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	<title>CESDA</title>
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	<description>centro studi e documentazione su dipendenze e aids</description>
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	<title>CESDA</title>
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		<title>Un nuovo CPR in Toscana?</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/14/un-nuovo-cpr-in-toscana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 06:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CARCERE]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[CPR]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Toscana si accende lo scontro politico e istituzionale attorno alla realizzazione di un Centro di permanenza per i rimpatri </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/14/un-nuovo-cpr-in-toscana/">Un nuovo CPR in Toscana?</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Si sta riaprendo il dibattito sulla possibilità di aprire un CPR &#8211; Centro di Permanenza per il Rimpatrio anche sul territorio toscano.<br />
</strong>I Cpr sono strutture dello Stato italiano destinate a trattenere temporaneamente cittadini stranieri privi di permesso di soggiorno, in vista della loro espulsione dal territorio nazionale. Al momento in Italia<span data-subtree="aimfl,mfl" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 400; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(10, 10, 10);"> sono attivi </span><strong class="Yjhzub" data-sfc-root="c" data-sfc-cb="" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 600; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(10, 10, 10);">10 Centri di Permanenza per il Rimpatrio</strong> situati a Milano, Gradisca d&#8217;Isonzo (GO), Ponte Galeria (Roma), Palazzo San Gervasio (PZ), Macomer (NU), Brindisi, Bari, Trapani, Caltanissetta e Torino.</p>
<p>Da un articolo della Nazione si legge che il luogo individuato per il Centro in Toscana sarebbe Pallerone, una frazione di Aulla, in provincia di Massa Carrara. Si tratta di un sito risalente al 1917, dismesso da decenni e inserito tra quelli da bonificare, scelto per la sua posizione isolata e la vicinanza all’autostrada. Tuttavia, restano dubbi sulle condizioni effettive dell’area e sui tempi necessari per renderla operativa.</p>
<p>Ancora la questione rimane aperta. Sul piano politico, il presidente della Regione, Eugenio Giani, ribadisce la sua netta contrarietà, definendo la scelta “assurda e sbagliata”, sia per il metodo che per il luogo individuato. Il fronte opposto, guidato da Fratelli d’Italia e sostenuto dal sindacato di polizia Sap, insiste invece sulla necessità di rafforzare la sicurezza e alleggerire il carico operativo delle forze dell’ordine, oggi impegnate in lunghi trasferimenti fuori regione.</p>
<p>Sul fronte del no si schierano anche Cgil e altre realtà civiche, che contestano decisioni calate dall’alto e chiedono maggiore confronto. Il dibattito resta aperto, tra esigenze di sicurezza, diritti e sostenibilità territoriale.</p>
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		<title>L&#8217;emergenza sommersa dei minori stranieri non accompagnati</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/13/lemergenza-sommersa-dei-minori-stranieri-non-accompagnati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 07:41:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[DIPENDENZE COMPORTAMENTALI]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[consumo di sostanze]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’abuso di sostanze tra i minori stranieri non accompagnati emerge sempre più come un fenomeno complesso, lontano dalla semplice idea di devianza giovanile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/13/lemergenza-sommersa-dei-minori-stranieri-non-accompagnati/">L&#8217;emergenza sommersa dei minori stranieri non accompagnati</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La tematica del consumo di sostanze tra i minori stranieri non accompagnati continua ad essere presente e problematica. Un articolo di Vita riprende uno studio del Centro studi di politica internazionale &#8211; Cespi in riferimento a &#8220;<a href="https://www.cespi.it/sites/default/files/osservatori/allegati/cespi_msna_e_dipendenze_2026.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Abuso e dipendenza da sostanze psicotrope e alcol nei minori stranieri non accompagnati</em> <em>entrati nel circuito penale&#8221;.</em></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’abuso di sostanze tra i minori stranieri non accompagnati emerge sempre più come un fenomeno complesso, lontano dalla semplice idea di devianza giovanile. La ricerca mette in luce come il consumo di droghe e alcol sia spesso legato a condizioni di forte vulnerabilità, più che a scelte individuali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="417" data-end="891">Secondo lo studio, condotto inizialmente nel Lazio, l’uso di sostanze si sviluppa soprattutto dopo l’arrivo in Italia e si configura come una <strong>forma di “auto-cura”</strong>. Molti ragazzi, segnati da traumi migratori, solitudine e difficoltà di integrazione, ricorrono a cannabis, alcol o psicofarmaci per gestire ansia, frustrazione e disagio emotivo. In questo senso,<strong> la sostanza diventa uno strumento per attenuare il dolore psicologico e costruire una sorta di rifugio temporaneo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="893" data-end="1309">I dati raccolti nei centri di accoglienza confermano la diffusione del fenomeno: <strong>oltre il 70% delle strutture segnala casi di consumo diretto, con cannabis e alcol tra le sostanze più utilizzate, seguite da farmaci e droghe più pesanti.</strong> Un quadro che riflette non solo la disponibilità di sostanze nei contesti urbani, ma anche la fragilità di questi giovani, spesso privi di reti familiari e di un supporto stabile.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="893" data-end="1309">In parallelo, emerge con forza<strong> il tema della salute mentale, che rappresenta un’emergenza spesso sommersa.</strong> Studi epidemiologici europei degli ultimi anni documentano <strong>un’alta incidenza di disturbi psichici tra questi minori:</strong> i sintomi da disturbo post-traumatico da stress raggiungono il 43%, quelli di depressione fino al 61,6% e quelli di ansia tra il 32,6% e il 38,2%. Si registra inoltre una maggiore frequenza di tentativi di suicidio rispetto ai coetanei, a conferma della profondità del disagio vissuto.</p>
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		<title>Symposium WTFC Genova 2026</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/12/symposium-wtfc-genova-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 06:51:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DISTURBO DA GIOCO D'AZZARDO]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[comunità terapeuetiche]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esperti e comunità terapeutiche internazionali si riuniranno a Genova dal 18 al 20 maggio per il Symposium Wftc 2026, appuntamento mondiale dedicato alle strategie di intervento</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/12/symposium-wtfc-genova-2026/">Symposium WTFC Genova 2026</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="relative w-full overflow-visible">
<section class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none [--shadow-height:45px] has-data-writing-block:pointer-events-none has-data-writing-block:-mt-(--shadow-height) has-data-writing-block:pt-(--shadow-height) [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto R6Vx5W_threadScrollVars scroll-mb-[calc(var(--scroll-root-safe-area-inset-bottom,0px)+var(--thread-response-height))] scroll-mt-(--header-height)" dir="auto" data-turn-id="21a89eb6-27c2-4e82-82d8-153991e3b8ab" data-turn-id-container="21a89eb6-27c2-4e82-82d8-153991e3b8ab" data-testid="conversation-turn-13" data-scroll-anchor="false" data-turn="user"></section>
<div class="contents" style="text-align: justify;"><strong>Le dipendenze rappresentano oggi una delle principali emergenze sanitarie e sociali a livello globale</strong>, con numeri in costante crescita e forme sempre più complesse. In un articolo di VITA si legge che secondo i dati dell’United Nations Office on Drugs and Crime 2023, nel mondo sono circa 296 milioni le persone che fanno uso di sostanze, mentre quasi 40 milioni soffrono di disturbi correlati alle dipendenze.<br />
<strong>Negli ultimi dieci anni il fenomeno è aumentato del 20%, coinvolgendo non solo l’abuso di droghe e alcol, ma anche dipendenze comportamentali come il gioco d’azzardo patologico e l’uso problematico delle tecnologie digitali.</strong> Per dare uno spaccato italiano si rileva come il volume economico del gioco d’azzardo supera i 130 miliardi di euro, mentre circa 130mila persone sono seguite dai Servizi per le Dipendenze (SerD).</div>
</div>
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<p style="text-align: justify;" data-start="758" data-end="1465" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Di fronte a questo scenario,<strong> esperti e comunità terapeutiche internazionali si riuniranno a Genova dal 18 al 20 maggio per il Symposium Wftc 2026, appuntamento mondiale dedicato alle strategie di intervento</strong>. Si tratta di un incontro internazionale che riunirà comunità terapeutiche, istituzioni ed esperti delle dipendenze provenienti da tutto il mondo. L’obiettivo sarà definire strategie condivise di prevenzione, cura e reinserimento sociale, raccolte nella futura <strong>“Carta di Genova 2026”.</strong></p>
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<section class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none [--shadow-height:45px] has-data-writing-block:pointer-events-none has-data-writing-block:-mt-(--shadow-height) has-data-writing-block:pt-(--shadow-height) [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto [content-visibility:auto] supports-[content-visibility:auto]:[contain-intrinsic-size:auto_100lvh] R6Vx5W_threadScrollVars scroll-mb-[calc(var(--scroll-root-safe-area-inset-bottom,0px)+var(--thread-response-height))] scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" data-turn-id="request-WEB:cd67b8fc-1aa9-440c-9800-73de44aa66ed-7" data-turn-id-container="request-WEB:cd67b8fc-1aa9-440c-9800-73de44aa66ed-7" data-testid="conversation-turn-16" data-scroll-anchor="false" data-turn="assistant">
<div class="text-base my-auto mx-auto pb-10 [--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-xs,calc(var(--spacing)*4))] @w-sm/main:[--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-sm,calc(var(--spacing)*6))] @w-lg/main:[--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-lg,calc(var(--spacing)*16))] px-(--thread-content-margin)">
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<div class="z-0 flex min-h-[46px] justify-start" style="text-align: justify;">Al centro del confronto vi sarà la necessità di sviluppare modelli sempre più integrati e multidisciplinari, capaci di unire prevenzione, trattamento clinico, supporto psicologico, inclusione sociale e reinserimento lavorativo.</div>
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		<item>
		<title>Fumo di tabacco e riduzione dei rischi</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/11/fumo-di-tabacco-e-riduzione-dei-rischi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 06:26:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[nicotina e tabacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Decenni di evidenze scientifiche dimostrano che è l’esposizione al fumo prodotto dalla combustione — non la nicotina in sé — a causare le malattie correlate al tabacco.<br />
Questa distinzione è fondamentale: mentre la nicotina crea dipendenza, sono le migliaia di sostanze tossiche generate dalla sigaretta tradizionale a causare cancro e patologie cardiovascolari.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Un articolo pubblicato sul sito MOHRE ci ricorda che nonostante decenni di campagne antifumo il mondo conta ancora </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="63">un miliardo di fumatori</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="86"> e oltre </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="95">7 milioni di decessi annui</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="121">. Tuttavia, una nuova prospettiva scientifica pubblicata su </span><i class="ng-star-inserted" data-start-index="181">Nature Health</i><span class="ng-star-inserted" data-start-index="194"> suggerisce che la chiave per accelerare il declino del tabagismo non sia vietare la nicotina, ma eliminare la combustione</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="316">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="317"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="345">Decenni di evidenze scientifiche dimostrano che è l’esposizione al fumo prodotto dalla combustione — non la nicotina in sé — a causare le malattie correlate al tabacco</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="514">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="317"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="514"> Questa distinzione è fondamentale: mentre la nicotina crea dipendenza, sono le migliaia di sostanze tossiche generate dalla sigaretta tradizionale a causare cancro e patologie cardiovascolari</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="707">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="708"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="708">I dati internazionali confermano l&#8217;efficacia delle alternative </span><i class="ng-star-inserted" data-start-index="771">smoke-free</i><span class="ng-star-inserted" data-start-index="781">. La </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="786">Svezia</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="792">, grazie all&#8217;uso dello snus, vanta tassi di cancro ai polmoni inferiori alla metà della media UE</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="888">. </span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="708"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="888">La </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="893">Nuova Zelanda</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="906"> ha visto un crollo drastico del fumo dopo il 2018, rendendo le sigarette elettroniche regolamentate più accessibili</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1022">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1023"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1023">Il problema attuale, secondo gli esperti, è il paradosso normativo per cui i prodotti più letali restano ampiamente disponibili, mentre le alternative meno dannose affrontano restrizioni severe</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1216">. Johann Rossi Mason, direttrice di MOHRE, spiega: </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1267">&#8220;L&#8217;idea è apparentemente semplice: poiché non tutti i prodotti al nicotina sono ugualmente pericolosi, non dovrebbero essere trattati dalla legge come se lo fossero&#8221;</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1432">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1433"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1433">Per raggiungere l&#8217;obiettivo di una prevalenza di fumatori inferiore al </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1504">5% entro il 2040</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1520">, è necessaria una volontà politica che integri la riduzione del danno, superando le resistenze ideologiche e puntando su una regolamentazione proporzionata al rischio reale dei prodotti.</span></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Onde di salute</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/10/onde-di-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 06:55:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[medicina di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>il podcast che ti informa, in modo semplice e chiaro, sui principali temi riguardanti la salute, in un’ottica di genere.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fondazione Onda ETS è l&#8217;Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere che dal 2005 promuove un approccio alla salute orientato al genere.</strong></p>
<p>La necessità nello studio della medicina di adottare un approccio orientato al genere nasce dal fatto che uomini e donne, infatti, pur essendo soggetti alle medesime patologie, presentano sintomi, progressione delle malattie e risposta ai trattamenti molto diversi tra loro. L&#8217;obiettivo della Fondazione è quello di costruire una cultura della salute di genere a diversi livelli: <strong>istituzionale, sanitario-assistenziale, scientifico-accademico e sociale. </strong></p>
<p><strong>Il podcast Onde di salute</strong> è uno strumento per informare in modo semplice e chiaro sulle diverse tematiche legate alla medicina di genere. Ogni puntata tratta una tematica diversa, dai fattori di rischio, alle malattie croniche, l&#8217;invecchiamento e ancora la violenza contro le donne.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Profilassi HIV e farmaco a lunga durata</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/09/profilassi-hiv-e-farmaco-a-lunga-durata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 07:19:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HIV/AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[Infezioni sessualmente trasmissibili]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco HIV long acting]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si tratta della formulazione intramuscolare di cabotegravir (Apretude) a lunga durata di azione (long acting, LA) che è stata approvata dall' AIFA</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/09/profilassi-hiv-e-farmaco-a-lunga-durata/">Profilassi HIV e farmaco a lunga durata</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Presto in Italia sarà disponibile il <strong>primo farmaco a somministrazione iniettabile per prevenire l’infezione da HIV. </strong>A darne notizia è il sito dell&#8217;associazione NADIR.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta della<strong> formulazione intramuscolare di cabotegravir</strong> (Apretude) a lunga durata di azione (long acting, LA) che è stata approvata dall&#8217; AIFA.</p>
<p class="p3" style="text-align: justify;">Negli studi clinici cabotegravir ha registrato i <strong>migliori risultati di successo nella prevenzione</strong> rispetto alla formulazione della PrEP orale attualmente in uso. La formulazione sarà somministrata dopo un mese dalla prima iniezione e ogni due mesi a partire dalla terza.</p>
<p class="p3" style="text-align: justify;">Il farmaco offre una nuova opzione per personalizzare la prevenzione a chi è esposto all’HIV e rappresenta una evidente facilitazione ai problemi legati all’aderenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Potranno usufruirne le persone di oltre 16 anni di età che, pur esposte, non hanno contratto il virus</strong> o nei casi di:</p>
<ul class="ul1">
<li class="li3" style="text-align: justify;">scarsa aderenza alla PrEP orale già disponibile da un paio di anni (tdf + ftc);</li>
<li class="li3" style="text-align: justify;">controindicazioni alla PrEP orale;</li>
<li class="li3" style="text-align: justify;">ridotta funzione renale (GFR &lt; 60 ml/min);</li>
<li class="li3" style="text-align: justify;">condizioni di fragilità che possono ostacolare l’accesso o la continuità della PrEP orale (ad es. donne Transgender o Cisgender;</li>
<li class="li3" style="text-align: justify;">sex workers;</li>
<li class="li3" style="text-align: justify;">persone con problemi di salute mentale;</li>
<li class="li3" style="text-align: justify;">dipendenze;</li>
<li class="li3" style="text-align: justify;">persone senza dimora fissa con problemi di continuità di aderenza alla PrEP orale.</li>
</ul>
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		<title>I passi avanti della psilocibina</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/08/i-passi-avanti-della-psilocibina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 06:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze psichedeliche]]></category>
		<category><![CDATA[allucinogeni]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[psilocibina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono alcune novità sull'utilizzo della psilocibina, potrebbe arrivare il primo farmaco brevettato</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In un articolo del POST si torna a leggere di <strong>psilocibina come principio attivo usato per curare la depressione.</strong> La psilocibina è la sostanza psicoattiva contenuta all&#8217;interno dei funghi allucinogeni.</p>
<p style="text-align: justify;">Si fa riferimento in particolare alle persone affette da <strong>depressione resistente al trattamento,</strong> ovvero chi non raggiunge più miglioramenti dall&#8217;assunzione di antidepressivi, ne cambiando tipologia di farmaco ne apportando modifiche ai dosaggi. Questa condizione riguarda almeno 100 milioni di persone nel mondo. Gli antidepressivi non funzionano per tutte le persone a cui viene diagnosticata una depressione.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi anni si è letto di molti studi riguardo l&#8217;utilizzo di psichedelici nella cura dei disturbi del comportamento, che però hanno spesso riscontrato delle problematiche a livello di metodologia o non sono arrivati alla traduzione in nuovi trattamenti terapeutici anche per questioni di tipo economico.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel Febbraio 2026 la<strong> società britannica Compass Pathways ha annunciato i risultati di uno studio per una nuova terapia a base di psilocibina per la cura della depressione. Se la FDA, l’ente regolatorio statunitense, approverà il trattamento, per la prima volta nella storia uno psichedelico sarà disponibile come farmaco brevettato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dallo studio emerge come<strong> la molecola altera temporaneamente l’attività della rete cerebrale a riposo, la cosiddetta “Default Mode Network”, quella che si attiva quando non siamo concentrati su nulla in particolare</strong>. Si legge dall&#8217;articolo come nella depressione grave questa rete è iperattiva e tiene il cervello bloccato in schemi ripetitivi negativi. La psilocibina riesce a indebolire questo meccanismo anche per settimane, molto dopo che la molecola è stata eliminata dall’organismo. Inoltre, non sembra creare dipendenza.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;accesso alla psilocibina esiste già in alcuni paesi, in modalità diverse e con percorsi terapeutici di vario genere. In Italia, la prima sperimentazione clinica nazionale è iniziata la scorsa estate, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità grazie all’autorizzazione dell’Agenzia italiana del farmaco. La prima dose è stata somministrata a una donna di 63 anni il 4 febbraio scorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Parallelamente alla ricerca scientifica, si stanno muovendo anche le istituzioni. In un articolo del 18 Aprile 2026 (https://www.ilpost.it/2026/04/19/donald-trump-ordine-esecutivo-psichedelici/)  si legge che <strong><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Donald Trump</span></span> ha firmato un ordine esecutivo per facilitare l’accesso terapeutico ad alcune sostanze psichedeliche, tra cui la psilocibina.</strong> Tuttavia, l’eventuale diffusione clinica su larga scala dipenderà comunque dalle valutazioni delle autorità regolatorie.</p>
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		<title>Lavoro di riduzione del danno e tutele per gli operatori</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/07/lavoro-di-riduzione-del-danno-e-tutele-per-gli-operatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 15:16:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NORMATIVA]]></category>
		<category><![CDATA[OPPIACEI]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[eroina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo integralmente il Comunicato stampa del CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti) sulla vicenda che ha coinvolto operatori della Riduzione del danno della Cooperativa Borgorete di Perugia.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><em>5 maggio 2026</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>CNCA-Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti</strong> è vicino alla cooperativa perugina Borgorete, che vede coinvolti la coordinatrice e due operatori dei suoi servizi di Riduzione del danno in un provvedimento giudiziario che riteniamo totalmente infondato. I tre operatori della cooperativa, infatti, sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di favoreggiamento perché, secondo l’autorità giudiziaria, non avrebbero collaborato alle indagini avviate per identificare la persona che, nell’aprile 2024, avrebbe consegnato una dose di eroina risultata contaminata da Fentanyl.</p>
<p style="text-align: justify;">In verità gli operatori della cooperativa hanno esercitato il loro diritto/dovere di osservare il segreto professionale, a loro riconosciuto dall’<strong>art.</strong> <strong>120, comma 7, del DPR 309/1990</strong>, che stabilisce quanto segue: «Gli operatori del servizio pubblico per le tossicodipendenze e delle strutture private autorizzate ai sensi dell’articolo 116, salvo l’obbligo di segnalare all’autorità competente tutte le violazioni commesse dalla persona sottoposta al programma terapeutico alternativo a sanzioni amministrative o ad esecuzione di pene detentive, <strong>non possono essere obbligati a deporre su quanto hanno conosciuto per ragione della propria professione, né davanti all’autorità giudiziaria né davanti ad altra</strong> <strong>autorità</strong>» (grassetto nostro). L’autorità giudiziaria contesta agli operatori della cooperativa la non condivisione di informazioni che essi hanno raccolto nell’attività realizzata con il proprio servizio di Riduzione del danno, svolto in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale, per il quale essi sono perciò <strong>incaricati di pubblico servizio</strong>. Dunque, tenuti a rispettare il segreto professionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono evidenti le ragioni che rendono sensato, anzi <strong>indispensabile</strong>, tale riconoscimento da parte dell’ordinamento. Gli operatori della Riduzione del danno operano in contesti in cui occorre stabilire relazioni di fiducia con più soggetti, a cominciare dai consumatori, per perseguire in modo efficace un unico scopo: quello di <strong>garantire la tutela della salute delle persone, riducendo i danni e i rischi connessi all’assunzione di droghe</strong>. Il bene pubblico che è in gioco – la salute delle persone e, in casi estremi, persino loro stessa vita – giustificano ampiamente l’inserimento degli operatori sociali che svolgono un pubblico servizio nel novero dei soggetti destinatari dell’obbligo di opporre il segreto professionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Come CNCA, ci auguriamo che questa vicenda non finisca per alimentare nuove strumentalizzazioni contro l’approccio della Riduzione del danno, <strong>i cui servizi e interventi sono previsti nei Livelli essenziali di assistenza</strong> che lo stato dovrebbe garantire su tutto il territorio nazionale. Come, purtroppo, ancora non è. La Riduzione del danno è uno strumento chiave per la tutela della salute pubblica, per salvare vite umane  – riducendo il numero di overdose e gli incidenti stradali mortali, ad esempio – e per limitare una grande varietà di rilevanti danni sanitari e sociali, portando anche benefici economici per le casse dello stato, visti i bassi costi di tali servizi rispetto ai costi dei danni che contribuisce a prevenire.</p>
<p>Ci auguriamo, quindi, che la magistratura – in cui abbiamo piena fiducia – accerti la correttezza della condotta dei tre operatori di Borgorete, la cui vicenda continueremo a seguire in modo puntuale.</p>
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		<title>Il consumo di droghe e la conseguenze sui lavoratori</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/07/il-consumo-di-droghe-e-la-conseguenze-sui-lavoratori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 06:48:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[droghe e lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'aggravarsi, in questi ultimi dieci anni, della situazione sanitaria è una conseguenza delle politiche governative, più orientate alla repressione dei consumatori che alla comprensione del fenomeno sia dal punto di vista scientifico che sociale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/07/il-consumo-di-droghe-e-la-conseguenze-sui-lavoratori/">Il consumo di droghe e la conseguenze sui lavoratori</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La crisi sanitaria provocata dal consumo di droghe in Canada sta avendo ripercussioni forti anche sui lavoratori. Sul sito di ADUC viene riportata una intervista al direttore esecutivo della Canadian Drug Policy Coalition, DJ Larkin, che &#8220;(&#8230;) ha sottolineato con forza come <strong>l&#8217;epidemia di droghe adulterate sia a tutti gli effetti una questione che riguarda il mondo del lavoro</strong>, non solo le fasce più marginalizzate della popolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Larkin, <strong>sono proprio i lavoratori del settore pubblico a pagare il prezzo più alto dell&#8217;inerzia governativa</strong>: operatori sanitari e sociali, dipendenti comunali, addetti all&#8217;edilizia popolare e ai centri comunitari, lavoratori dell&#8217;istruzione, bibliotecari e lavoratori all&#8217;aperto si trovano ogni giorno in prima linea di fronte a una crisi che le politiche attuali non riescono ad arginare&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Larkin l&#8217;aggravarsi, in questi ultimi dieci anni, della situazione sanitaria è una conseguenza delle politiche governative, più orientate alla repressione dei consumatori che alla comprensione del fenomeno sia dal punto di vista scientifico che sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel suo intervento, al Congresso annuale di CUPE BC — il più grande sindacato della provincia della Columbia Britannica, ha sostenuto il lavoro svolto per abbattere lo stigma verso i consumatori e a considerare &#8220;(&#8230;) <strong> il consumo di sostanze come qualcosa da affrontare con supporto, non con la sola sanzione disciplinare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Svezia: calo importante dei fumatori di sigarette</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/06/svezia-calo-importante-dei-fumatori-di-sigarette/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 07:04:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31732</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il successo svedese è attribuito a una strategia che favorisce alternative alla nicotina meno dannose rispetto alle sigarette tradizionali, poiché prive della tossicità da combustione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/06/svezia-calo-importante-dei-fumatori-di-sigarette/">Svezia: calo importante dei fumatori di sigarette</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">La </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="3">Svezia</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="9"> ha raggiunto un traguardo storico diventando il primo paese al mondo ufficialmente </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="93">&#8220;senza fumo&#8221;</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="105">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="105">La notizia viene riportata dal sito MOHRE. Secondo i dati del Consiglio svedese per l&#8217;informazione su alcol e altre droghe (CAN), il numero di fumatori giornalieri è sceso al </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="239">3,7%</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="243">, una percentuale significativamente inferiore alla soglia globale del 5% stabilita per definire un Paese come libero dal fumo.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="370">Alla base del successo svedese c&#8217;è una strategia ben precisa, che favorisce </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="433">alternative alla nicotina meno dannose</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="471"> rispetto alle sigarette tradizionali, poiché prive della tossicità da combustione.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="553"> Prodotti come lo </span><a href="https://www.marionegri.it/magazine/snus"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="572">snus</b></a><span class="ng-star-inserted" data-start-index="576">, le bustine di nicotina e le sigarette elettroniche sono stati resi accettabili, accessibili e convenienti, offrendo ai fumatori una via concreta per abbandonare il tabacco combusto</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="758">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="758"> Grazie a questo approccio, la Svezia ha </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="800">dimezzato il numero di fumatori</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="831"> in un periodo in cui il resto dell&#8217;Unione Europea ha registrato cali molto più modesti</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="918">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="919"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="919">L&#8217;impatto sulla salute pubblica è evidente: la Svezia presenta oggi il tasso di fumatori più basso d&#8217;Europa e una riduzione drastica delle malattie correlate</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1076">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="919"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1076"> Tra i dati più significativi figurano una </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1120">mortalità per cancro ai polmoni maschile inferiore del 61%</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1178"> rispetto alla media UE e decessi totali per cancro inferiori del 34%.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1248"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1248">Nonostante ciò, le fonti evidenziano come la </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1293">Commissione Europea</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1312"> tenda a ignorare questi risultati, orientandosi verso normative (come la futura TPD3) che potrebbero limitare proprio i prodotti che hanno favorito il declino del fumo in Svezia.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1248"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1490">Johann Rossi Mason, direttrice del MOHRE, definisce questo atteggiamento &#8220;miope&#8221; anche sotto il profilo economico: in Italia, ad esempio, a fronte di 9,6 miliardi di euro di accise dal tabacco, le malattie fumo-correlate costano allo Stato ben </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1736">26 miliardi ogni anno.</b></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1248"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1757"> In conclusione, la Svezia rappresenta un modello di riduzione del danno che, secondo gli esperti, l&#8217;Europa dovrebbe emulare anziché osteggiare.</span></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/06/svezia-calo-importante-dei-fumatori-di-sigarette/">Svezia: calo importante dei fumatori di sigarette</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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