DALL’ALCOLISMO AL BERE: L’APPROCCIO DI HUDOLIN

Sul sito di Ars sono liberamente fruibili -e scaricabili- le relazioni, presentate il 19 gennaio a Firenze presso l’istituto Stensen, tenute al Convegno regionale “Dipendere”. Di seguito, si fornisce una sintesi del contributo di Guido Guidoni, Responsabile UF Dipendenze, Zona Fiorentina Nord-ovest Az. USL Toscana Centro, sull’approccio ecologico-sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi messo a punto dal prof. Vladimir Hudolin, e alla base dei Club degli Alcolisti in Trattamento (CAT). Il prof. Hudolin cominciò a interessarsi di alcol e droghe negli anni ’50, anche se è sul fronte dell’alcolismo che la sua opera è più conosciuta. I primi club da lui fondati in Jugoslavia furono da lui denominati Club degli Alcolisti in Trattamento, e si diffusero rapidamente in tutto il paese. Fu poi la volta dell’Italia, paese dove questo approccio ha riscosso molto successo e importanti riconoscimenti dal sistema pubblico. Il nostro è inoltre il paese dove si è registrata la massima diffusione dei CAT, oltre 2.200 nel periodo di loro maggiore espansione.

Come si caratterizza il modello teorico e di cura elaborato da Hudolin? Si riporta di seguito un passaggio centrale del contributo di Guidoni: “L’aspetto rivoluzionario dell’approccio di Hudolin derivò dal fatto che non si occupava solo dell’alcolismo di poche persone ma del bere di tutti. Attraverso le settimane di formazione egli non solo forniva la metodologia di trattamento degli alcolisti e delle loro famiglie ma soprattutto metteva in discussione la nostra “cultura del bere” proponendo il suo modello che negli anni era andato definendosi come “approccio ecologico sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi”. Questo interpreta l’alcolismo e gli altri problemi alcolcorrelati né come un “vizio” né come una malattia ma come un comportamento, uno stile di vita determinato è da molteplici fattori di natura biologica, psicologica, socio-culturale e antropo-spirituale, ecc. tra i quali particolare importanza viene attribuita alla cultura del bere della comunità dove le persone vivono e lavorano. L’accento veniva così spostato dall’alcolismo al bere“.

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