NUOVO NUMERO DI MEDICINA DELLE DIPENDENZE SU ADOLESCENZA E USO DI SOSTANZE

Presso il Cesda è disponibile il nuovo numero di Medicina delle Dipendenze, dedicato al tema dell’uso di sostanze nell’adolescenza e della doppia diagnosi, ossia alla compresenza di disturbi dell’uso di sostanze e di problemi di salute mentale. Sin dal titolo del numero monografico e dall’editoriale, invece del concetto di doppia diagnosi, viene utilizzata l’espressione “disturbo duale” (DD) per sottolineare come le due componenti di disturbo, psichiatrica e della dipendenza da sostanze, vadano esaminate e curate insieme. Nell’editoriale, Icro Maremmani rimarca come spesso i pazienti affetti da DD non ricevano servizi e trattamenti adeguati, a causa della separatezza e dell’auto-referenzialità dei servizi di salute mentale e di cura delle dipendenze, che tendono a vedere solo un aspetto del problema complessivo, non fornendo dunque ai pazienti una presa in carico all’altezza dei loro bisogni. Di più: i servizi psichiatrici e i servizi per le dipendenze tendono a separare le componenti del disagio, a seconda delle professionalità e delle soluzioni terapeutiche presenti e disponibili.

Scrive Maremmani: “Un approccio corretto ai pazienti con DD richiede non solo che l’attenzione sia dedicata alle problematiche specifiche di ciscun paziente, ma richiede anche una crescente consapevolezza della continua disprepanza tra il sistema sanitario così com’è implementato, allo stato attuale, e i bisogni dei pazienti con DD (…) L’integrazione, secondo un approccio biopsicosociale, di diverse competenze professionali, dovrebbe essere posta al centro di qualsiasi servizio preposto al contrasto delle dipendenze patologiche (…) In questa situazione terapeutica, comprendere meglio i DD a livello biopsicosociale diventa irrinunciabile, nel tentativo di indirizzare le politiche sanitarie verso l’organizzazione di servizi maggiormente adeguati alla co-esistenza, nello stesso individuo, di malattie mentali e addiction a varie sostanze

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