CASSAZIONE SULLA CANNABIS LIGHT: LEGALE LO 0,2% DI THC

Una sentenza della Cassazione ha fatto chiarezza attorno ai limiti tollerabili di concentrazione di THC nella cannabis light in vendita in Italia, regolata dalla legge 242/2016, fissati entro lo 0,2%. Sarebbero così fuori legge i coltivatori e i commercianti che, in questi mesi, si attenevano a concentrazioni di THC più elevate, comprese fra 0,3% e 0,6% di THC. Sostiene Leonardo Fiorentini su Fuoriluogo: “La Corte dice anche che per la contestazione dello spaccio non è sufficiente superare tale limite, ma è necessario che si superi “l’effetto drogante rilevabile”, fissato in giurisprudenza allo 0,5%. Le motivazioni forse potranno chiarire ancora meglio il quadro sugli usi consentiti per le infiorescenze. Si conferma comunque l’interpretazione (cfr. Bulleri, il manifesto del 30/5/2018) che sosteneva che il limite dello 0,6% fosse una semplice clausola di salvaguardia dalle conseguenze penali per il coltivatore che si fosse trovato, per le normali variazioni colturali della canapa, con piante che in campo superassero tale limite. Questo mette fuori dalla legalità i prodotti che in questi mesi di incertezza normativa avevano giocato sulla forbice 0,2/0,6% di THC per stare sul mercato“.

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