’eroina é più diffusa. Ogni carcere risente in qualche modo dei consumi che avvengono all&#8217;esterno, nella comunità, perché anche se isolato e protetto il carcere fa comunque parte di un territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Un territorio che in alcune sue componenti ha interesse a fare entrare droghe negli istituti penitenziari, dove<strong> la domanda deve essere sostenuta dall&#8217;offerta. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Se poi si considera che nelle carceri ci sono molte persone legate al consumo ed allo spaccio di droghe, che<strong> le droghe in carcere costano (e rendono) ancor più che fuori</strong> e possono essere usate, in modo diverso, anche per vincolare le persone agli interessi delle organizzazioni criminali, si comprende come lo sforzo per far entrare le sostanze illecite nelle carceri sia particolarmente sostenuto ed efficace&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>emergenze ospedaliere per consumo di droghe: uno studio europeo</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/01/26/emergenze-ospedaliere-per-consumo-di-droghe-uno-studio-europeo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 07:31:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[COCAINA]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[emergenze ospedaliere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=30646</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scopo dello studio è fornire informazioni dettagliate sulla natura e l’entità del danno acuto per uso di droghe illecite, come cannabis, cocaina, eroina e altri oppioidi, amfetamine e nuove sostanze psicoattive (NPS), utilizzate da sole o in combinazione con altre droghe, con farmaci da prescrizione, farmaci da banco e alcol</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/01/26/emergenze-ospedaliere-per-consumo-di-droghe-uno-studio-europeo/">emergenze ospedaliere per consumo di droghe: uno studio europeo</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sul sito di <strong><em>insostanza.it </em></strong>è possibile leggere alcuni risultati dello <a href="https://www.euda.europa.eu/publications/data-factsheet/european-drug-emergencies-network-euro-den-plus-data-and-analysis_en">studio pubblicato dall’EUDA</a> (European Union Drugs Agency) sulle <strong>emergenze ospedaliere causate da uso di droghe.</strong> Uno studio che dal 2013, raccoglie dati sulle presentazioni per tossicità acuta da droghe in una rete di ospedali in tutta Europa e oltre.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ospedali monitorati sono stati quasi 50. Obiettivo dello studio è&#8221;(&#8230;) fornire informazioni dettagliate <u>sulla natura e l’entità del danno acuto</u> per uso di droghe illecite, come <strong>cannabis</strong>, <strong>cocaina</strong>, <strong>eroina</strong> e <strong>altri oppioidi</strong>, <strong>amfetamine </strong>e nuove sostanze psicoattive (<strong>NPS</strong>), utilizzate da sole o in combinazione con altre droghe, con farmaci da prescrizione, farmaci da banco e alcol&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi dati sono importanti, in quanto possono fornire indicazioni sulle tendenze di consumo delle diverse droghe e sui nuovi modelli di consumo o abuso, riferibili sia a nuove sostanze sintetiche, ma anche a quelle tradizionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa ci dicono i dati?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel 2024, sono stati segnalati </strong><strong>5.320</strong> <strong>casi</strong><strong> di tossicità acuta</strong> da droghe presso i Pronto Soccorso degli ospedali sentinella partecipanti allo studio.</p>
<p style="text-align: justify;">La maggior parte delle presentazioni di tossicità acuta da farmaci si è verificata tra <strong>gli uomini </strong>(75%), con un’età media di 33 anni (rispetto ai 30 delle donne).</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>cocaina</strong> è la sostanza più comunemente segnalata, menzionata nel 26% delle presentazioni.<br />
Cannabis (24%) e amfetamina (14%) sono state la seconda e la terza sostanza più comunemente segnalate.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>policonsumo</strong> è la norma piuttosto che l’eccezione tra i consumatori problematici. Questo comportamento si traduce in una gestione clinica e un trattamento più complessi, degenze più lunghe al pronto soccorso e un aumento della necessità di ricoveri ospedalieri.<br />
Nel complesso, <strong>l’uso di più sostanze è stato segnalato nel 65%</strong> delle presentazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la frequenza di questi episodi <strong>il picco si registra durante i fine settimana </strong>(sabato e domenica) e il minimo a metà settimana: il 33% dei casi si è verificato durante i fine settimana.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<item>
		<title>aumento di uso simultaneo di cannabis e tabacco</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/01/03/aumento-di-uso-simultaneo-di-cannabis-e-tabacco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2026 13:29:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis light giovani usa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=30472</guid>

					<description><![CDATA[<p>La prevalenza dell'uso di cannabis tra adolescenti e giovani adulti è in aumento, così come la varietà di prodotti di cannabis consumati</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/01/03/aumento-di-uso-simultaneo-di-cannabis-e-tabacco/">aumento di uso simultaneo di cannabis e tabacco</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un <strong>nuovo studio</strong> americano pubblicato sulla rivista <i>Tobacco Induced Diseases</i> <strong>mostra l&#8217;aumento, fra i giovani adulti, di uso simultaneo di cannabis e tabacco</strong>. Anche i <strong>modelli di consumo sembrano sempre più complessi e mutevoli</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;L&#8217;uso simultaneo di cannabis con nicotina e prodotti del tabacco è comune tra i consumatori di cannabis, in particolare quelli che svapano, secondo un nuovo studio</strong> della Columbia University Mailman School of Public Health. La ricerca mostra anche che sia l&#8217;uso di cannabis svapato che affumicato sono aumentati nel tempo, con più partecipanti che hanno iniziato l&#8217;uso rispetto a smettere.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino ad ora, la frequenza, i modelli e le motivazioni per l&#8217;uso di cannabis nella prima età adulta sono rimasti sottostudiati. I risultati sono pubblicati su <i>Tobacco Induced Diseases</i>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo studio rivela che i giovani adulti nell&#8217;area di New York City, compresi coloro che non svapano o fumano nicotina, usano più forme di cannabis.</strong> &#8220;L&#8217;uso di cannabis negli Stati Uniti rappresenta una sfida multiforme e in evoluzione per la salute pubblica che è stata, per troppo tempo, trascurata&#8221;, ha detto Katlyn McGraw, Ph.D., ricercatrice post-dottorato di Scienze della Salute Ambientale presso la Columbia Mailman School.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>Abbiamo cercato di comprendere meglio i modelli di utilizzo e la potenziale esposizione ai contaminanti legati alla cannabis e agli effetti sulla salute associati</strong>. I nostri risultati mostrano che l&#8217;uso di cannabis è diverso, complesso e in crescita, sottolineando la necessità di ulteriori indagini&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per esaminare le tendenze nell&#8217;uso di cannabis e nei tipi di prodotto, il team di ricerca ha analizzato i dati dello studio longitudinale VapeScan, progettato per valutare gli effetti subclinici sulla salute dell&#8217;uso di sigarette elettroniche. <strong>La coorte comprendeva 372 adulti di età compresa tra 18 e 50 anni nella regione di New York valutati tra il 2021 e il 2024, indipendentemente dallo stato di uso di cannabis.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I partecipanti sono stati valutati in tre punti temporali: baseline (visita 1), circa 12 mesi dopo (visita 2), e circa 24 mesi dopo (visita 3)</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alla visita 1</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>34% ha riportato l&#8217;uso di doppia sostanza</li>
<li>Il 4% ha riportato l&#8217;uso esclusivo di cannabis</li>
<li>Il 35% ha riportato l&#8217;uso di sigarette elettroniche senza cannabis</li>
<li>Il 28% non ha riportato alcun uso di sostanze</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alla visita 2</strong>, il 59% dei partecipanti ha riferito <a href="https://medicalxpress.com/news/2025-12-binge-12th-graders-cannabis-products.html?utm_source=embeddings&amp;utm_medium=related&amp;utm_campaign=internal" rel="related">di usare</a> cannabis:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>29% di cannabis svapata</li>
<li>28% cannabis affumicata</li>
<li>51% ha consumato commestibili</li>
<li>32% prodotti CBD usati</li>
<li>4% di cannabis topica usata</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Frequenza e intensità differivano per tipo di prodotto. È importante sottolineare che l&#8217;uso di <a href="https://medicalxpress.com/news/2022-05-major-uptick-cannabis-vaping-adolescents.html?utm_source=embeddings&amp;utm_medium=related&amp;utm_campaign=internal" rel="related">cannabis svapato o affumicato</a> auto-riferito è cambiato tra le visite: il 21% dei partecipanti era nuovo alla visita 2, mentre solo il 6% di coloro che hanno svapato o fumato alla visita 1 aveva smesso. I tassi di doppio consumo di cannabis/e-sigaretta erano simili tra uomini e donne.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>L&#8217;uso frequente di cannabis sta diventando sempre più diffuso e probabilmente continuerà a crescere</strong> con il cambiamento delle norme sociali, la liberalizzazione delle politiche e la crescente disponibilità e promozione dei prodotti a base di cannabis&#8221;, ha osservato McGraw.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>La prevalenza dell&#8217;uso di cannabis tra adolescenti e giovani adulti è in aumento, così come la varietà di prodotti &#8211; edili, concentrati, vaporizzatori</strong> &#8211; che aggiungono alla complessità dello studio degli effetti sulla salute.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Come terza droga più utilizzata a livello globale, capire le implicazioni per la salute della cannabis è essenziale&#8221;, afferma Ana Navas-Acien, MD, Ph.D., Columbia Mailman School Leon Hess Professor e Chair, Scienze della salute ambientale.&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/01/03/aumento-di-uso-simultaneo-di-cannabis-e-tabacco/">aumento di uso simultaneo di cannabis e tabacco</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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