IL CONFINE: NARRARE IL NARCOTRAFFICO OGGI

Con la pubblicazione de “Il confine“, tradotto in Italia da Einaudi, Don Winslow ha concluso la sua magistrale trilogia sulla guerra alla droga, arrivando fino ai giorni nostri. Ambientato, come i due romanzi precedenti, “Il potere del cane” e “Il cartello”, fra USA e Messico, Winslow si concentra sul versante americano del narcotraffico e dei paradossi e conflitti innescati dalla guerra alla droga. In più di 900 pagine, lo scrittore americano alterna fiction e realtà, grazie a un poderoso lavoro di documentazione condotto in più di 20 anni. “Il confine” ricostruisce con molta verosimiglianza, in particolare, la guerra per l’egemonia dei traffici tra i nuovi cartelli messicani e l’avvio delle loro nuove strategie “commerciali”. Infatti, la narrazione mostra la nuova “fase” dei cartelli messicani verso il ricco mercato nordamericano: dal traffico di cannabis e cocaina a quello di eroina e dei nuovi oppiacei. Viene così ricostruita, con molta chiarezza, l’emergenza legata all’abuso di farmaci oppiodi, diffusasi negli USA a metà degli anni ’00, e che è alla base dell’epidemia successiva di morti per overdose da eroina e da fentanyl.

Anche altri episodi reali confluiscono nel romanzo: dalla sparizione e dall’uccisione di 43 studenti in Messico alla durissima lotta per il potere fra i nuovi cartelli dopo gli arresti o le uccisioni dei capi precedenti, dalla crisi del cartello di Sinaloa alle strategie della DEA e degli altri organismi di lotta alla droga. Sullo sfondo, si muovono i tanti personaggi della vicenda, in una sorta di “Guerra e pace” della lotta alla droga. Un libro, o meglio una trilogia, destinati a far discutere e a dividere l’opinione pubblica per la chiarezza e il rigore con cui, usando la fiction, Don Winslow riesce a parlare della questione droga intrecciando potere, corruzione, denaro, politica, criminalità, economia e finanza.

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