LE DIMENSIONI ECONOMICHE E SOCIALI DEL GIOCO D’AZZARDO

IL RUOLO DELLE MAFIE in questo settore

Sulla base di calcoli ottenuti dai dati forniti dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sottraendo le entrate erariali collegate al gioco d’azzardo legale (pari a circa 7,24 miliardi di euro) alla perdita della collettività dei giocatori (pari a circa 12,9 miliardi di euro), risulta pari a circa cinque miliardi di euro il “volume d’affari” complessivo di chi fa impresa nel settore.

data di pubblicazione:

28 Marzo 2023

Nel contestualizzare le problematiche di dipendenza e di salute legate al gioco d’azzardo, è fondamentale non rimuovere la dimensione economica e sociale della questione, anche per la crescente influenza esercitata, sia nella parte legale che in quella illegale dell’industria dell’azzardo, dalla criminalità organizzata. Sulla base di calcoli ottenuti dai dati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sottraendo le entrate erariali collegate al gioco d’azzardo legale (pari a circa 7,24 miliardi di euro) alla perdita della collettività dei giocatori (pari a circa 12,9 miliardi di euro), risulta pari a circa cinque miliardi di euro il “volume d’affari” complessivo di chi fa impresa nel settore. Dati e valutazioni molto interessanti rispetto all’influenza e ai condizionamenti posti in essere dalle organizzaizoni mafiose sono contenute nella Relazione annuale del 24 novembre 2020 sulle attività svolte dal Procuratore nazionale e dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. I vantaggi delle organizzazioni mafiose derivanti dall’inserimento in questa industria sono numerosi: bassi rischi, prospettive di elevati guadagni, controllo del territorio e implementazione del consenso sociale. “Si legge, in particolare, nella relazione: ‘La criminalità organizzata mafiosa utilizza tale canale sia per riciclare capitale, sia come forma di impresa. Il settore consente, con facilità, di inserirvisi e di perseguire guadagni elevati, a volte superiori a quelli provenienti dal traffico di sostanze stupefacenti, ma con rischi di gran lunga inferiori, sotto il profilo della reazione da parte dello Stato. La lotta all’illegalità risulta infatti compromessa anche in ragione del grado di sofisticazione tecnologica di cui il mercato illegale può beneficiare, ricorrendo all’uso di hackers e di tecnici assai specializzati del settore. Sono le associazioni di tipo mafioso, in particolare, a manifestare la più spiccata capacità di penetrazione, in ragione del pervasivo controllo esercitato sul territorio.

Anzi l’apertura o la gestione, diretta o mediata, di numerosi negozi di gioco, permette di rafforzare proprio detto controllo, incrementando anche il consenso sociale per i posti di lavoro creato attraverso i centri scommesse ed il relativo indotto. A questo consegue che la maggiore concentrazione dei fatti delittuosi accertati si registra proprio in quelle aree del territorio nazionale a maggiore indice di presenza mafiosa, fatte salve alcune eccezioni che hanno riguardato aree circoscritte del Nord Italia, in cui sono stati individuati alcuni punti scommesse comunque riconducibili a soggetti mafiosi. Si può forse affermare che Cosa Nostra, negli ultimi anni, ha fatto registrare il maggior interesse nello specifico ambito, ritenuto funzionale sia per l’attività di reinvestimento dei patrimoni illecitamente accumulati, sia per l’elevato volume d’affari registrato. Al riguardo l’organizzazione non si è fatta scrupolo di tentare di accedere persino a finanziamenti pubblici per progetti contro la ludopatia: in un paradosso solo apparente, essa ha provato a lucrare contemporaneamente da una “cosa e dal suo esatto contrario”, da una parte promuovendo ed agevolando sempre più la possibilità di accedere al gioco d’azzardo, dall’altra operando per il contrasto delle patologie connesse proprio al gioco d’azzardo’.” Valter Brunetti, sostituto procuratore generale presso la Corte di Appello di Napoli, nel commento finale, sottolinea i rischi consolidati della presenza mafiosa nel settore: “L’analisi in questione consente, infatti, di constatare che le organizzazioni criminali sono, comunque, capaci di fornire con il circuito illegale del gioco on line proposte alternative convenienti e appetibili, attraverso la garanzia del pronto pagamento e dell’anonimato. Il che dimostra che la legalizzazione delle attività che creano dipendenza non solo non è immune da infiltrazioni della criminalità organizzata, ma non elimina affatto il circuito illegale. L’analisi induce, dunque, sin da subito, a formulare l’auspicio che, con la risposta repressiva, cresca l’attività di prevenzione e lo sforzo di garantire interventi sul piano culturale di promozione della persona umana, della sua dignità e di un uso responsabile della sua libertà.”

 

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