CONSUMO DI ALCOL IN GRAVIDANZA: PROGETTO DI RICERCA DELL’ISS

Il Quotidiano della Sanità informa rispetto a un’importante iniziativa di prevenzione dell’ISS su diagnosi precoce e trattamento dei disturbi feto alcolici in gravidanza. Le stime sul consumo di alcol in gravidanza sono infatti preoccupanti: a livello mondiale si tratterebbe di circa il 10%, mentre non esistono stime affidabili per l’Italia. Il Centro Nazionale Dipendenze e Doping ha prodotto due instant-book, liberamente scaricabili, di informazione su queste tematiche Inoltre, il rapporto delle donne che partoriscono un neonato affetto da sindrome feto alcolica e da spettro dei disordini fetoalcolici (Fetal Alcohol Sindrome FAS; Fetal Alcohol Spectrum Disorder FASD) è stimanto 1:67. “Valutare il consumo di alcol in gravidanza, rendere le donne consapevoli dei rischi, formare ostetrici e ginecologi. Sono questi gli obiettivi del Progetto di ricerca “Prevenzione, diagnosi precoce e trattamento mirato dello spettro dei disturbi feto alcolici (Fetal Alcohol Spectrum Disorder, FASD) e della sindrome feto alcolica (Fetal Alcohol Syndrome, FAS)”, affidato al Centro Nazionale Dipendenze e Doping del’ISS dal Ministero della Salute.
Il progetto di ricerca, coordinato da Simona Pichini dell’Iss, è presentato in occasione della Giornata Mondiale della lotta alla Sindrome Fetoalcolica che ci celebra il 9 settembre.
“Lo studio – dice Pichini – si propone di valutare il reale consumo di alcol nelle donne in gravidanza o che desiderano avere un figlio, attraverso la determinazione del biomarcatore etilglucuronide (EtG) nei capelli della madre in associazione ad un questionario sulle abitudini materne e il monitoraggio dell’esposizione prenatale mediante la determinazione dell’EtG nel meconio neonatale”.

Il progetto, inoltre, si articola in altri due punti che riguardano l’informazione scientifica e la formazione. Si vuole così da un lato rendere consapevoli le donne e i loro partner dei rischi che corrono consumando alcol in gravidanza, dall’altro supportare i professionisti della salute. Per sostenere questo lavoro il Centro Nazionale e Dipendenze e Doping ha prodotto due instant-book, il primo sulla diagnosi precoce della sindrome fetoalcolica e lo spettro dei disordini fetoalcolici, dal titolo: “Pensiamo ai Bambini – Non bere, la sindrome feto-alcolica è un pericolo che non tutti conoscono”, rivolto a ginecologi, ostetrici, neonatologi e pediatri.
Il secondo: “Sindrome Feto Alcolica – Responsabilità fin dall’inizio”, dedicato sia ai professionisti della salute, che agli assistenti sociali, educatori e genitori. Questo opuscolo spiega come interfacciarsi nella vita quotidiana con bambini, adolescenti ed adulti affetti da sindrome fetoalcolica, illustrando i diritti e fornendo una serie di consigli utili.

Da 15 settembre inoltre parte il programma di Formazione a Distanza (FAD), in collaborazione con Associazione Italiana Disordini da Esposizione Fetale ad Alcol e/o Droghe, per ginecologi, ostetriche/ci, neonatologi, pediatri e infermieri e per psicologi, psicoterapeuti, assistenti sociali sulla “Prevenzione, diagnosi precoce e trattamento mirato dello Spettro dei Disturbi Feto Alcolici (Fetal Alcohol Spectrum Disorder, FASD) e della Sindrome Feto Alcolica (Fetal Alcohol Syndrome, FAS)” su www.eduiss.it.

I dettagli del programma sono disponibili nella sezione formazione del sito www.iss.it.”

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