STUDIO SULLA LEGALIZZAZIONE DELLA CANNABIS NEGLI USA

Un’analisi dei dati  dell’istituto CATO mostra che la diffusione di leggi  sull’uso, sulla produzione e sulla vendita di cannabis (che ora coinvolge ben 16 Stati) non è associata a risultati negativi significativi sulla salute pubblica negli Stati Uniti, né sembra impattare in altri importanti campi, come aumentare il tasso di criminalità, gli incidenti stradali o il consumo di altre sostanze psicoattive. Il rapporto di CATO fondamentalmente conferma i risultati del rapporto precedente, stilato quattro anni fa, con la differenza che l’attuale indagine ha preso in esame un numero maggiore di stati e quindi di dati. Sui consumi di cannabis nella popolazione generale e nei giovani, i dati citati non forniscono tendenze uniformi; in diversi casi, la prevalenza aumenta maggiormente prima della effettiva legalizzazione, in altri casi l’aumento dei consumi post-legalizzazione è molto contenuto. Ciò porta i ricercatori a sostenere che “Gli alti e crescenti tassi di uso di marijana precedenti alla legalizzazione possono fornire le prove per una spiegazione di tipo culturale al recente ingrossarsi della legalizzazione: tanto più la marijuana diventa popolare e meno stigmatizzata, tanto meno i residenti e i legislatori si oppongono alla legalizzazione. In sostanza, l’uso crescente di marijuana può non essere la conseguenza della legalizzazione, ma una sua causa“.

Nelle conclusioni i ricercatori scrivono: “I dati, tuttavia, forniscono scarso supporto per le tesi estreme fatte sia dai sostenitori che dagli oppositori della legalizzazione. Una notevole eccezione è  l’aumento del gettito fiscale statale derivante dalla vendita di marijuana legalizzata. L’assenza di conseguenze negative significative è particolarmente sorprendente date le previsioni a volte terribili fatte dagli oppositori della legalizzazione”.

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