L’esordio precoce dei disturbi alimentari

Mese del Fiocchetto Lilla

Oltre 3 milioni di persone soffrono di anoressia e bulimia che colpiscono l’8–10% delle ragazze e lo 0,5–1% dei ragazzi, con casi segnalati sempre più frequentemente tra gli 11-12 e i 15 anni e, a volte, anche prima, intorno agli 8-9 anni.

data di pubblicazione:

23 Marzo 2026

In occasione del mese sulla prevenzione dei Disturbi del comportamento alimentare poniamo l’attenzione sulla campagna lanciata dal Ministero della Salute “Nessuno ti può giudicare. La vita non è un peso”.

Si registra, infatti, un preoccupante aumento dei disturbi alimentari in particolare nella fascia giovanile della popolazione, arrivando a toccare anche i bambini in fascia 8-9 anni.

Non si tratta solo di dati numerici, (si conta circa un 35% in più), ma anche la forma che tali disturbi assumono. Accanto ai 3 milioni di persone che soffrono di anoressia e bulimia si affiancano anche nuovi disturbi, come il disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione del cibo (Arfid – Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder). Non è un disturbo legato all’immagine di sé, bensì all’evitamento di specifici alimenti per caratteristiche sensoriali, come aspetto, odore, consistenza o temperatura, e riguarda circa il 5-14 % dei bambini, con più frequenza nei maschi. Studi recenti, si legge nell’articolo di Vita.it, confermano che l’Arfid è spesso la “porta d’ingresso” verso altri disturbi se non trattata precocemente e che è uno dei fattori della comparsa precoce dei disturbi alimentari.

Elisa Fazzi, presidentessa della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzie e dell’Adolescenza Sinpia,  commenta così questo fenomeno: «I disturbi del comportamento alimentare non riguardano soltanto il rapporto con il cibo, ma coinvolgono aspetti psicologici, emotivi e relazionali profondi. Si tratta di condizioni complesse che possono avere conseguenze molto gravi sulla salute fisica e mentale e sullo sviluppo, soprattutto quando insorgono in età precoce. Per questo è fondamentale riconoscere tempestivamente i segnali di disagio e garantire una presa in carico precoce e multidisciplinare, che coinvolga servizi specialistici, scuola e famiglie, per accompagnare le ragazze ed i ragazzi ed i loro genitori in un percorso di cura e di crescita».

L’Istituto superiore di Sanità ha promosso un’iniziativa per monitorare in maniera costante i livelli di assistenza sanitaria in modo da fornire informazioni ed indicatori utili a definire interventi, politiche e percorsi diagnostici.

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