INTERVISTA AL MINISTRO FONTANA: RIVEDERE LA MODICA QUANTITA’

In un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera, il ministro della Famiglia con delega alle Tossicodipendenze Lorenzo Fontana esprime una serie di considerazioni sui cambiamenti dei consumi e delle forme di dipendenze associate alle droghe. Di particolare importanza un passaggio nel quale Fontana auspica un “superamento” del concetto di “modica quantità”, giudicato inadeguato e inefficace dal punto di vista repressivo. Il ministro dà anche un giudizio severo sulla cannabis “light” e ritiene importante che i SerD affrontino in maniera integrata e globale tutte le dipendenze patologiche.

Di seguito i passaggi più significativi dell’intervista: “Ministro, quali sono le caratteristiche del fenomeno?

«Le droghe sono più facilmente accessibili e meno costose e sono cambiate le modalità di utilizzo. A eroina e cocaina si affiancano nuove sostanze reperibili sul web, droghe sintetiche pericolosissime che si tendono a mescolare e assumere con grandi quantità di alcool. Ma anche la cannabis è un problema diverso dal passato».

In che modo?

«Ha causato un grande aumento delle richieste di trattamento presso i Serd, degli accessi ai pronto soccorso per intossicazione acuta, dei ricoveri nelle Comunità a causa della forte concentrazione del principio attivo contenuto».

Al di là dell’impegno degli operatori, i Serd non sono oramai inadeguati a rispondere alla sfida?

«Gli orientamenti scientifici e organizzativi internazionali ci dicono che occorre un approccio globale e integrato. I Serd quindi devono essere aggiornati per affrontare tutte le varie forme di dipendenza. Sono proprio le neuroscienze a dirci che c’è una base comune nelle dipendenze, che anzi spesso coesistono».

Lei pensa di superare la modica quantità?

«Certo. Ci stiamo lavorando con il ministro Salvini. Non possiamo pensare che si formi una riserva nella mente dei ragazzi secondo cui un pochino sia ammissibile drogarsi. In più, la modica quantità è un aiuto prezioso per gli spacciatori che difficilmente si fanno trovare con quantità superiori: vengono arrestati e in serata sono già liberi. Devo anche dire che la cosiddetta canapa legale, sorretta da importanti investimenti in marketing, credo non trasmetta un buon messaggio ».

La conferenza nazionale sulle droghe non si fa da 11 anni. Pensa sia uno strumento da rilanciare?

«Il confronto tra le parti in gioco è fondamentale. Ma è vero però che oggi esistono metodi più avanzati e meno costosi per la concertazione delle strategie. La conferenza nazionale nasce circa 30 anni fa, è possibile pensare a nuove modalità per la sua realizzazione».

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