RIDUZIONE DEL DANNO E LEA

Si è svolto il 13 giugno a Torino un convegno, promosso dall’Assessorato regionale alla Sanità e da numerose associazioni, dedicato alla riduzione del danno. Solo l’anno scorso in Italia le politiche di riduzione del danno sono entrate e far parte dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), nonostante siano praticate da oltre 20 anni. Con riduzione del danno si intendono generalmente le politiche, i programmi e le prassi che mirano a ridurre i danni correlati all’uso di sostanze psicoattive in persone che non sono in grado o che non vogliono smettere di assumere sostanze. Nonostante le resistenze e le diffidenze che continuano a esservi rispetto alla diffusione di queste pratiche, si ritiene generalmente che la riduzione del danno comporti importanti benefici per la popolazione con interventi a basso costo ed elevato impatto sulla salute. Innegabile in particolare la sua importanza per ridurre drasticamente i casi di infezione da HIV, enfatizzati nell’intervento dell’assessore regionale alla Sanità Saitta. “Oggi, i casi di infezione da HIV si sono ridotti nei soggetti con problemi di dipendenza grazie agli interventi di riduzione del danno e di limitazione dei rischi. Secondo i dati presentati da Saitta, dal 1999, si rileva una continua riduzione delle diagnosi attribuibili allo scambio di siringhe non sterili in IDU (Injecting drug user ). Questa modalità, che nel 1999 rappresentava il 30% del totale delle diagnosi dell’anno, scende al 2% (5 nuove diagnosi) nel 2016″.

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