I passi avanti della psilocibina

Curare la depressione col principio attivo dei funghi allucinogeni

Ci sono alcune novità sull'utilizzo della psilocibina, potrebbe arrivare il primo farmaco brevettato

data di pubblicazione:

8 Maggio 2026

In un articolo del POST si torna a leggere di psilocibina come principio attivo usato per curare la depressione. La psilocibina è la sostanza psicoattiva contenuta all’interno dei funghi allucinogeni.

Si fa riferimento in particolare alle persone affette da depressione resistente al trattamento, ovvero chi non raggiunge più miglioramenti dall’assunzione di antidepressivi, ne cambiando tipologia di farmaco ne apportando modifiche ai dosaggi. Questa condizione riguarda almeno 100 milioni di persone nel mondo. Gli antidepressivi non funzionano per tutte le persone a cui viene diagnosticata una depressione.

Negli ultimi anni si è letto di molti studi riguardo l’utilizzo di psichedelici nella cura dei disturbi del comportamento, che però hanno spesso riscontrato delle problematiche a livello di metodologia o non sono arrivati alla traduzione in nuovi trattamenti terapeutici anche per questioni di tipo economico.

Nel Febbraio 2026 la società britannica Compass Pathways ha annunciato i risultati di uno studio per una nuova terapia a base di psilocibina per la cura della depressione. Se la FDA, l’ente regolatorio statunitense, approverà il trattamento, per la prima volta nella storia uno psichedelico sarà disponibile come farmaco brevettato.

Dallo studio emerge come la molecola altera temporaneamente l’attività della rete cerebrale a riposo, la cosiddetta “Default Mode Network”, quella che si attiva quando non siamo concentrati su nulla in particolare. Si legge dall’articolo come nella depressione grave questa rete è iperattiva e tiene il cervello bloccato in schemi ripetitivi negativi. La psilocibina riesce a indebolire questo meccanismo anche per settimane, molto dopo che la molecola è stata eliminata dall’organismo. Inoltre, non sembra creare dipendenza.

L’accesso alla psilocibina esiste già in alcuni paesi, in modalità diverse e con percorsi terapeutici di vario genere. In Italia, la prima sperimentazione clinica nazionale è iniziata la scorsa estate, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità grazie all’autorizzazione dell’Agenzia italiana del farmaco. La prima dose è stata somministrata a una donna di 63 anni il 4 febbraio scorso.

Parallelamente alla ricerca scientifica, si stanno muovendo anche le istituzioni. In un articolo del 18 Aprile 2026 (https://www.ilpost.it/2026/04/19/donald-trump-ordine-esecutivo-psichedelici/)  si legge che Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per facilitare l’accesso terapeutico ad alcune sostanze psichedeliche, tra cui la psilocibina. Tuttavia, l’eventuale diffusione clinica su larga scala dipenderà comunque dalle valutazioni delle autorità regolatorie.

 

 

 

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