Giovani e dipendenza da sostanze: uno studio

emerge l'influenza di alcuni fattori sulla gravità delle diagnosi

Lo studio ha l'obiettivo di esaminare la relazione tra variabili cliniche e demografiche in un campioni di giovani under 26 in carico al servizio, consumatori di sostanze psicoattive ad esclusione degli oppiacei.

data di pubblicazione:

26 Marzo 2026

Nella sezione Saggi, studi e ricerche della rivista online MISSION – Italian Quarterly Journal of Addiction, è disponibile un articolo che indaga il tema della dipendenza da sostanze tra i giovani.

Lo studio, realizzato dal S.S.D. Nuove Dipendenze ONDA1 – Dipartimernto Integrato Dipendenze – ASL città di Torino, ha l’obiettivo di esaminare la relazione tra variabili cliniche e demografiche in un campioni di giovani under 26 in carico al servizio, consumatori di sostanze psicoattive ad esclusione degli oppiacei.

Studio che si inserisce in un contesto sociale in cui i primi consumi di sostanze sono sempre più precoci (come evidenziato dalla Relazione al Parlamento sul fenomeno della tossicodipendenza 2025) e che quindi necessitano di prese in carico altrettanto precoci.

Gli strumenti utilizzati nello studio sono stati il test ABQ( Adolescent Behaviour Questionnaire) e il 7 DAS (Seven Domains Addicition Scale). Il primo utilizzato per una valutazione multidimensionale del Disturbo da Uso di Sostanze, mentre il secondo per esplorare i sette domini psicopatologici individuati in letteratura come fattori prodromici per lo sviluppo e il mantenimento di una dipendenza patologica.

I risultati emersi dallo studio evidenziano alcuni pattern ricorrenti che riguardano:

  • la centralità della cannabis, usata come sostanza primaria in tutte le fasce di età prese in esame dallo studio, ma che diminuisce con l’aumentare dell’età in favore di altre sostanze più additive, come crack e cocaina inalata;
  • con l’aumentare dell’età si passa dal consumo di una sola sostanza al poliabuso (20% nella fascia 23-25 anni);
  • la gravità dei DUS aumenta con l’aumentare dell’età;
  • la gravità dei DUS aumenta con il consumo di più sostanze.

I risultati sono in linea con quanto emerge da recenti studi epidemiologici e clinici. La cannabis è la sostanza prevalente nei primi anni, ma poi lascia spazio ad un consumo maggiormente diversificato, che in età più adulta si associa a prognosi più severe.

Per quanto riguarda il genere, anche se non statisticamente significativo, rispetto alla gravità del DUS le donne mostrano una tendenza a quadri clinici più gravi.

Lo studio presenta anche alcuni punti critici, che non rendono i risultati generalizzabili. Il primo è il campione, che si limita ad un solo servizio cittadino, il secondo la ridotta rappresentanza femminile e per ultimo il disegno trasversale che non permette di stabilire relazioni causali tra età, sostanze e gravità, né di seguire l’evoluzione dei percorsi individuali.

Per approfondire ulteriormente queste relazioni servono studi con campioni più ampi e multicentrici, con disegni longitudinali in grado di chiarire meglio le dinamiche di transizione dal consumo di cannabis ad altre sostanze, e di approfondire le vulnerabilità specifiche tra i sessi.

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