ANCHE LO STATO DEL NEW MEXICO LEGALIZZA LA CANNABIS

Dopo lo Stato di New York, anche il New Mexico approva una legge statale che legalizza la cannabis, facendo così crescere il numero di stati USA che stanno sperimentando forme di regolazione pubblica della sostanza (ancora però vietate a livello federale). In estrema sintesi, la legge approvata adotta un modello misto, che permette da un lato la coltivazione domestica per uso personale (fino a sei piante, massimo 12 per nucleo familiare) e dall’altro stabilisce un sistema statale di licenze per la produzione e la commercializzazione della cannabis. Non sono previste quote o limiti alle licenze rilasciate per la produzione e per la vendita, sembra cioè prefigurarsi un sistema di completa liberalizzazione, molto orientato al business. Un’altra importante norma approvata è relativa all“expungement”, che stabilisce che le persone condannate per reati resi abrogati dalla legge appena approvata hanno diritto alla cancellazione automatica  dalla fedina penale, mentre coloro che sono attualmente incarcerati per tali reati hanno diritto all’archiviazione della pena. Una sintesi del provvedimento, di cui riportiamo alcuni stralci, è disponibile sul sito di Forum Droghe: “Le famiglie hanno un limite di 12 piante totali. La marijuana coltivata in casa non può essere venduta o ceduta, anche per baratto. Le vendite al dettaglio inizieranno entro il 1 ° aprile 2022. La pubblicità verso persone di età inferiore a 21 anni sarà vietata, così come sono vietati l’uso di personaggi dei cartoni animati o altre immagini che potrebbero attrarre i bambini. Gli annunci pubblicitari sarebbero anche vietati entro 300 piedi da una scuola, un asilo nido o una chiesa. Tutti i prodotti dovranno portare un’etichetta di avvertenze approvata dallo stato.

Non vi sono limiti al numero di licenze rilasciabili, o al numero di strutture apribili da ciascun licenziatario. Le norme finali sulle licenze saranno rilasciate entro il 1 ° gennaio 2022, e le licenze stesse rilasciate entro il 1 ° aprile. Le microimprese, che possono coltivare fino a 200 piante, sarebbero in grado di coltivare, trasformare e vendere prodotti a base di cannabis con un’unica licenza in modo da favorire con l’integrazione verticale gli imprenditori senza accesso a capitali. Dal lato tassazione le vendite di cannabis includeranno un’accisa del 12% in aggiunta alla normale tassa statale dell’8% sulle vendite. A partire dal 2025, l’aliquota di accisa aumenterà dell’1% ogni anno fino a raggiungere il 18% nel 2030. I prodotti a fini medici, disponibili solo per i pazienti sarannno esenti dall’accisa. I comuni possono utilizzare la propria autorità di zonizzazione locale per limitare il numero di rivenditori o la loro distanza da scuole, asili nido o altre attività commerciali di cannabis. Le comunità indigene potranno partecipare all’industria della cannabis e sono previste procedure che incoraggiano le comunità che sono state colpite in modo sproporzionato dalla guerra alla droga a partecipare al nuovo settore. Un’ultima previsione consiste nell’istituzione, entro settembre di quest’anno, di un comitato consultivo per la regolamentazione della cannabis. Il comitato dovrebbe includere vari esperti e stake holders, attivisti e comunità tribali compresi.

(…) La stessa governatrice ha dichiarato che “questa è una vittoria significativa per il New Mexico. I lavoratori trarranno vantaggio dall’opportunità di costruire carriere in questa nuova economia. Gli imprenditori trarranno vantaggio dall’opportunità di creare nuove imprese redditizie. I governi statale e locali trarranno vantaggio dalle entrate aggiuntive. I consumatori trarranno vantaggio dalla standardizzazione e dalla regolamentazione che derivano dall’emersione del comparto. E coloro che sono stati danneggiati dal fallimento della guerra alla droga di questo paese, in maniera sproporzionata come le comunità di colore, trarranno beneficio dal nuovo approccio intelligente, giusto ed equo del nostro stato rispetto alle condanne del passato per reati lievi.” (…) Il Direttore Esecutivo di NORML, Erik Altieri, ha aggiunto: “Il New Mexico si unisce a un elenco sempre crescente di stati che si sono resi conto dei fallimenti della proibizione della marijuana e dei danni che porta alle loro comunità e ai cittadini. Sono il terzo stato che quest’anno ha approvato la legalizzazione tramite il processo legislativo e ci aspettiamo che molti altri seguiranno l’esempio in un breve periodo di tempo. Il popolo americano chiede la fine delle politiche proibizioniste che hanno devastato le comunità di colore, sperperato milioni di dollari dei contribuenti e sprecato le limitate risorse giudiziarie e delle forze dell’ordine per criminalizzare individui, altrimenti rispettosi della legge, solo per il possesso di un prodotto oggettivamente meno dannoso di alcol e tabacco, attualmente legali. Per fortuna i legislatori a livello statale stanno finalmente attuando la volontà dei loro elettori e, così facendo, stanno esercitando ulteriori pressioni sul governo federale per riclassificare finalmente la marijuana a livello nazionale e porre fine a questa tensione in corso tra le politiche statali e federali “.

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