Il consumo di droghe e la conseguenze sui lavoratori

Le sanzioni non possono essere l'unica strada da perseguire

L'aggravarsi, in questi ultimi dieci anni, della situazione sanitaria è una conseguenza delle politiche governative, più orientate alla repressione dei consumatori che alla comprensione del fenomeno sia dal punto di vista scientifico che sociale

data di pubblicazione:

7 Maggio 2026

La crisi sanitaria provocata dal consumo di droghe in Canada sta avendo ripercussioni forti anche sui lavoratori. Sul sito di ADUC viene riportata una intervista al direttore esecutivo della Canadian Drug Policy Coalition, DJ Larkin, che “(…) ha sottolineato con forza come l’epidemia di droghe adulterate sia a tutti gli effetti una questione che riguarda il mondo del lavoro, non solo le fasce più marginalizzate della popolazione.

Secondo Larkin, sono proprio i lavoratori del settore pubblico a pagare il prezzo più alto dell’inerzia governativa: operatori sanitari e sociali, dipendenti comunali, addetti all’edilizia popolare e ai centri comunitari, lavoratori dell’istruzione, bibliotecari e lavoratori all’aperto si trovano ogni giorno in prima linea di fronte a una crisi che le politiche attuali non riescono ad arginare”.

Per Larkin l’aggravarsi, in questi ultimi dieci anni, della situazione sanitaria è una conseguenza delle politiche governative, più orientate alla repressione dei consumatori che alla comprensione del fenomeno sia dal punto di vista scientifico che sociale.

Nel suo intervento, al Congresso annuale di CUPE BC — il più grande sindacato della provincia della Columbia Britannica, ha sostenuto il lavoro svolto per abbattere lo stigma verso i consumatori e a considerare “(…)  il consumo di sostanze come qualcosa da affrontare con supporto, non con la sola sanzione disciplinare.

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