Droghe nelle carceri: una riflessione

Lo spaccio di droga nelle carceri rende profitti maggiori

Per quanto riguarda il tipo di droghe consumate la cannabis resta al primo posto in quasi tutti i contesti carcerari, tranne che nell’Asia meridionale e in Scozia, dove l’eroina era più diffusa. Ogni carcere risente in qualche modo dei consumi che avvengono all'esterno, nella comunità, perché anche se isolato e protetto il carcere fa comunque parte di un territorio.

data di pubblicazione:

5 Febbraio 2026

Riccardo Gatti, medico, specialista in psichiatria e psicoterapeuta, si interroga sul sito droga.net sul consumo di droghe all’interno delle carceri, italiane e non. Da una revisione di studi a livello internazionale, https://wires.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/wfs2.1473, emerge che ” (…) la prevalenza media dell’uso di droghe durante l’incarcerazione è del 32,0% con un intervallo dal 3,4% al 90%”.

Quali sono le cause di questo massiccio utilizzo all’interno delle carceri si chiede Gatti? “Probabilmente si tratta di una situazione che non si riesce ad evitare e non credo sia dovuta esclusivamente ad una carenza di organici nella nostra Polizia Penitenziaria: il problema è diffuso a livello globale”.

Per quanto riguarda il tipo di droghe consumate la cannabis resta al primo posto in quasi tutti i contesti carcerari, tranne che nell’Asia meridionale e in Scozia, dove l’eroina é più diffusa. Ogni carcere risente in qualche modo dei consumi che avvengono all’esterno, nella comunità, perché anche se isolato e protetto il carcere fa comunque parte di un territorio.

Un territorio che in alcune sue componenti ha interesse a fare entrare droghe negli istituti penitenziari, dove la domanda deve essere sostenuta dall’offerta. 

“Se poi si considera che nelle carceri ci sono molte persone legate al consumo ed allo spaccio di droghe, che le droghe in carcere costano (e rendono) ancor più che fuori e possono essere usate, in modo diverso, anche per vincolare le persone agli interessi delle organizzazioni criminali, si comprende come lo sforzo per far entrare le sostanze illecite nelle carceri sia particolarmente sostenuto ed efficace”.

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