MINISTRA DADONE SUI TEMI DELLA CONFERENZA DI GENOVA

La ministra per le Politiche giovanili con delega alle politiche antidroga Fabiana Dadone, in una breve intervista a Repubblica, illustra alcuni temi che saranno al centro della Conferenza Nazionale sulle Dipendenze in programma a Genova. Secondo Dadone, intento principale della due giorni è di discutere in modo pragmatico, non ideologico, i problemi che da anni affliggono il sistema normativo e di interventi sulle dipendenze, concentrandosi sulle persone dipendenti più che sulle sostanze. Afferma Dadone: “I numeri e le statistiche degli ultimi anni evidenziano un trend allarmante che necessita di un intervento globale che coinvolga l’intero Sistema Paese: dalla sanità alla scuola, dalla giustizia alla famiglia, dalla società scientifica a quella civile, dal mondo dello sport al lavoro. Lo dobbiamo soprattutto a giovani e giovanissimi che rischiano sempre più di essere inghiottiti dalle dipendenze” (…) “È a partire da questi dati e dagli interventi di 122 esperti del settore che si sono incontrati in presenza o da remoto nella fase preparatoria che nasce la Conferenza di Genova” spiega Dadone. Si chiamerà oltre le fragilità, “umane, del sistema sanitario e delle prese di posizione ideologiche” dice la ministra. “Il dibattito sulle droghe è polarizzato tra parti politiche, invece serve un approccio differente, un approccio alla persona dipendente, e non alle sostanze o alla dipendenza“.

Due gli obiettivi del summit a cui prenderanno parte 18 esperti dalle Regioni, 21 dai ministeri, 24 dal privato sociale, 24 dalla società civile, 20 servizi pubblici oltre a scienziati, medici, membri dell’Aifa, degli enti locali, di ricerca, delle università e assistenti sociali. “Suggerire, anzitutto al Parlamento, i cambiamenti alle leggi attuali visto che il testo di riferimento sulle droghe, seppur con alcune modifiche successive, risale al ’90” spiega Dadone. L’altro è “raccogliere input per scrivere il nuovo Piano di azionale nazionale sulle droghe”.

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