FEDERSERD E SERVIZI DI CURA DELLE DIPENDENZE: QUALI LE PRIORITA’ DI RIFORMA?

Sull’ultimo numero di Mission è stata pubblicata la sintesi dell’audizione di FederSerD, svoltasi lo scorso giugno, presso la Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati. Il documento offre una sintetica, ma preziosa, valutazione dei servizi di cura delle dipendenze nel nostro paese, elencando alcune delle principali criticità esistenti sul piano normativo e dei trattamenti. Nel complesso, vi è l’auspicio che eventuali interventi legislativi in materia di droghe affrontino il tema in modo organico, poiché è l’evoluzione dei consumi e delle dipendenze che lo richiede. In linea generale FederSerd “ritiene che il DPR n. 309/90 andrebbe riformato in molti punti, perché a distanza di 30 anni risulta ormai inadeguato ad affrontare il contesto del consumo di sostanze, sia dal punto di vista della prevenzione e del contrasto dell’offerta, che da quello della risposta al bisogno di cura delle persone con problemi di dipendenza”. I punti maggiormente critici che l’analisi della situazione dei consumi e delle dipendenze da sostanze evidenzia sono: l’aumento degli utenti in carico ai Ser.D. con problemi di giustizia, che necessitano di trattamenti specifici; l’aumento, fra l’utenza, dei giovani, a cui non corrisponde l’offerta di adeguati servizi; l’aumento delle “patologie croniche correlate alla dipendenza e le situazioni di non autonomia e di marginalità, che richiedono soluzioni innovative sul piano della residenzialità” ; la presenza di un “bisogno sommerso” di difficile quantificazione.

Sul piano legislativo, secondo FederSerD, “le modifiche di legge relative alle pene comminate per la commissione di reati legati allo spaccio di sostanze e/o alla condizione di spacciatore/consumatore delle stesse, oscillino su posizioni più o meno sanzionatorie anche in funzione degli orientamenti politici prevalenti nei vari momenti, il tutto in modo poco coordinato rispetto alle reali esigenze di cura e riabilitazione di cui sono portatori i soggetti incriminati/condannati per tali reati. (…) Queste oscillazioni nuocciono pesantemente sull’attività dei professionisti del settore e sull’organizzazione e gestione dei trattamenti che, per essere validi ed efficaci, devono potersi realizzare in contesti stabili, meditati e sostenuti a qualunque livello (politico, legislativo, tecnico-clinico del SSN). Si ritiene che l’esigenza di aggiornamento della legislazione specifica debba essere affrontata in modo complessivo, non cogliendo solo alcuni aspetti lasciandone intoccati altri e sulla scorta dell’essenziale e irrinunciabile contributo della Conferenza Nazionale Triennale sulle Droghe che risulta non convocata dal 2009“.

LINK AL DOCUMENTO (p. 56)

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