Binge drinking: che cos’è?

conseguenze e analogie

il termine binge drinking indica una forma di abbuffata alcolica che consiste nel consumare grandi quantità di alcolici in breve tempo, con l’obiettivo di ubriacarsi

data di pubblicazione:

8 Aprile 2026

Il Binge drinking, seconda la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è “il consumo episodico eccessivo di alcol ed è definito come la percentuale di bevitori adulti (15+ anni) che hanno assunto almeno 60 grammi o più di alcol puro in almeno un’occasione negli ultimi 30 giorni. Un consumo di 60 grammi di alcol puro corrisponde approssimativamente a 6 bevande alcoliche standard“.

Si tratta di un fenomeno sempre più diffuso, soprattutto tra i giovani, da monitorare ed analizzare rispetto alle dinamiche che lo innescano, come impulsività, ricerca di approvazione o gestione delle emozioni.
Sebbene il binge drinking non sia presente nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), alcuni studiosi si stanno interrogando se l’aggiunta di alcuni criteri diagnostici potrebbe aiutare ad identificare il disturbo.
Questa forma di abbuffata alcolica ricorda, infatti, come è citato nell’articolo di Lilac, altri disturbi del comportamento alimentare. Le cause sono molteplici e intrecciano aspetti psicologici, sociali e culturali: alcuni studi mostrano come questa tendenza sia correlata ad una maggiore presenza di sintomi ansiosi e depressivi, e che sia utilizzata come tentativo rapido per regolare stati d’animo difficili da gestire.

Il modello di consumo di alcool e cibo sembrano infatti condividere alcuni meccanismi principali:

  • riflettono il consumo eccessivo di sostanze
  • condividono impulsività, nevroticismo, disfunzione della ricompensa, e danni fisici.

Sia alcool che cibo attivano il circuito di ricompensa cerebrale grazie agli zuccheri e grassi di cui sono densi. 

Le conseguenze del binge drinking possono essere di diverso tipo. Sul breve termine aumenta il rischio di incidenti, comportamenti sessuali a rischio, perdita di autocontrollo, blackout mnemonici e ancora peggioramenti dei sintomi ansiosi e depressivi. Anche sul lungo termine ci possono essere delle conseguenze, come un piccolo ma significativo deficit neurocognitivo globale, oltre che un rischio di sviluppare un disturbo da uso di alcool.

In Italia il binge drinking sta diventando una tendenza preoccupante: secondo il report Alcohol Prevention Day 2025 basato sui dati del 2023, le fasce della popolazione in cui sono state registrate le più elevate frequenze di consumatori a rischio risultano essere quella dei minori 16-17enni di entrambi i sessi. Un dato importante si evince dall’aumento in dieci anni dell’80% delle binge drinkers femmine.

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