L’impatto dello stigma sulle persone con HIV

combattere lo stigma evita isolamento e ritardo nelle cure

esistono tre tipi di stigma verso le persone con HIV: l’enacted stigma (l’espressione comportamentale di stigma rivolta ad una persona a causa della sua condizione di sieropositività), lo stigma anticipatorio (l'aspettativa e il timore di reazioni stigmatizzanti da parte degli altri al momento della rivelazione della condizione di sieropositività) e il self-stigma (l’interiorizzazione di un'immagine di sé negativa e una maggiore tendenza a ritirarsi dalle interazioni sociali)

data di pubblicazione:

20 Febbraio 2026

Nonostante siano stati fatti enormi progressi nella comprensione dell‘infezione da HIV, rimane forte lo stigma da parte dell’opinione pubblica nei confronti delle persone che hanno contratto il virus. Un argomento che viene affrontato in un articolo pubblicato sul sito READfiles.it, (trimestrale di aggiornamento medico).

Grazie agli enormi progressi della terapia antiretrovirale, le persone che hanno contratto l’HIV, pur affrontando varie comorbidità e complicanze sia a livello fisico che psicologico, si trovano a gestire una condizione cronica piuttosto che una che porti rapidamente a malattia grave o alla morte.

Una condizione di cronicità che influisce sulla qualità della vita di queste persone in modo importante. Se a questa però si aggiunge anche lo stigma verso di esse, il quadro si complica, andando a interferire sullo stato di salute mentale e sul supporto sociale.

Secondo Earnshaw e Chaudoir (2009), esistono tre tipi di stigma verso le persone con HIV: lenacted stigma (l’espressione comportamentale di stigma rivolta ad una persona a causa della sua condizione di sieropositività), lo stigma anticipatorio (l’aspettativa e il timore di reazioni stigmatizzanti da parte degli altri al momento della rivelazione della condizione di sieropositività) e il self-stigma (l’interiorizzazione di un’immagine di sé negativa e una maggiore tendenza a ritirarsi dalle interazioni sociali).

Tutti questi tipi di stigma hanno conseguenze negative “(…) sull’ effettuazione del test HIV, all’engagement alle cure e all’aderenza al trattamento e, influenzando negativamente le modalità di disclosure della propria sieropositività, un incremento di comportamenti a rischio di trasmissione dell’HIV”.

Nel 2022 l’Ambulatorio di Malattie Infettive, IRCCS Policlinico Agostino Gemelli di Roma, ha condotto un survey su 96 pazienti con HIV, con l’obiettivo principale di valutare l’associazione tra lo stigma correlato ad HIV e il supporto sociale e la possibile sua associazione con le principali variabili demografiche, cliniche, di salute mentale e qualità di vita.

Tra i risultati è emerso che la “(…) disclosure della propria sieropositività sembra essere infatti un percorso molto impegnativo e ostacolato dal timore di stigma, abusi, perdita di sostegno sociale, tensioni con il partner e violazione della privacy .

I risultati confermano la stretta connessione tra stigma e salute mentale. Dallo studio sembra che “(…) i pazienti con problematiche di rilevanza clinica connesse alla salute mentale (depressione, ansia e stress) ed elevata percezione negativa della propria qualità di vita mentale potrebbero percepire più alti livelli di stigma legati a HIV”.

Tra i pazienti coinvolti “(…) le donne sembrano vivere livelli particolarmente elevati di stigma legati a HIV. Le donne possono, infatti, essere maggiormente vulnerabili allo stigma percepito a causa di un’intersezione di fattori quali un più alto rischio di problemi di salute mentale e l’occupazione di ruoli economici e sociali spesso maggiormente svantaggiati e instabili rispetto agli uomini, rendendosi meno propense a chiedere aiuto nella loro rete sociale”.

Di fronte a questo quadro uno strumento utile a fronteggiare lo stigma risulta essere il supporto sociale, che se potenziato può diventare utile ad evitare episodi di isolamento, esclusione e atteggiamenti evitanti.

 

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