<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>GIOVANI Archivi - CESDA</title>
	<atom:link href="https://www.cesda.net/category/giovani/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.cesda.net/category/giovani/</link>
	<description>centro studi e documentazione su dipendenze e aids</description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Apr 2026 10:52:13 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.cesda.net/wp-content/uploads/2023/02/cropped-favicon-32x32.jpg</url>
	<title>GIOVANI Archivi - CESDA</title>
	<link>https://www.cesda.net/category/giovani/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Quando il cammino diventa educazione</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/03/quando-il-cammino-diventa-educazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2026 07:28:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CARCERE]]></category>
		<category><![CDATA[DIPENDENZE COMPORTAMENTALI]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[messa alla prova]]></category>
		<category><![CDATA[ritiro sociale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31708</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un'ipotesi di innovazione educativa attraverso il cammino in natura</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/03/quando-il-cammino-diventa-educazione/">Quando il cammino diventa educazione</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="1604" data-end="1999"><strong>Il cammino come spinta al cambiamento.</strong> È questa l’idea alla base del progetto promosso dall’associazione <em><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Lunghi Cammini</span></span></em>, realtà italiana nata nel 2016 che propone percorsi educativi intensivi per adolescenti in difficoltà. Si tratta di un&#8217;esperienza ben precisa: 30 giorni di cammino, circa 600 chilometri, senza smartphone, in un rapporto uno a uno con un accompagnatore, con il supporto a distanza di un’équipe educativa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1604" data-end="1999">Nata nel 2016 su ispirazione di esperienze già diffuse in Belgio e Francia, l’iniziativa ha l’obiettivo di <strong>offrire ai giovani un’occasione di “rottura” con il proprio contesto, favorendo riflessione, autonomia e crescita personale attraverso la fatica fisica e l’immersione nella natura.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1604" data-end="1999">Il progetto si rivolge a giovani sia in situazioni di disagio sociale come il ritiro sociale, sia ai giovani coinvolti nel circuito penale minorile. In questo contesto, il cammino può diventare parte della <strong data-start="2184" data-end="2204">messa alla prova</strong>, uno strumento che permette ai minori autori di reato di intraprendere un percorso educativo alternativo al processo penale. Se il percorso ha esito positivo, il giudice può dichiarare estinto il reato.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2952" data-end="3303">L’obiettivo non è solo “allontanare” i ragazzi da contesti problematici, ma <strong>offrire loro uno spazio per riflettere su sé stessi e sulle proprie possibilità.</strong> Come sottolinea la presidente Isabella Zuliani, il cammino “apre finestre”: permette ai giovani di scoprire risorse personali spesso inesplorate, rafforzando autostima e senso di responsabilità. <strong>Al ritorno, è fondamentale il reinserimento nel contesto educativo e sociale, per valorizzare i cambiamenti avvenuti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="3305" data-end="3609" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Nonostante i risultati positivi, il progetto resta <strong>complesso da sostenere economicamente e si regge su finanziamenti privati e bandi</strong>. Si tratta però di un esempio concreto di innovazione educativa e di giustizia riparativa, capace di trasformare un percorso di difficoltà in un’occasione di ripartenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/03/quando-il-cammino-diventa-educazione/">Quando il cammino diventa educazione</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Adolescenti e nuove violenze?</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/04/22/adolescenti-e-nuove-violenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 07:55:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CARCERE]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31604</guid>

					<description><![CDATA[<p>La violenza tra adolescenti non è un’emergenza improvvisa, ma il risultato di fattori emotivi, sociali e culturali che richiedono risposte educative più che punitive</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/04/22/adolescenti-e-nuove-violenze/">Adolescenti e nuove violenze?</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sulla spinta dei recenti fatti di cronaca accompagnati dai dati del rapporto <em>Disarmati</em> di Save the Children, che segnalano un aumento dei reati violenti e della presenza di armi tra gli adolescenti, si è tenuto a Bologna &#8220;<em>Adolescenti e violenza oggi”</em> nell’ambito del convegno Erickson <em data-start="95" data-end="114">Supereroi fragili.<br />
</em>Questo momento ha riunito oltre 1200 professionisti per analizzare le cause e le possibili risposte alla crescente visibilità della violenza tra i giovani.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la psicoterapeuta e criminologa Giusi Sellitto, <strong>la violenza giovanile non ha un’unica origine, ma nasce da traiettorie diverse</strong>. In alcuni casi è una <strong>risposta impulsiva a una forte frustrazione emotiva (“reactive aggression”)</strong>, in altri si manifesta con modalità più fredde e organizzate, legate a una <strong>ridotta empatia</strong>. Spesso, però, le due dimensioni si intrecciano.<br />
Sellitto analizza il fenomeno su <strong>tre livelli: interno (con un cervello adolescenziale dominato dall’emotività e ancora immaturo nei meccanismi di controllo), relazionale (dove pesano il giudizio dei pari e il ruolo educativo della famiglia) e situazionale (l’insieme di fattori che attivano, spingono o non riescono a frenare l’azione).</strong> La violenza, sottolinea, non è mai un raptus ma il risultato di un processo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista penale,  le parole del pedagogista Paolo Tartaglione ridimensionano l’allarme sociale:<strong> in Italia i reati minorili sono inferiori rispetto ad altri Paesi europei.</strong> Tuttavia, alcuni episodi risultano più violenti e cresce la tendenza dei giovani a portare armi, spesso per paura alimentata da una narrazione mediatica distorta.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui si allaccia <strong>l&#8217;importanza del ruolo della giustizia riparativa</strong>. Antonella Valer, mediatrice penale e fondatrice dell’associazione <em>Dalla viva voce</em>, sposta l&#8217;attenzione sulle domande da farci: se chiediamo &#8220;che cosa ti è successo&#8221; anzichè &#8220;cosa è successo&#8221; possono emergere le fragilità e i bisogni dei ragazzi. Il confronto tra autore e vittima, quando possibile, mira al riconoscimento reciproco più che al perdono, con l’obiettivo di chiudere il passato e prevenire nuove forme di violenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il convegno restituisce così un quadro complesso: la violenza adolescenziale non è solo un problema di ordine pubblico, ma un fenomeno che richiede ascolto, comprensione e interventi educativi mirati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/04/22/adolescenti-e-nuove-violenze/">Adolescenti e nuove violenze?</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Binge drinking: che cos&#8217;è?</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/04/08/binge-drinking-che-cose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 07:30:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[DCA]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31380</guid>

					<description><![CDATA[<p>il termine binge drinking indica una forma di abbuffata alcolica che consiste nel consumare grandi quantità di alcolici in breve tempo, con l’obiettivo di ubriacarsi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/04/08/binge-drinking-che-cose/">Binge drinking: che cos&#8217;è?</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Binge drinking, seconda la definizione dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è &#8220;<em>il <strong>consumo episodico eccessivo di alcol</strong> ed è definito come la percentuale di bevitori adulti (15+ anni) che hanno assunto almeno 60 grammi o più di alcol puro in almeno un’occasione negli ultimi 30 giorni. Un consumo di 60 grammi di alcol puro corrisponde approssimativamente a 6 bevande alcoliche standard</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un fenomeno sempre più diffuso, soprattutto tra i giovani, da monitorare ed analizzare rispetto alle dinamiche che lo innescano, come<strong> impulsività, ricerca di approvazione o gestione delle emozioni.</strong><br />
Sebbene il binge drinking non sia presente nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), alcuni studiosi si stanno interrogando se l&#8217;aggiunta di alcuni criteri diagnostici potrebbe aiutare ad identificare il disturbo.<br />
Questa <strong>forma di abbuffata alcolica ricorda,</strong> infatti, come è citato nell&#8217;articolo di Lilac, <strong>altri disturbi del comportamento alimentare</strong>. Le cause sono molteplici e intrecciano <strong>aspetti psicologici, sociali e culturali</strong>: alcuni studi mostrano come questa tendenza sia correlata ad una maggiore presenza di sintomi ansiosi e depressivi, e che sia utilizzata come tentativo rapido per regolare stati d&#8217;animo difficili da gestire.</p>
<p style="text-align: justify;">Il modello di consumo di alcool e cibo sembrano infatti condividere alcuni meccanismi principali:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>riflettono il consumo eccessivo di sostanze</li>
<li>condividono impulsività, nevroticismo, disfunzione della ricompensa, e danni fisici.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Sia alcool che cibo attivano<strong> il circuito di ricompensa cerebrale grazie agli zuccheri e grassi di cui sono densi. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le conseguenze del binge drinking possono essere di diverso tipo. Sul breve termine aumenta il rischio di incidenti, comportamenti sessuali a rischio, perdita di autocontrollo, blackout mnemonici e ancora peggioramenti dei sintomi ansiosi e depressivi. Anche sul lungo termine ci possono essere delle conseguenze, come un piccolo ma significativo deficit neurocognitivo globale, oltre che un rischio di sviluppare un disturbo da uso di alcool.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In Italia il binge drinking sta diventando una tendenza preoccupante</strong>: secondo il report <a href="https://www.iss.it/documents/20126/0/SCAFATO+REVISIONE+Schede+Alcol+APD+2025.pdf/496badb1-4cd6-f858-78e0-2a2c9ae7a395?t=1744787150175"><i>Alcohol Prevention Day 2025</i></a> basato sui dati del 2023, le fasce della popolazione in cui sono state registrate le più elevate frequenze di consumatori a rischio risultano essere quella dei minori 16-17enni di entrambi i sessi. Un dato importante si evince dall&#8217;aumento in dieci anni dell&#8217;80% delle binge drinkers femmine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/04/08/binge-drinking-che-cose/">Binge drinking: che cos&#8217;è?</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dis-armati: un&#8217;indagine sulla violenza giovanile</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/04/03/dis-armati-unindagine-sulla-violenza-giovanile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 07:44:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31366</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli allarmismi, il clamore mediatico e trovare la risposta solo nella punizione non servono ad affrontare i recenti episodi di violenza minorile e giovanile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/04/03/dis-armati-unindagine-sulla-violenza-giovanile/">Dis-armati: un&#8217;indagine sulla violenza giovanile</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Save the Children invita a mettere in luce la problematica del disagio diffuso tra gli adolescenti con il report <strong><em>“(Dis)armati. Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà” </em></strong>e ad analizzarne le cause e le conseguenze.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca si focalizza innanzitutto sulla <strong>&#8220;geografia della violenza&#8221;</strong>: negli ultimi anni si nota<strong> un cambiamento a livello di intensità e di modalità negli atti di violenza agiti dagli adolescenti</strong>, complice anche l&#8217;eco mediatica prodotta dai social media. Le azioni sono più visibili, amplificate, aumentano le rapine, risse e lesioni personali con un&#8217;efferatezza apparentemente insensata. Dall&#8217;altro lato possiamo notare un <strong>aumento delle fragilità emotive diffuse tra i giovani e un senso di svuotamento affettivo sempre più impattante. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo adulto, di fronte a questa panoramica, sembra analizzare gli episodi di violenza con una lente puntata sulla sicurezza e ordine pubblico. La risposta si costruisce sulle punizioni e misure repressive ma il fenomeno continua a crescere. C&#8217;è la necessità di comprendere le motivazioni alla base dei comportamenti violenti e costruire una rete di supporto stabile e continuativa tra famiglie, scuole e istituzioni.<br />
Giorgia D&#8217;Errico, direttrice relazioni Istituzionali di Save the Children, afferma: <em>&#8220;è <strong>fondamentale investire stabilmente nell’educativa di strada e di comunità</strong>, e garantire spazi pubblici dove i giovani possano incontrarsi, esprimersi e partecipare in modo positivo. La via educativa è cruciale anche per accompagnare i giovani in percorsi di responsabilizzazione rispetto alle proprie azioni perché comprendano le conseguenze dei loro comportamenti.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Si nota infatti come <strong>la violenza di strada non è più legata eslcusivamente alle aree di marginalità estrema ma coinvolge anche giovani di famiglie e ambienti socialmente integrati</strong>, senza distinzione di provenienza, classi sociali diverse, italiani e stranieri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/04/03/dis-armati-unindagine-sulla-violenza-giovanile/">Dis-armati: un&#8217;indagine sulla violenza giovanile</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Consumo di farmaci senza ricetta tra i giovani: una ricerca</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/31/consumo-di-farmaci-senza-ricetta-tra-i-giovani-una-ricerca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 06:59:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci senza prescrizione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31293</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'obiettivo principale della ricerca è quello di raccogliere elementi utili a costruire interventi di prevenzione dei rischi più efficaci, più realistici e più vicini alle esperienze concrete.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/31/consumo-di-farmaci-senza-ricetta-tra-i-giovani-una-ricerca/">Consumo di farmaci senza ricetta tra i giovani: una ricerca</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il consumo di <strong>farmaci senza ricetta tra i giovani</strong> è un fenomeno in aumento da anni. Un fenomeno sempre in bilico tra il sensazionalismo dei media e il silenzio dell&#8217;opinione pubblica. Una situazione che non rende conoscibile quali sono le cause di questi comportamenti che mettono a rischio la salute di molti giovani.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è proprio ai giovani, di età compresa tra i 15 e 25 anni, che la<strong> ricerca di Eclettica +</strong> si rivolge. Attraverso la compilazione di un questionario online sarà possibile dare voce alle loro esperienze, cercando di capire come circolano questi consumi, quali significati assumono, quali rischi vengono percepiti o sottovalutati.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo principale è di raccogliere elementi utili a <strong>costruire interventi di prevenzione dei rischi più efficaci, più realistici e più vicini alle esperienze concrete</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La partecipazione al questionario, che si compila in pochi minuti, è pensata come &#8220;(&#8230;) contributo prezioso <strong>non solo per chi ha esperienza diretta di consumo</strong>, ma anche per chi non ne ha: possono rispondere tutt3, perché anche percezioni, contesti, conoscenze e rappresentazioni sociali aiutano a comprendere meglio il fenomeno.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://eclectica.limesurvey.net/447498?lang=it&amp;newtest=Y&amp;utm_source=ig&amp;utm_medium=social&amp;utm_content=link_in_bio&amp;fbclid=PAZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMjU2MjgxMDQwNTU4AAGnk2g6wMq3hUgRPf3K4apqq_ENopW5dQMryA1kLjUgofelHilYjuAj0JvISSY_aem_CJE7dNdwXuftKPoYbTJD_w">Questo il link per la compilazione.</a> Per seguire il progetto si possono consultare i profili social di Eclectica+ su <a href="https://www.instagram.com/eclectica.voices/">Instagram</a> e <a href="https://www.tiktok.com/@eclectica.voices">TikTok</a>. Per maggiori informazioni è possibile contattare la responsabile dello studio, Sara Rolando, all’indirizzo <a href="mailto:rolando@eclecticapiu.it">rolando@eclecticapiu.it</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/31/consumo-di-farmaci-senza-ricetta-tra-i-giovani-una-ricerca/">Consumo di farmaci senza ricetta tra i giovani: una ricerca</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>BABY GANG</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/30/baby-gang/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 07:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[baby gang]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31284</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un podcast di Storielibere e Publispei a cura di Roberta Lippi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/30/baby-gang/">BABY GANG</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Babygang è un podcast di Storie Libere</strong> a cura di Roberta Lippi che indaga a livello sociologico il fenomeno delle babygang in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta del <strong>fenomeno più trasversale degli ultimi anni</strong>, rimbalza da regione a regione, dalla classe sociale più bassa a quelle alte, è imprevedibile ed incomprensibile. L&#8217;obiettivo è quello di raccontarlo attraverso <strong>diversi punti di vista</strong>: quello delle vittime e dei loro familiari, ma anche degli operatori che cercano di recuperare i giovani criminali, delle forze dell&#8217;ordine e degli psicologi che si occupano specificamente del problema.<br />
<strong>Un quadro corale, con testimonianze dirette provenienti da varie zone d’Italia</strong>, in grado di restituire l’ampiezza del fenomeno e le sue tante sfaccettature.</p>
<p>Roberta Lippi è nata a Milano nel 1974, laureata in DAMS, ha studiato a Bologna e a Madrid. Docente di giornalismo multimediale e media education, autrice radiofonica e televisiva.  È autrice, tra altro, di “Soli – i bambini di Osho&#8221; e Love Bombing” podcast sulla manipolazione nell’era contemporanea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/30/baby-gang/">BABY GANG</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dipendenza o terapia?</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/28/dipendenza-o-terapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 09:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GAMING]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[gaming]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31269</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per alcuni adolescenti con disturbi del neurosviluppo, il videogioco più del linguaggio verbale riesce a incontrare il loro modo di stare in relazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/28/dipendenza-o-terapia/">Dipendenza o terapia?</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Diversi studi e progettualità presentano le due facce della medaglia connesse all&#8217;utilizzo dei videogame in età adolescenziale.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca <em>Internet gaming addiction as a risk factor for the development of Internet gaming disorder: cross-sectional observational study</em> mostra il <strong>rapporto tra generazione Z e intrattenimento digitale.</strong> Circa un terzo dei giovani dedica al gaming più di 12 ore a settimana. Sono i<strong> maschi tra i 14 e i 17 anni a essere più esposti al rischio</strong> di sviluppare disturbi patologici da gaming e spesso anche da azzardo. La maggior parte dei ragazzi e delle ragazze utilizza questi dispositivi come <strong>strumento di distrazione dalla vita quotidiana (67,9%) o per creare un ambiente virtuale condiviso (63,7%). </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un ulteriore elemento preoccupante è la <strong>correlazione tra il gambling patologico e le microtransazioni,</strong> ovvero acquisti con denaro reale per ottenere i digital goods. Il meccanismo è subdolo perchè il gioco è gratuito ma si dà la possibilità di fare acquisti opzionali come migliorie. Le microtransazioni quindi funzionano come un catalizzatore di comportamenti compulsivi, e la probabilità di spesa aumenta drasticamente con l’età. Lo studio conclude sulla <strong>necessità di un intervento strutturato che miri alla collaborazione tra scuola, famiglia e società civile per creare un monitoraggio e una presa in carico di questo fenomeno. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;altra faccia della medaglia si trova in progetti come <em>Gaming che cura</em>, promosso da Spazio Vita Niguarda con l&#8217;obiettivo di <strong>mettere al centro il videogame come uno strumento terapeutico strutturato, integrato e scientificamente validato. </strong> Creato in collaborazione con il reparto di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, l&#8217;idea di  fondo è quella che le parole non bastano per alcuni adolescenti. Il videogioco permette di vivere un mondo virtuale in cui è più facile vivere le proprie esperienze e difficoltà, dove ogni azione diventa metafora della vita reale e allenamento concreto per le emozioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il messaggio di fondo è lo stesso: &#8221; <strong>i videogiochi non sono né il problema né la soluzione. Dipende da chi li progetta, da chi li usa</strong> – e da chi decide di farne uno strumento di cura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/28/dipendenza-o-terapia/">Dipendenza o terapia?</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;esperienza delle Comunità terapeutiche per minori</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/25/lesperienza-delle-comunita-terapeutiche-per-minori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 07:58:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CARCERE]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31262</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come stanno andando le prime Comunità terapeutiche per minori autori di reato aperte nel 2025? E&#8217; quello che cerca di indagare un articolo sul sito di Altreconomia. Tre Regioni italiane nell&#8217;agosto del 2024 hanno accolto la proposta del Governo Meloni di istituire queste nuove strutture sperimentali, &#8220;(&#8230;) una via di mezzo tra quelle strettamente educative [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/25/lesperienza-delle-comunita-terapeutiche-per-minori/">L&#8217;esperienza delle Comunità terapeutiche per minori</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come stanno andando le prime <strong>Comunità terapeutiche per minori autori di reato</strong> aperte nel 2025? E&#8217; quello che cerca di indagare un articolo sul sito di <em>Altreconomia</em>. Tre Regioni italiane nell&#8217;agosto del 2024 hanno accolto la proposta del Governo Meloni di istituire queste nuove strutture sperimentali, &#8220;(&#8230;) una via di mezzo tra quelle strettamente educative già esistenti e quelle terapeutiche&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">I posti disponibili messi a bando sono stati 36, con una diaria giornaliera da 320 euro (più del doppio dei 147 per le comunità educative), coperta al 60% dall’Azienda sanitaria territoriale e la quota restante dal ministero della Giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Una delle realtà che ha messo a disposizione dei posti ( 9 in totale) è stata la Ricoveri for life S.p.a. in provincia di Pavia. La struttura ha ospitato fino ad oggi 13 giovani, di età media tra i 16 e 17 anni, con in più tre maggiorenni. Giovani provenienti in  parte provenienti da Istituti penali per mInorenni, in parte da comunità educative e altri dalla libertà o da ricoveri in neuropsichiatria infantile.</p>
<p style="text-align: justify;">Daniela Labattaglia, criminologa e coordinatrice della struttura, spiega che&#8221;(&#8230;) tutti i ragazzi che ci sono stati inviati presentano quadri di grande fragilità, psico-patologie complesse spesso amplificate da abuso di sostanze o da traumi subiti da bambini&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Coloro che hanno fatto ingresso in comunità infatti avevano una diagnosi psichiatrica pregressa e alcuni di loro erano in carico anche al SerD per abuso di sostanze”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un quadro complesso, che può dare luogo ad eventi di crisi che vanno affrontati con strumenti clinici adeguati ma non solo. In questo struttura è presente del <strong>personale di sicurezza</strong>, che lavora in borghese, adeguatamente formato all&#8217;interazione con i giovani e che svolge prevalentemente attività di accompagnamento per attività esterne, senza avere un ruolo di sorveglianza in modalità carceraria.</p>
<p style="text-align: justify;">Dove invece l&#8217;attività di sicurezza è svolta da vigilantes è la struttura di Botticino, in provincia di Brescia, che è gestita dalla Fondazione Eris, che da luglio 2025 ha accolto dieci persone, di cui la metà provenienti dall’Ipm e i restanti dalla libertà.</p>
<p style="text-align: justify;">Una scelta questa praticata per garantire la sicurezza dei lavoratori nei momenti più critici, ma che ha dei costi di gestione elevati per gli enti gestori.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Pietro Farneti, responsabile per la Fondazione Eris, fare una valutazione dell&#8217;efficacia dell&#8217;intervento per ora sembra prematuro, sostenendo tra l&#8217;altro che le alternative per questi giovani non c&#8217;erano.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il Governo sembra convinto a procedere con questo modello, meno convinti sono alcuni esperti del settore, tra cui Leopoldo Grosso, psicologo e psicoterapeuta responsabile dell’area tossicodipendenza del Gruppo Abele.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Grosso &#8220;(&#8230;) raggruppare’ in unica struttura persone così fragili rende più complesso l’attivazione di quel meccanismo di <strong>sostegno reciproco</strong> che solitamente si attiva nelle comunità educative in cui si tenta di avere uno o due ‘casi’ più difficili.<strong> In simili comunità, invece, è più probabile che la solidarietà tra i ragazzi, qualora si crei, è in opposizione all’istituzione</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre c’è il tema dell’obbligatorietà nell’accesso alla struttura. “In una comunità terapeutica scegli giorno dopo giorno di starci ed è proprio vivere l’ambivalenza tra quella parte di te che vorrebbe uscire e quella che invece vuol restare a farti migliorare. Se il principio è il ‘contenimento’ allora è chiaro che i ragazzi concentrano le loro energie sul contrastare questa norma che incide sulla loro libertà. E poi vanno in <i>escalation&#8221;. </i></p>
<p>Per una valutazione di efficacia, per Grosso, servirà andare con cautela.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/25/lesperienza-delle-comunita-terapeutiche-per-minori/">L&#8217;esperienza delle Comunità terapeutiche per minori</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;esordio precoce dei disturbi alimentari</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/23/lesordio-precoce-dei-disturbi-alimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 07:24:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari e giovani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31230</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oltre 3 milioni di persone soffrono di anoressia e bulimia che colpiscono l’8–10% delle ragazze e lo 0,5–1% dei ragazzi, con casi segnalati sempre più frequentemente tra gli 11-12 e i 15 anni e, a volte, anche prima, intorno agli 8-9 anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/23/lesordio-precoce-dei-disturbi-alimentari/">L&#8217;esordio precoce dei disturbi alimentari</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In occasione del mese sulla prevenzione dei Disturbi del comportamento alimentare poniamo l&#8217;attenzione sulla campagna lanciata dal Ministero della Salute &#8220;Nessuno ti può giudicare. La vita non è un peso&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Si registra, infatti, un<strong> preoccupante aumento dei disturbi alimentari in particolare nella fascia giovanile della popolazione, arrivando a toccare anche i bambini in fascia 8-9 anni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non si tratta solo di dati numerici, (si conta circa un 35% in più), ma anche la forma che tali disturbi assumono. Accanto ai 3 milioni di persone che soffrono di anoressia e bulimia si affiancano anche nuovi disturbi, come il disturbo evitante/restrittivo dell&#8217;assunzione del cibo (Arfid &#8211; <em>Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder). </em>Non è un disturbo legato all’immagine di sé, bensì all’evitamento di specifici alimenti per caratteristiche sensoriali, come aspetto, odore, consistenza o temperatura, e riguarda circa il 5-14 % dei bambini, con più frequenza nei maschi. Studi recenti, si legge nell&#8217;articolo di Vita.it, confermano che l’Arfid è spesso la “porta d’ingresso” verso altri disturbi se non trattata precocemente e che è uno dei fattori della comparsa precoce dei disturbi alimentari.</p>
<p style="text-align: justify;">Elisa Fazzi, presidentessa della Società Italiana di Neuropsichiatria dell&#8217;Infanzie e dell&#8217;Adolescenza Sinpia,  commenta così questo fenomeno: «I disturbi del comportamento alimentare non riguardano soltanto il rapporto con il cibo, ma <strong>coinvolgono aspetti psicologici, emotivi e relazionali profondi</strong>. Si tratta di condizioni complesse che possono avere conseguenze molto gravi sulla salute fisica e mentale e sullo sviluppo, soprattutto quando insorgono in età precoce. Per questo è fondamentale riconoscere tempestivamente i segnali di disagio e garantire una presa in carico precoce e multidisciplinare, che coinvolga servizi specialistici, scuola e famiglie, per accompagnare le ragazze ed i ragazzi ed i loro genitori in un percorso di cura e di crescita».</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Istituto superiore di Sanità ha promosso un&#8217;iniziativa per monitorare in maniera costante i livelli di assistenza sanitaria in modo da fornire informazioni ed indicatori utili a definire interventi, politiche e percorsi diagnostici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/23/lesordio-precoce-dei-disturbi-alimentari/">L&#8217;esordio precoce dei disturbi alimentari</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dentro la Generazione Z</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/19/dentro-la-generazione-z/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 07:58:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31209</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sul sito di ARS Toscana è possibile ascoltare il podcast su sanità e salute dal titolo HealthLab Il podcast in questa prima puntata parlerà di cosa raccontano i dati dell’indagine EDIT 2025: benessere psicologico e segnali di disagio, uso delle tecnologie digitali e dei social, relazioni con famiglia, amici e scuola. Testimonianze ed esperienze dal [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/19/dentro-la-generazione-z/">Dentro la Generazione Z</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 class="uk-h5 uk-margin-small">Sul sito di ARS Toscana è possibile ascoltare il podcast su sanità e salute dal titolo <em>HealthLab</em></h4>
<h4 class="uk-h5 uk-margin-small">Il podcast in questa <em>prima puntata</em> parlerà di cosa raccontano i dati dell’indagine EDIT 2025: benessere psicologico e segnali di disagio, uso delle tecnologie digitali e dei social, relazioni con famiglia, amici e scuola.<br />
Testimonianze ed esperienze dal mondo delle scuola: le voci dei ragazzi, il punto di vista degli adulti che lavorano nella scuola.</h4>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/19/dentro-la-generazione-z/">Dentro la Generazione Z</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
