Svezia: calo importante dei fumatori di sigarette

Aumentano i consumatori di prodotti alternativi a base di nicotina

Il successo svedese è attribuito a una strategia che favorisce alternative alla nicotina meno dannose rispetto alle sigarette tradizionali, poiché prive della tossicità da combustione

data di pubblicazione:

6 Maggio 2026

La Svezia ha raggiunto un traguardo storico diventando il primo paese al mondo ufficialmente “senza fumo”.
La notizia viene riportata dal sito MOHRE. Secondo i dati del Consiglio svedese per l’informazione su alcol e altre droghe (CAN), il numero di fumatori giornalieri è sceso al 3,7%, una percentuale significativamente inferiore alla soglia globale del 5% stabilita per definire un Paese come libero dal fumo.
Alla base del successo svedese c’è una strategia ben precisa, che favorisce alternative alla nicotina meno dannose rispetto alle sigarette tradizionali, poiché prive della tossicità da combustione.
Prodotti come lo snus, le bustine di nicotina e le sigarette elettroniche sono stati resi accettabili, accessibili e convenienti, offrendo ai fumatori una via concreta per abbandonare il tabacco combusto.
Grazie a questo approccio, la Svezia ha dimezzato il numero di fumatori in un periodo in cui il resto dell’Unione Europea ha registrato cali molto più modesti.
L’impatto sulla salute pubblica è evidente: la Svezia presenta oggi il tasso di fumatori più basso d’Europa e una riduzione drastica delle malattie correlate.
Tra i dati più significativi figurano una mortalità per cancro ai polmoni maschile inferiore del 61% rispetto alla media UE e decessi totali per cancro inferiori del 34%.
Nonostante ciò, le fonti evidenziano come la Commissione Europea tenda a ignorare questi risultati, orientandosi verso normative (come la futura TPD3) che potrebbero limitare proprio i prodotti che hanno favorito il declino del fumo in Svezia.
Johann Rossi Mason, direttrice del MOHRE, definisce questo atteggiamento “miope” anche sotto il profilo economico: in Italia, ad esempio, a fronte di 9,6 miliardi di euro di accise dal tabacco, le malattie fumo-correlate costano allo Stato ben 26 miliardi ogni anno.
In conclusione, la Svezia rappresenta un modello di riduzione del danno che, secondo gli esperti, l’Europa dovrebbe emulare anziché osteggiare.
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