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	<title>GIOVANI Archivi - CESDA</title>
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	<description>centro studi e documentazione su dipendenze e aids</description>
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	<title>GIOVANI Archivi - CESDA</title>
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	<item>
		<title>Non imputabilità non significa impunità</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/08/03/non-imputabilita-non-significa-impunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 07:20:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[NORMATIVA]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Barbara Rosina, presidente del Consiglio dell'Ordine degli Assistenti Sociali: «Non imputabilità non significa impunità. Lo Stato interviene già, la domanda è un’altra: quale risposta rende davvero più sicure le nostre comunità?»</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" style="text-align: justify;" data-start="0" data-end="650"><strong>3L’articolo di Vita mette in discussione la narrazione dell&#8217;ondata di “emergenza” legata ai reati commessi dagli under 14</strong>, mostrando come i dati ufficiali del Dipartimento per la Giustizia minorile raccontino una realtà molto diversa<strong>. Nel 2025 gli infraquattordicenni presi in carico dagli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM) sono stati 153 su 11.460 minori, pari all’1,3% del totale.</strong> Anche considerando i ragazzi entrati nel sistema prima dei 14 anni ma ormai più grandi, la percentuale sale solo all’1,4%. Questi numeri risultano quindi molto contenuti e non giustificano, secondo l’autrice, la richiesta di abbassare l’età dell’imputabilità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="652" data-end="1077">L’articolo evidenzia inoltre che <strong>la giustizia minorile italiana privilegia percorsi educativi e misure alternative alla detenzione</strong>. I minori vengono seguiti prevalentemente attraverso interventi dei servizi sociali, mentre il carcere rappresenta una soluzione residuale. Nel 2025, infatti, nessun ragazzo sotto i 14 anni era detenuto negli Istituti Penali per i Minorenni, mentre solo sette si trovavano inseriti in comunità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="652" data-end="1077">Secondo Barbara Rosina, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali, <strong>la non imputabilità non equivale all’impunità.</strong> Quando un minore commette un reato, lo Stato interviene comunque attraverso progetti educativi personalizzati, il coinvolgimento della famiglia, della scuola, dei servizi sanitari e, nei casi più complessi, con il collocamento in comunità. <strong>L’obiettivo non è punire, ma ridurre il rischio di recidiva e favorire il cambiamento del ragazzo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1563" data-end="2274" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Rosina sottolinea inoltre che <strong>non esiste un profilo unico del minore autore di reato: spesso sono presenti fattori di rischio come fragilità familiari, dispersione scolastica, povertà educativa, disagio psicologico o influenza di gruppi devianti.</strong> Comprendere questi elementi non significa giustificare il comportamento, ma individuare gli interventi più efficaci. In conclusione, l’articolo sostiene che il dibattito pubblico dovrebbe concentrarsi non sull’inasprimento delle pene o sull’abbassamento dell’età imputabile, ma sul rafforzamento degli interventi educativi e preventivi, considerati gli strumenti più efficaci per garantire sia il recupero dei minori sia una maggiore sicurezza per la collettività.</p>
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		<title>Il gioco d&#8217;azzardo come passatempo</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/08/02/il-gioco-dazzardo-come-passatempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 06:15:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DISTURBO DA GIOCO D'AZZARDO]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo da gioco d'azzardo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la chiusura delle scuole, la mancanza di una routine strutturata e la necessità di gestire la noia spingono i ragazzi a cercare gratificazioni immediate e adrenalina, trovando nell'azzardo, sia fisico che online, un'attrattiva economica e sempre disponibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/08/02/il-gioco-dazzardo-come-passatempo/">Il gioco d&#8217;azzardo come passatempo</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="from-user-container">
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<div class="md3-body-text ng-star-inserted" role="heading" aria-level="3">
<p style="text-align: justify;">
</div>
</div>
</div>
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<div class="message-text-content mat-body-medium" aria-live="polite">
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Secondo un articolo disponibile sul blog del sito <em>Se questo è un gioco</em>, <strong>l&#8217;estate rappresenta un periodo critico per gli adolescenti riguardo al rischio di sviluppare dipendenze da gioco d&#8217;azzardo</strong></span><strong><span class="ng-star-inserted" data-start-index="123">. </span></strong></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="123">Con la chiusura delle scuole, la mancanza di una routine strutturata e la necessità di<strong> gestire la noia</strong> spingono i ragazzi a cercare gratificazioni immediate e adrenalina, trovando nell&#8217;azzardo, sia fisico che online, un&#8217;attrattiva economica e sempre disponibile</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="386">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="387"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="387">La vulnerabilità è innanzitutto </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="419">biologica</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="428">: il cervello adolescente possiede un sistema dopaminergico ipersensibile alle ricompense e circuiti di controllo ancora immaturi</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="557">. Questo porta i giovani a sottovalutare i rischi e a faticare nel porsi dei limiti una volta iniziato a giocare</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="669">. Un ruolo cruciale è svolto dai videogiochi, in particolare dalle </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="736">loot box</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="744"> (pacchetti premio casuali), che introducono meccanismi tipici delle slot machine in prodotti d&#8217;uso quotidiano</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="854">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="387"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="854"> Gli adolescenti che spendono regolarmente in queste funzioni hanno probabilità quasi </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="941">cinque volte superiori</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="963"> di sviluppare un gioco problematico</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="999">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="387"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="999">Anche il gruppo dei pari agisce da acceleratore, trasformando scommesse e casinò virtuali in riti di appartenenza sociale</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1122">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1123"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1123">Cosa possono fare i genitori a riguardo?  Possono prestare attenzione a segnali spesso silenziosi quali: richieste di denaro frequenti e ingiustificate, irritabilità quando non possono usare dispositivi digitali, eccessiva segretezza sulle attività online e sbalzi d&#8217;umore legati a vincite o perdite</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1384">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1385"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1385">Per prevenire, secondo l&#8217;articolo, è essenziale avviare un </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1424">dialogo preventivo</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1442"> e non drammatico, spiegando i meccanismi manipolativi del gioco</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1506">. È utile monitorare le spese digitali, strutturare il tempo libero con attività alternative come sport o volontariato e, soprattutto, evitare di normalizzare il gioco d&#8217;azzardo in ambito familiare</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1703">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1704"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1704">In caso di sospetto, non bisogna attendere che il problema si risolva da solo</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1781">. Esistono risorse gratuite e anonime come il </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1827">Telefono Verde Nazionale (800 55 88 22)</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1866">, i servizi territoriali </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1891">Ser.D.</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1897"> e gruppi di supporto per i familiari come Gam-Anon</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1948">. Un intervento precoce e professionale è fondamentale per affrontare la dipendenza prima che si radichi profondamente.</span></div>
</div>
</div>
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		<item>
		<title>Uso consapevole della tecnologia: un progetto di prevenzione</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/07/24/uso-consapevole-della-tecnologia-un-progetto-di-prevenzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 06:17:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIPENDENZE COMPORTAMENTALI]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'obiettivo non è demonizzare la tecnologia, che viene riconosciuta come un'opportunità, ma aiutare i ragazzi a trovare un equilibrio, trasformandoli da consumatori passivi a protagonisti attivi del proprio tempo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/07/24/uso-consapevole-della-tecnologia-un-progetto-di-prevenzione/">Uso consapevole della tecnologia: un progetto di prevenzione</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Sul sito della Città di Firenze è possibile leggere della presentazione del progetto </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="10">“Discover-Fuori dal guscio”</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="37">, inaugurato nel mese di Luglio 2026. Il progetto rappresenta un&#8217;azione innovativa nel panorama nazionale, essendo il </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="152">primo presidio stabile in Italia interamente dedicato alla disconnessione guidata</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="233"> e al contrasto all&#8217;abuso del digitale</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="271">. Il progetto nasce da un accordo tra l’Azienda USL Toscana centro, il Comune di Firenze e la cooperativa ReteSviluppo per rispondere a un fenomeno in crescita: l&#8217;uso precoce e spesso incontrollato degli schermi tra i giovani dai 10 ai 25 anni</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="525">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="526"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="526">L’aspetto più innovativo di Discover risiede nel suo </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="579">approccio non proibizionista</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="607">. A differenza di altre iniziative che puntano sul divieto, il Centro propone una filosofia di </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="702">“disconnessione guidata”</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="726">. L&#8217;obiettivo non è demonizzare la tecnologia, che viene riconosciuta come un&#8217;opportunità, ma aiutare i ragazzi a trovare un equilibrio, trasformandoli da consumatori passivi a </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="903">protagonisti attivi del proprio tempo</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="940">. Il nome stesso, &#8220;Discover&#8221;, gioca sull&#8217;idea di togliere la &#8220;cover&#8221; (il velo digitale) per riscoprire il mondo reale, le relazioni e se stessi</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1083">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1084"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1084">Un altro elemento di forte innovazione è la natura stessa della struttura: Discover </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1168">non nasce come servizio clinico specialistico</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1213">, bensì come uno </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1230">spazio educativo e preventivo</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1259">. Si colloca in quell&#8217;area grigia dove l&#8217;uso eccessivo del digitale non è ancora una patologia conclamata, ma crea comunque isolamento e disagio</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1403">. Tuttavia, il Centro funge da ponte: in caso di situazioni complesse o ritiro sociale estremo, è previsto un raccordo costante con i servizi sanitari territoriali per un accompagnamento mirato</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1596">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1597"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1597">Il modello operativo è </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1620">diffuso e partecipativo</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1643">. La sede principale sarà presso la Biblioteca Chiarugi di San Salvi, ma il progetto prevede interventi in scuole, centri giovani, associazioni sportive e biblioteche, coinvolgendo l&#8217;intero tessuto cittadino</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1854">. Le attività proposte sono variegate e mirano a valorizzare la </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1918">socialità analogica </b>con<span class="ng-star-inserted" data-start-index="1937">:</span></div>
<ul class="ng-star-inserted" style="text-align: justify;">
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" data-start-index="1938"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1938">Laboratori manuali</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1956"> e di media education</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1977">.</span></li>
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" data-start-index="1978"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1978">Giochi da tavolo</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1994"> e attività cooperative per riscoprire il piacere dello stare insieme</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2063">.</span></li>
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" data-start-index="2064"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="2064">Attività sportive all&#8217;aperto</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2092"> per il benessere psicofisico e la cura del corpo</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2141">.</span></li>
</ul>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="2142"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2142">Infine, l&#8217;innovazione si estende al coinvolgimento della </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="2199">comunità educante</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2216">. Il Centro offre percorsi specifici per genitori ed educatori, affrontando temi moderni come lo </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="2313">sharenting</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2323"> (la condivisione online dei dati dei figli) e il </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="2373">“baby-sitting digitale”</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2396">, fornendo strumenti pratici per gestire le regole familiari fin dalla prima infanzia</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2481">. In questo modo, Discover si propone di ricostruire quel tessuto sociale che l&#8217;isolamento digitale rischia di sfilacciare</span></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/07/24/uso-consapevole-della-tecnologia-un-progetto-di-prevenzione/">Uso consapevole della tecnologia: un progetto di prevenzione</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il caldo estremo e la salute mentale giovanile</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/07/20/il-caldo-estremo-e-la-salute-mentale-giovanile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 06:26:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=32221</guid>

					<description><![CDATA[<p>La ricerca condotta dall'Università di Sidney  rappresenta un ulteriore segnale dell’impatto del cambiamento climatico sulle nuove generazioni</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/07/20/il-caldo-estremo-e-la-salute-mentale-giovanile/">Il caldo estremo e la salute mentale giovanile</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Un articolo del<em> Guardian</em> riporta come<strong> le ondate di calore sempre più frequenti potrebbero avere conseguenze significative anche sulla salute mentale dei giovani.</strong><br />
È quanto emerge da<strong> una ricerca dell’Università di Sydney</strong>, pubblicata sul <em>Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry</em>, che ha analizzato oltre 720.000 ricoveri ospedalieri di persone fino ai 24 anni nel Nuovo Galles del Sud tra il 2001 e il 2022.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Secondo lo studio, durante i periodi di temperature eccezionalmente elevate il rischio di ricovero per disturbi mentali raddoppia nei mesi più caldi e può triplicare nei periodi più freddi caratterizzati da improvvisi sbalzi termici. Tra le condizioni considerate figurano <strong>depressione, schizofrenia, abuso di sostanze, disturbi alimentari e comportamenti autolesionistici.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">I ricercatori prevedono che, con il proseguire del cambiamento climatico, i ricoveri collegati al caldo potrebbero aumentare tra il 6% e il 7,7% entro la fine del secolo. <strong>Gli esperti sottolineano che il legame tra temperature elevate e disagio psicologico potrebbe dipendere da diversi fattori: il caldo può influenzare il funzionamento del cervello, disturbare il sonno, aumentare irritabilità e stress e favorire comportamenti impulsivi.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Gli specialisti evidenziano inoltre che gli effetti del caldo non riguardano soltanto la salute fisica, come nel caso di disidratazione e colpi di calore, ma anche il benessere psicologico. Per questo motivo<strong> le future strategie di prevenzione dovrebbero integrare la salute mentale nei piani di gestione delle emergenze climatiche.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca rappresenta <strong>un ulteriore segnale dell’impatto del cambiamento climatico sulle nuove generazioni</strong>, mostrando come le temperature estreme possano diventare un fattore di rischio anche per il disagio emotivo e psicologico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/07/20/il-caldo-estremo-e-la-salute-mentale-giovanile/">Il caldo estremo e la salute mentale giovanile</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La gamblificazione del mondo digitale</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/07/18/la-gamblificazione-del-mondo-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 06:11:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DISTURBO DA GIOCO D'AZZARDO]]></category>
		<category><![CDATA[GAMING]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[gaming e gambling]]></category>
		<category><![CDATA[gioco d'azzardo]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=32211</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati del 2026 impongono un cambio di paradigma</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/07/18/la-gamblificazione-del-mondo-digitale/">La gamblificazione del mondo digitale</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Un recente articolo del <strong>CentroArca</strong> (https://www.centroarca.it/) evidenzia come <strong>il gioco d’azzardo tra i giovani stia assumendo dimensioni sempre più preoccupanti, non solo per l’aumento del numero di ragazzi coinvolti, ma soprattutto per il cambiamento delle modalità con cui i minori entrano in contatto con questo fenomeno.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Secondo i dati riportati, una ricerca dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, realizzata con Noto Sondaggi, mostra che il <strong>34% dei ragazzi tra i 15 e i 17 anni</strong> ha dichiarato di aver giocato d’azzardo almeno una volta nell’ultimo anno. Ancora più allarmanti sono le elaborazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui i primi contatti con il gioco avvengono ormai intorno agli <strong>11 anni</strong>, con alcuni giovanissimi che sviluppano già comportamenti a rischio di dipendenza.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">L’articolo sottolinea come <strong>il gioco d’azzardo non sia più legato principalmente alle sale scommesse o ai gratta e vinci, ma si sia spostato nell’ambiente digitale</strong>. Attraverso videogiochi, social network e piattaforme di streaming, i ragazzi vengono esposti a dinamiche molto simili a quelle dell’azzardo. Il fenomeno, definito <strong>“gamblification”</strong>, comprende strumenti come le <em>loot box</em>, i sistemi di ricompensa casuale e i contenuti promossi da influencer e tipster, che contribuiscono a rendere il gioco una pratica percepita come normale e priva di rischi.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">L’articolo evidenzia inoltre che le tradizionali misure di controllo, come il divieto di accesso alle sale gioco per i minori, non sono più sufficienti, poiché oggi il gioco d’azzardo è facilmente accessibile tramite smartphone e dispositivi digitali. Per questo motivo viene richiamata la <strong>necessità di rafforzare gli interventi di prevenzione attraverso programmi di educazione digitale, finanziaria e matematica, che aiutino i giovani a comprendere il funzionamento degli algoritmi, delle probabilità e dei meccanismi psicologici utilizzati dalle piattaforme.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Infine, si sottolinea il ruolo fondamentale di famiglia, scuola e comunità educante. Solo il coinvolgimento di genitori, insegnanti e altre figure educative può contribuire a contrastare la diffusione di una cultura che tende a normalizzare il gioco d’azzardo tra gli adolescenti e a promuovere comportamenti più consapevoli.</p>
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		<title>Cannabis: Italia prima in Europa per consumo tra i giovani</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/07/16/cannabis-italia-prima-in-europa-per-consumo-tra-i-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 06:34:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=32200</guid>

					<description><![CDATA[<p>il 21% dei ragazzi italiani ha fatto uso di cannabis nell'ultimo anno, una percentuale superiore a quella registrata in Spagna, Francia e Germania.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Italia,</strong> si legge in un articolo di Vita, <strong>si conferma il Paese europeo con il più alto consumo di cannabis tra i giovani</strong>. Secondo il Rapporto europeo sulla droga 2026 dell&#8217;Agenzia europea per le droghe (EUDA), il 21% dei ragazzi italiani ha fatto uso di cannabis nell&#8217;ultimo anno, una percentuale superiore a quella registrata in Spagna, Francia e Germania. Sebbene la più recente Relazione al Parlamento sulle dipendenze segnali un lieve calo dei consumi tra gli studenti – dal 21% nel 2024 al 18% nel 2025 – gli esperti invitano a non abbassare la guardia.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">A destare maggiore preoccupazione è <strong>l&#8217;abbassamento dell&#8217;età del primo contatto con la sostanza, che in alcuni casi arriva a soli 12 anni.</strong> Un fenomeno che emerge anche dall&#8217;esperienza dei centri di ascolto e delle comunità terapeutiche, dove aumentano le richieste di aiuto da parte delle famiglie di ragazzi sempre più giovani.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Un altro elemento critico riguarda <strong>la maggiore potenza della cannabis oggi disponibile sul mercato.</strong> Secondo gli operatori del settore, <strong>il contenuto di principio attivo può essere fino a 10-15 volte superiore rispetto a quello di vent&#8217;anni fa,</strong> con il rischio di effetti più gravi sullo sviluppo cerebrale degli adolescenti e di una maggiore probabilità di sviluppare dipendenza.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;"><strong>Accanto alla cannabis cresce inoltre la diffusione delle nuove sostanze psicoattive (NPS), droghe sintetiche spesso assunte senza che i giovani ne conoscano composizione ed effetti.</strong> Nel 2025 gli accessi ai pronto soccorso per problemi droga-correlati sono aumentati dell&#8217;11%, un incremento attribuito in parte proprio a queste sostanze.</p>
<p style="text-align: justify;">Per gli esperti, la risposta non può limitarsi alle tradizionali campagne di prevenzione. <strong>Occorre rafforzare i percorsi educativi, investendo nella presenza di educatori, nei luoghi di aggregazione, nello sport e nel sostegno alle famiglie.</strong> L&#8217;obiettivo è costruire una rete educativa capace di intercettare il disagio prima che si trasformi in dipendenza.</p>
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		<title>Disturbi del comportamento alimentare</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/07/15/disturbi-del-comportamento-alimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 06:59:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIPENDENZE COMPORTAMENTALI]]></category>
		<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del comportamento alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia si stimano oltre tre milioni di persone affette da disturbi del comportamento alimentare: circa il 10% dei nuovi casi riguarda bambini e bambine con meno di 14 anni</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">Un articolo di Repubblica presenta una panoramica rispetto al fenomeno dei disturbi alimentari in Italia.<br />
I DCA colpiscono sempre più precocemente. In Italia, dove si stimano <strong>oltre tre milioni di persone affette da queste patologie, circa il 10% dei nuovi casi riguarda bambini e bambine con meno di 14 anni.</strong> Un dato che evidenzia un cambiamento profondo: non sono più solo gli adolescenti a essere vulnerabili, ma anche i più piccoli.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Secondo gli esperti, <strong>l’insoddisfazione per il proprio corpo si sviluppa fin dall’infanzia, alimentata da modelli estetici irrealistici diffusi attraverso giocattoli, cartoni animati, social media e contenuti digitali.</strong> A dimostrarlo è anche uno studio condotto su bambine tra i 6 e gli 8 anni: dopo appena dieci minuti di gioco con una Barbie, le partecipanti hanno consumato circa il 30% di cibo in meno durante una successiva merenda rispetto alle coetanee che avevano giocato con un bambolotto tradizionale o che non avevano partecipato all’esperimento. Un risultato che, secondo gli specialisti, evidenzia quanto i modelli corporei possano influenzare i bambini già in tenera età.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Anche il quadro clinico è cambiato.<strong> Sempre più spesso i disturbi alimentari si accompagnano ad altre forme di sofferenza psicologica, come ansia, depressione, isolamento sociale e comportamenti autolesionistici.</strong> Nei giovani pazienti il controllo del cibo rappresenta spesso solo una delle manifestazioni di un disagio emotivo più ampio, che può arrivare ad aumentare significativamente il rischio di tentativi di suicidio.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Gli specialisti invitano quindi a riconoscere i segnali precoci, che non coincidono necessariamente con il rifiuto del cibo. <strong>Tra i primi campanelli d’allarme figurano il ritiro dalle relazioni, la perdita di interesse per le attività quotidiane, il rifiuto della scuola e un uso sempre più esclusivo del mondo digitale come rifugio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sul fronte della prevenzione servono <strong>interventi coordinati che coinvolgano famiglia, scuola, sport e piattaforme digitali.</strong> Gli esperti sottolineano l&#8217;importanza di evitare commenti sul peso o sull&#8217;aspetto fisico dei bambini e di promuovere un rapporto sano con il corpo, valorizzando l&#8217;unicità della persona piuttosto che inseguire modelli estetici irraggiungibili.</p>
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		<title>Utilizzo dei social media e rischi possibili</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/07/03/utilizzo-dei-social-media-e-rischi-possibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 06:31:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIPENDENZE COMPORTAMENTALI]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per identificare una reale dipendenza, è necessario guardare oltre il semplice conteggio delle ore trascorse davanti allo schermo e individuare precisi segnali di pericolo</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-start-index="0"></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Esiste una linea sottile che separa un uso intenso da un uso realmente dannoso? E&#8217; quanto intende indagare un articolo sul sito di MOHRE.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">L&#8217;uso problematico dei social media è un fenomeno in crescita che coinvolge oltre </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="82">un adolescente su dieci</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="105"> in Europa, con una prevalenza maggiore tra le ragazze a causa della centralità dell&#8217;immagine sociale e della ricerca di validazione online</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="246">. In Italia, i dati sono altrettanto preoccupanti: si stima che circa </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="316">1,1 milioni di giovani sotto i 35 anni</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="354"> siano a elevato rischio di dipendenza</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="392">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="392">Oltre agli utenti già problematici, lo <a href="https://www.epicentro.iss.it/hbsc/indagine-2022-social-media">studio HBS</a>C evidenzia che un ulteriore </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="472">30% degli adolescenti</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="493"> si colloca in una fascia intermedia a rischio</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="539">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="540"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="540">Per identificare una reale dipendenza, è necessario guardare oltre il semplice conteggio delle ore trascorse davanti allo schermo e individuare precisi </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="692">segnali di pericolo</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="711">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="540"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="711"> Il primo campanello d&#8217;allarme è la </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="748">perdita di controllo</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="768">, che si manifesta quando l&#8217;intenzione di connettersi per pochi minuti si trasforma in ore di navigazione compulsiva</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="884">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="540"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="884">Un secondo indicatore critico riguarda le </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="928">reazioni emotive</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="944"> negative, come irritabilità, ansia o agitazione, che sorgono quando l&#8217;accesso alle piattaforme viene impedito</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1054">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="540"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1054">La dipendenza si manifesta anche attraverso pesanti </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1108">interferenze nella vita offline</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1139">, tra cui il calo del rendimento scolastico, la riduzione del sonno e l&#8217;abbandono degli hobby</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1232">. In questi scenari, i social diventano un </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1275">rifugio emotivo</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1290"> per gestire tristezza o rabbia con un semplice tocco</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1343">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1344"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1344">A livello neurobiologico, questo comportamento è alimentato dalla stimolazione del </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1427">sistema dopaminergico</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1448">, responsabile dei circuiti della gratificazione</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1496">. Le piattaforme sono spesso progettate secondo un &#8220;design additivo&#8221; che sfrutta il </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1580">rinforzo intermittente</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1602">: l&#8217;imprevedibilità dell&#8217;arrivo di un like o di un messaggio crea una tensione che spinge alla ricerca continua della ricompensa successiva, similmente a quanto avviene nel gioco d&#8217;azzardo</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1791">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1344"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1791">Con il tempo, può insorgere un fenomeno di </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1836">tolleranza</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1846">, che obbliga l&#8217;utente ad aumentare costantemente il tempo online per ottenere lo stesso livello di piacere</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1954">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1955"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1955">Secondo lo studio HBSC i profili più vulnerabili includono giovani con </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="2003">ansia sociale, impulsività o un forte bisogno di approvazione</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2064">, spesso alimentato dalla </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="2090">FOMO</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2094"> (la paura di essere esclusi)</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2124">. In conclusione la prevenzione non risiede nella proibizione, ma nel </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="2179">dialogo autentico</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2196"> e nell&#8217;educazione alla relazione, aiutando i ragazzi a tollerare l&#8217;attesa e la frustrazione del confronto reale</span></div>
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		<item>
		<title>Nicotina per tutte le tasche</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/06/27/nicotina-per-tutte-le-tasche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2026 06:44:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[nicotina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cuore del problema risiede nell'enorme forbice di prezzo per milligrammo (mg) di nicotina. Mentre nelle sigarette tradizionali il costo è di circa 0,34 €, nei sistemi aperti di sigarette elettroniche può scendere fino a 0,02 € per mg.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Un articolo interessante sui <strong>prodotti alla nicotina</strong> offerti dal mercato, leggibile sul sito di MOHRE, analizza la metamorfosi dell&#8217;industria del tabacco, che oggi tenta di riposizionarsi come alleata nella lotta al fumo attraverso la </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="175">diversificazione dell&#8217;offerta</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="204">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="204">Dietro la retorica di un futuro &#8220;smoke-free&#8221;, si nasconde però una strategia economica basata sulla frammentazione del mercato e sul </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="339">crollo del prezzo della nicotina</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="371">, che rischia di vanificare le attuali politiche di salute pubblica</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="438">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="439"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="439">Il cuore del problema risiede nell&#8217;enorme forbice di prezzo per milligrammo (mg) di nicotina. Mentre nelle sigarette tradizionali il costo è di circa 0,34 €, nei sistemi aperti di sigarette elettroniche può scendere fino a </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="662">0,02 € per mg</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="675">. Questa riduzione, fino a 17 volte inferiore, produce diverse conseguenze critiche:</span></div>
<ul class="ng-star-inserted" style="text-align: justify;">
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" data-start-index="759"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="759">Neutralizzazione della leva fiscale:</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="795"> il rincaro delle sigarette perde efficacia come deterrente, poiché i consumatori possono ricorrere al </span><i class="ng-star-inserted" data-start-index="898">trading down</i><span class="ng-star-inserted" data-start-index="910">, spostandosi verso prodotti più economici invece di smettere di fumare</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="981">.</span></li>
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" data-start-index="982"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="982">Accessibilità per i giovani:</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1010"> Il costo irrisorio abbatte le barriere economiche d&#8217;ingresso per le fasce di popolazione con minore capacità di spesa, inclusi i giovanissimi</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1152">.</span></li>
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" data-start-index="1153"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1153">Paradosso del dosaggio:</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1176"> Senza il limite del costo, scompare il vincolo al consumo giornaliero, esponendo i consumatori a livelli di nicotina nel sangue potenzialmente molto superiori a quelli del fumo tradizionale</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1366">.</span></li>
</ul>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1367"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1367">L&#8217;industria sembra quindi saturare il mercato mantenendo alti profitti con il tabacco riscaldato per i segmenti più abbienti e catturando il resto della popolazione con liquidi a basso costo</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1557">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1367"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1557">In conclusione, la narrazione del &#8220;rischio ridotto&#8221; maschera una </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1624">nuova epidemia da nicotina</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1650">. Per contrastare queste strategie insidiose, il settore del </span><i class="ng-star-inserted" data-start-index="1711">tobacco control</i><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1726"> deve aggiornare urgentemente linguaggio e finalità d&#8217;intervento.</span></div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il ritratto dei nuovi consumi</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/06/23/il-ritratto-dei-nuovi-consumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 07:17:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[nicotina]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=32084</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le sigarette tradizionali continuano a perdere terreno in Italia, ma il consumo di nicotina resta sostanzialmente stabile grazie alla diffusione di nuovi prodotti</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/06/23/il-ritratto-dei-nuovi-consumi/">Il ritratto dei nuovi consumi</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il quadro che emerge dal XXVIII Congresso Nazionale Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale organizzato dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità riporta un andamento nuovo rispetto al consumo di tabacco. Un articolo della Fondazione Veronesi riprende proprio questi dati sottolineando le novità e le differenze rispetto ai consumi e alle modalità di assunzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le sigarette tradizionali continuano a perdere terreno in Italia, ma il consumo di nicotina resta sostanzialmente stabile grazie alla diffusione di nuovi prodotti</strong> come sigarette elettroniche, dispositivi a tabacco riscaldato e bustine di nicotina.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="585" data-end="965">Particolarmente preoccupante è<strong> il coinvolgimento di adolescenti e preadolescenti</strong>. Secondo un’indagine dell’ISS, oltre 850.000 ragazzi tra i 14 e i 17 anni e circa 93.000 tra gli 11 e i 13 anni hanno utilizzato almeno un prodotto contenente nicotina nell’ultimo mese. Crescono inoltre l’uso quotidiano e il cosiddetto “policonsumo”, ovvero l’utilizzo contemporaneo di più prodotti.<br />
<strong>La sigaretta elettronica è oggi il prodotto più diffuso tra gli studenti, seguita dai dispositivi a tabacco riscaldato,</strong> che per la prima volta superano le sigarette tradizionali. Tre quarti dei giovani consumatori dichiarano di aver iniziato proprio con questi nuovi prodotti, considerati spesso erroneamente meno dannosi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1291" data-end="1532"><strong>Tra le novità emergono le bustine di nicotina</strong>, già provate da quasi un adolescente su dieci. Molti utilizzatori riferiscono effetti collaterali come nausea, capogiri e tachicardia, sintomi riconducibili a un’eccessiva assunzione di nicotina.<br />
Anche tra gli adulti il quadro appare complesso. Se il consumo esclusivo di sigarette è sceso dal 30% al 23% tra il 2008 e il 2025, considerando tutti i prodotti contenenti nicotina la riduzione è minima, passando dal 30% al 27%.<strong> Il fenomeno è particolarmente evidente tra donne e giovani adulti, che tendono a sostituire le sigarette con altri dispositivi anziché abbandonare la nicotina.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1925" data-end="2123" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Nel frattempo aumentano le richieste di aiuto per smettere, ma <strong>i Centri Antifumo attivi in Italia sono solo 221, un numero ritenuto insufficiente per rispondere alla crescente domanda di assistenza.</strong></p>
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