GUERRA ALLE DROGHE: LA COLOMBIA VERSO LA RIFORMA DEL SISTEMA DI CONTRASTO?

La Colombia sta vivendo un periodo molto importante, a seguito della recentissima elezione a Presidente della Repubblica del primo candidato di sinistra, Gustavo Petro. Petro arriva al potere proprio in coincidenza con la pubblicazione del rapporto della “Commissione verità” sui cinque decenni di guerra alla droga che hanno insanguinato il paese e creato spaccature indelebili fra la popolazione e le istituzioni. Secondo un articolo del Guardian, la Commissione è giunta alla conclusione che l’approccio punitivo e proibizionista della guerra alle droghe ha concorso a prolungare la disastrosa guerra civile in Colombia. Guerra civile iniziata negli anni ’60, il cui bilancio è di 260.000 vittime fra  civili, guerriglieri di sinistra, esercito e forze paramilitari di destra e di 7.000.000 di persone costrette ad abbandonare le loro abitazioni.

“La violenza ha condizionato tutti i settori della società colombiana, dalle élite economiche e politiche ai contadini, con ingenti finanziamenti ai paramilitari e ai politici corrotti. I contadini più poveri sono stati spesso costretti, sia economicamente che sotto minaccia armata, a coltivare coca, l’ingrediente di base per produrre la cocaina. Per il rapporto: “L’unione degli interessi di USA e Colombia ha portato alla costruzione del Piano Colombia“, un massiccio programma di aiuto militare da bilioni di dollari iniziato nel 2000, “che si è fuso con la contro-insorgenza, l’antiterrorismo e i programmi anti-droga all’interno della guerra contro il narco-terrorismo“. Viene biasimato il ruolo degli USA, accusati di avere finanziato l’esercito in modo non trasparente durante la guerra civile. Perciò, il rapporto auspica un cambiamento sostanziale nelle politiche anti-droga, che dovrebbero transitare verso la “regolazione dei mercati della droga”.

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