sport e scommesse: il gioco d’azzardo torna attuale

lo sport rappresenta da sempre uno spazio per le scommesse

Nel dopoguerra esistevano la lotteria e il Totocalcio, da venticinque anni la liberalizzazione delle scommesse è totale. Fino ad arrivare, dieci anni fa, alla possibilità di scommesse su “eventi virtuali”, ovvero su tutto ciò che esiste e non esiste".

data di pubblicazione:

25 Ottobre 2023

Sul sito della rivista Valori.it si riflette sulle ultime vicende riguardanti il mondo del calcio e delle scommesse. La cronaca riporta che alcuni giocatori della nazionale azzurra, secondo le indagini in corso, avrebbero fatto delle scommesse su siti illegali. Per ora si parla solo di scommesse e non di partite combinate, per cui ad oggi i commenti sulla vicenda vedono protagonisti soprattutto esperti di gioco d’azzardo e non di corruzione.
Ma perché tanto stupore mediatico ci si chiede nell’articolo? Si scopre solo ora che esiste il gioco d’azzardo e che fa male? Gioco che non guarda in faccia nessuno, professionisti affermati a livello nazionale e non, come nel caso dei calciatori della nazionale.
“Ma non è così da sempre? Perché se nel dopoguerra esistevano la lotteria e il Totocalcio, da venticinque anni la liberalizzazione delle scommesse è totale. Fino ad arrivare, dieci anni fa, alla possibilità di scommesse su “eventi virtuali”, ovvero su tutto ciò che esiste e non esiste”.
Ormai da tempo è documentato dalla Agenzie delle Dogane e dei Monopoli di stato che il il fatturato del gioco d’azzardo legale e illegale in Italia ha superato i 130 miliardi, con il secondo che si attesta su una cifra di circa 20-25 miliardi. Una cifra enorme in cui lo sport, e il calcio in particolare, sono coinvolti direttamente con decine di miliardi scommessi.
Oggi infatti il pallone è riempito fino all’inverosimile da pubblicità, più o meno mascherate, e di siti di scommesse. Tanto che, se nel 2018 era stato fatto divieto di sponsorizzare il gioco d’azzardo, è stato proprio il ministro dello Sport Abodi, accompagnato dal fido presidente federale Gravina, a farsi promotore del ritorno della sua pubblicità, con un cortocircuito assurdo per cui questo servirebbe a combattere la ludopatia”.
Da tempo tabelloni pubblicitari che riportano i nomi di siti di scommesse fanno da scenografia ai campi da calcio e anche le maglie dei giocatori, in alcuni casi, riportano i nomi di questi siti.
Non solo, “(…) le televisioni a pagamento che trasmettono il calcio e i giornali sportivi hanno tutti la loro sezione scommesse, con programmi e pagine dedicate. Alcune di loro poi, hanno addirittura una propria sezione scommesse, da cui guadagnano direttamente”. E poi ci si stupisce se dei giocatori vengono sorpresi a fare scommesse.

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