<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE Archivi - CESDA</title>
	<atom:link href="https://www.cesda.net/category/dca/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.cesda.net/category/dca/</link>
	<description>centro studi e documentazione su dipendenze e aids</description>
	<lastBuildDate>Wed, 10 Jun 2026 11:28:41 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://www.cesda.net/wp-content/uploads/2023/02/cropped-favicon-32x32.jpg</url>
	<title>DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE Archivi - CESDA</title>
	<link>https://www.cesda.net/category/dca/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>L&#8217;importanza di riconoscere i disturbi alimentari in età precoce</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/06/17/limportanza-di-riconoscere-i-disturbi-alimentari-in-eta-precoce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 06:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIPENDENZE COMPORTAMENTALI]]></category>
		<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=32027</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli insegnanti si trovano sempre più frequentemente a essere le prime persone a riconoscere i segnali di disagio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/06/17/limportanza-di-riconoscere-i-disturbi-alimentari-in-eta-precoce/">L&#8217;importanza di riconoscere i disturbi alimentari in età precoce</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="0" data-end="497">Un articolo del Washington Post riprende uno sondaggio somministrato agli insegnanti delle scuole primarie in Inghilterra relativo alla casistica dei disturbi alimentari tra i propri alunni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="0" data-end="497"><strong>L’articolo sottolinea l’importanza fondamentale di individuare e trattare precocemente i disturbi alimentari nei bambini per favorire una guarigione efficace e duratura.</strong> L’autrice, Laetitia Beaujard-Ramoo, commenta i risultati secondo cui quasi la metà degli insegnanti delle scuole primarie in Inghilterra ha osservato casi di disturbi alimentari tra i propri alunni. Sebbene il dato sia allarmante, per chi lavora nei servizi clinici e riabilitativi non rappresenta una sorpresa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="499" data-end="1023">Secondo l’autrice,<strong> i bambini manifestano segnali di disturbi alimentari a un’età sempre più precoce.</strong> Quando arrivano all’attenzione dei servizi specialistici, le loro condizioni sono spesso già più gravi, complesse e difficili da trattare. <strong>Questa tendenza è attribuita a diversi fattori:</strong> <strong>la crescente influenza dei social media, che alimentano preoccupazioni legate all’immagine corporea; bisogni emotivi non soddisfatti, aggravati dalle conseguenze della pandemia, e un sistema sanitario che spesso interviene troppo tardi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1025" data-end="1572"><strong>Gli insegnanti si trovano sempre più frequentemente a essere le prime persone a riconoscere i segnali di disagio.</strong> Tuttavia, non essendo professionisti della salute, molti si sentono impreparati ad affrontare queste situazioni. Ne deriva un d<strong>ivario significativo tra l’identificazione precoce del problema e l’avvio di un intervento adeguato.</strong> Per questo motivo, l’autrice sostiene l’approvazione di una proposta di legge che renderebbe obbligatoria la formazione sui disturbi alimentari per il personale scolastico e altri operatori in prima linea.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1882" data-end="2211" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In conclusione, viene ribadita <strong>la necessità di una maggiore collaborazione tra scuole, servizi territoriali, medicina di base e strutture specialistiche</strong>. I disturbi alimentari rappresentano una sfida sociale e sanitaria di grande rilevanza e intervenire precocemente è essenziale per proteggere la salute e il futuro dei giovani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/06/17/limportanza-di-riconoscere-i-disturbi-alimentari-in-eta-precoce/">L&#8217;importanza di riconoscere i disturbi alimentari in età precoce</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una panoramica sui disturbi del comportamento alimentare in Italia</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/29/una-panoramica-sui-disturbi-del-comportamento-alimentare-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 07:17:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del comportamento alimentare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31901</guid>

					<description><![CDATA[<p>I disturbi alimentari si confermano una delle emergenze sanitarie più gravi in Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/29/una-panoramica-sui-disturbi-del-comportamento-alimentare-in-italia/">Una panoramica sui disturbi del comportamento alimentare in Italia</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-turn-id-container="68dfeb8f-a379-4515-aef1-3f9fa0ef206f" data-is-intersecting="true">Lilac ha riportato sul suo sito i dati SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza) 2025, con lo scopo di tracciare i margini del fenomeno e la sua evoluzione dalla pandemia in poi.</div>
<div class="" style="text-align: justify;" data-turn-id-container="68dfeb8f-a379-4515-aef1-3f9fa0ef206f" data-is-intersecting="true"><strong>I disturbi alimentari si confermano una delle emergenze sanitarie più gravi in Italia.</strong> Secondo i dati, oltre 3 milioni di persone soffrono oggi di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, un numero cresciuto in modo impressionante rispetto ai circa 300 mila casi registrati nei primi anni Duemila. <strong>La pandemia da COVID-19 ha accelerato ulteriormente il fenomeno, con un aumento medio del 35% dal 2019.</strong></div>
<div class="" data-turn-id-container="request-WEB:45f4d202-d2a0-4211-8154-5d8eaf7591b1-2" data-is-intersecting="true">
<section class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none has-data-writing-block:pointer-events-none [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto R6Vx5W_threadScrollVars scroll-mb-[calc(var(--scroll-root-safe-area-inset-bottom,0px)+var(--thread-response-height))] scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" data-turn-id="request-WEB:45f4d202-d2a0-4211-8154-5d8eaf7591b1-2" data-turn-id-container="request-WEB:45f4d202-d2a0-4211-8154-5d8eaf7591b1-2" data-testid="conversation-turn-6" data-scroll-anchor="false" data-turn="assistant">
<div class="text-base my-auto mx-auto pb-3 [--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-xs,calc(var(--spacing)*4))] @w-sm/main:[--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-sm,calc(var(--spacing)*6))] @w-lg/main:[--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-lg,calc(var(--spacing)*16))] px-(--thread-content-margin)">
<div class="[--thread-content-max-width:40rem] @w-lg/main:[--thread-content-max-width:48rem] mx-auto max-w-(--thread-content-max-width) flex-1 group/turn-messages focus-visible:outline-hidden relative flex w-full min-w-0 flex-col agent-turn">
<div class="flex max-w-full flex-col gap-4 grow">
<div class="min-h-8 text-message relative flex w-full flex-col items-end gap-2 text-start break-words whitespace-normal outline-none keyboard-focused:focus-ring [.text-message+&amp;]:mt-1" dir="auto" tabindex="0" data-message-author-role="assistant" data-message-id="ccaa6015-0f0d-45d8-bc33-0bca3fb0e45f" data-message-model-slug="gpt-5-5" data-turn-start-message="true">
<div class="flex w-full flex-col gap-1 empty:hidden">
<div class="markdown prose dark:prose-invert wrap-break-word w-full light markdown-new-styling">
<p style="text-align: justify;" data-start="432" data-end="751">L’Istituto Superiore di Sanità ha rilevato<strong> un incremento del 27,5% delle persone assistite rispetto all’anno precedente,</strong> mentre all’Ospedale Bambino Gesù di Roma<strong> le nuove diagnosi tra i giovani sono aumentate del 60% in cinque anni.</strong> Anche gli accessi al pronto soccorso sono quasi raddoppiati nel periodo post-pandemia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="753" data-end="1096">Particolarmente preoccupante è <strong>l’abbassamento dell’età di esordio: quasi un terzo dei pazienti ha meno di 14 anni e sono stati documentati casi già tra gli 8 e i 10 anni.</strong> La fascia adolescenziale resta comunque la più colpita. I disturbi alimentari rappresentano oggi la seconda causa di morte tra le giovani donne dopo gli incidenti stradali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1098" data-end="1424">Tra i disturbi più diffusi ci sono <strong>il binge eating disorder, la bulimia e l’anoressia nervosa,</strong> quest’ultima considerata la patologia psichiatrica con il più alto tasso di mortalità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1426" data-end="1847" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Gli esperti sottolineano però che la guarigione è possibile, soprattutto se le cure iniziano precocemente. In Italia esiste una rete di 225 strutture specializzate tra servizi pubblici, centri convenzionati e associazioni. Psicologi, nutrizionisti e medici lavorano insieme per affrontare patologie complesse che coinvolgono non solo il rapporto con il cibo, ma anche la salute mentale, la famiglia e il contesto sociale.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</section>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/29/una-panoramica-sui-disturbi-del-comportamento-alimentare-in-italia/">Una panoramica sui disturbi del comportamento alimentare in Italia</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli effetti psicologici dei farmaci dimagranti</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/26/gli-effetti-psicologici-dei-farmaci-dimagranti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 07:05:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIPENDENZE COMPORTAMENTALI]]></category>
		<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci dimagranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31882</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alcuni studi si interrogano se il farmaco potrebbe spegnere non solo il “food noise”, ma anche altre forme di “rumore” legate alla ricerca compulsiva di gratificazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/26/gli-effetti-psicologici-dei-farmaci-dimagranti/">Gli effetti psicologici dei farmaci dimagranti</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="" data-turn-id-container="86a72344-2519-4039-874c-17f2a99d96c2" data-is-intersecting="true">
<div class="relative w-full overflow-visible">
<section class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none has-data-writing-block:pointer-events-none [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto R6Vx5W_threadScrollVars scroll-mb-[calc(var(--scroll-root-safe-area-inset-bottom,0px)+var(--thread-response-height))] scroll-mt-(--header-height)" dir="auto" data-turn-id="86a72344-2519-4039-874c-17f2a99d96c2" data-turn-id-container="86a72344-2519-4039-874c-17f2a99d96c2" data-testid="conversation-turn-1" data-scroll-anchor="false" data-turn="user"></section>
<div style="text-align: justify;"><em>Il post</em> ha pubblicato una ricerca riguardo i possibili effetti psicologici dei farmaci dimagranti, e come questi possano ridurre in alcuni casi anche emozioni, desiderio e dipendenze.</div>
<div class="contents" style="text-align: justify;">Negli ultimi anni i farmaci dimagranti a base di semaglutide, come <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Ozempic</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Wegovy</span></span>, hanno cambiato il modo in cui si parla di obesità, fame e dipendenze. Una delle espressioni più usate da chi li assume è <strong>“<em>food noise</em>”</strong>, il rumore mentale del cibo: un pensiero continuo, quasi ossessivo, legato al mangiare, alla fame o alla ricerca di gratificazione attraverso il cibo.<strong> Molte persone raccontano che questi farmaci abbiano ridotto drasticamente quel sottofondo costante, lasciando spazio a una sensazione di quiete mentale mai provata prima.</strong></div>
<div class="contents" style="text-align: justify;">Inizialmente questi farmaci erano stati sviluppati per il diabete, ma il loro effetto sulla perdita di peso li ha resi rapidamente diffusissimi, soprattutto negli Stati Uniti. Con l’aumento del numero di persone che li assumono, però, sono emersi anche effetti psicologici inattesi.</div>
</div>
</div>
<div class="" data-turn-id-container="request-WEB:662a53cc-04b9-4db7-9105-5a27bf3370f9-0" data-is-intersecting="true">
<div class="relative w-full overflow-visible">
<section class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none has-data-writing-block:pointer-events-none [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto R6Vx5W_threadScrollVars scroll-mb-[calc(var(--scroll-root-safe-area-inset-bottom,0px)+var(--thread-response-height))] scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" data-turn-id="request-WEB:662a53cc-04b9-4db7-9105-5a27bf3370f9-0" data-turn-id-container="request-WEB:662a53cc-04b9-4db7-9105-5a27bf3370f9-0" data-testid="conversation-turn-2" data-scroll-anchor="false" data-turn="assistant">
<div class="text-base my-auto mx-auto pb-3 [--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-xs,calc(var(--spacing)*4))] @w-sm/main:[--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-sm,calc(var(--spacing)*6))] @w-lg/main:[--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-lg,calc(var(--spacing)*16))] px-(--thread-content-margin)">
<div class="[--thread-content-max-width:40rem] @w-lg/main:[--thread-content-max-width:48rem] mx-auto max-w-(--thread-content-max-width) flex-1 group/turn-messages focus-visible:outline-hidden relative flex w-full min-w-0 flex-col agent-turn">
<div class="flex max-w-full flex-col gap-4 grow">
<div class="min-h-8 text-message relative flex w-full flex-col items-end gap-2 text-start break-words whitespace-normal outline-none keyboard-focused:focus-ring [.text-message+&amp;]:mt-1" dir="auto" tabindex="0" data-message-author-role="assistant" data-message-id="6c43a6b7-9597-47fe-9211-bc4ce6609174" data-message-model-slug="gpt-5-5" data-turn-start-message="true">
<div class="flex w-full flex-col gap-1 empty:hidden">
<div class="markdown prose dark:prose-invert wrap-break-word w-full light markdown-new-styling">
<p style="text-align: justify;" data-start="1057" data-end="1505">Accanto alla riduzione della fame, <strong>molti pazienti descrivono infatti una sorta di appiattimento emotivo: meno entusiasmo, minore motivazione, scarso interesse per hobby e vita sociale. </strong> Non si tratta necessariamente di depressione, ma piuttosto di una diminuzione dell’intensità emotiva, come se alcune esperienze perdessero parte della loro capacità di coinvolgere.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1507" data-end="1987">Secondo diversi neuroscienziati, il fenomeno potrebbe dipendere dal modo in cui il GLP-1 agisce sui circuiti cerebrali della ricompensa. Il neuroscienziato <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Kent Berridge</span></span> distingue da anni tra wanting, cioè il desiderio di qualcosa, e liking, il piacere che si prova nel consumarla. <strong>La semaglutide sembrerebbe ridurre soprattutto il wanting: non elimina necessariamente il piacere di mangiare, ma attenua la spinta a cercare continuamente quella ricompensa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1989" data-end="2370">Questo meccanismo potrebbe spiegare anche<strong> l’interesse crescente verso l’uso della semaglutide per trattare dipendenze da alcol, oppioidi o comportamenti compulsivi</strong>. Alcuni studi mostrano risultati promettenti: riducendo il desiderio ossessivo, il farmaco potrebbe spegnere non solo il “food noise”, ma anche altre forme di “rumore” legate alla ricerca compulsiva di gratificazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2372" data-end="2620" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Resta però una questione aperta:<strong> fino a che punto ridurre il desiderio significa migliorare la salute, e quando invece rischia di impoverire la vita emotiva?</strong> È proprio su questo equilibrio sottile che la ricerca sta cercando oggi di fare chiarezza.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</section>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/26/gli-effetti-psicologici-dei-farmaci-dimagranti/">Gli effetti psicologici dei farmaci dimagranti</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Binge drinking: che cos&#8217;è?</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/04/08/binge-drinking-che-cose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 07:30:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[DCA]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31380</guid>

					<description><![CDATA[<p>il termine binge drinking indica una forma di abbuffata alcolica che consiste nel consumare grandi quantità di alcolici in breve tempo, con l’obiettivo di ubriacarsi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/04/08/binge-drinking-che-cose/">Binge drinking: che cos&#8217;è?</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Binge drinking, seconda la definizione dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è &#8220;<em>il <strong>consumo episodico eccessivo di alcol</strong> ed è definito come la percentuale di bevitori adulti (15+ anni) che hanno assunto almeno 60 grammi o più di alcol puro in almeno un’occasione negli ultimi 30 giorni. Un consumo di 60 grammi di alcol puro corrisponde approssimativamente a 6 bevande alcoliche standard</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un fenomeno sempre più diffuso, soprattutto tra i giovani, da monitorare ed analizzare rispetto alle dinamiche che lo innescano, come<strong> impulsività, ricerca di approvazione o gestione delle emozioni.</strong><br />
Sebbene il binge drinking non sia presente nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), alcuni studiosi si stanno interrogando se l&#8217;aggiunta di alcuni criteri diagnostici potrebbe aiutare ad identificare il disturbo.<br />
Questa <strong>forma di abbuffata alcolica ricorda,</strong> infatti, come è citato nell&#8217;articolo di Lilac, <strong>altri disturbi del comportamento alimentare</strong>. Le cause sono molteplici e intrecciano <strong>aspetti psicologici, sociali e culturali</strong>: alcuni studi mostrano come questa tendenza sia correlata ad una maggiore presenza di sintomi ansiosi e depressivi, e che sia utilizzata come tentativo rapido per regolare stati d&#8217;animo difficili da gestire.</p>
<p style="text-align: justify;">Il modello di consumo di alcool e cibo sembrano infatti condividere alcuni meccanismi principali:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>riflettono il consumo eccessivo di sostanze</li>
<li>condividono impulsività, nevroticismo, disfunzione della ricompensa, e danni fisici.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Sia alcool che cibo attivano<strong> il circuito di ricompensa cerebrale grazie agli zuccheri e grassi di cui sono densi. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le conseguenze del binge drinking possono essere di diverso tipo. Sul breve termine aumenta il rischio di incidenti, comportamenti sessuali a rischio, perdita di autocontrollo, blackout mnemonici e ancora peggioramenti dei sintomi ansiosi e depressivi. Anche sul lungo termine ci possono essere delle conseguenze, come un piccolo ma significativo deficit neurocognitivo globale, oltre che un rischio di sviluppare un disturbo da uso di alcool.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In Italia il binge drinking sta diventando una tendenza preoccupante</strong>: secondo il report <a href="https://www.iss.it/documents/20126/0/SCAFATO+REVISIONE+Schede+Alcol+APD+2025.pdf/496badb1-4cd6-f858-78e0-2a2c9ae7a395?t=1744787150175"><i>Alcohol Prevention Day 2025</i></a> basato sui dati del 2023, le fasce della popolazione in cui sono state registrate le più elevate frequenze di consumatori a rischio risultano essere quella dei minori 16-17enni di entrambi i sessi. Un dato importante si evince dall&#8217;aumento in dieci anni dell&#8217;80% delle binge drinkers femmine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/04/08/binge-drinking-che-cose/">Binge drinking: che cos&#8217;è?</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;esordio precoce dei disturbi alimentari</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/23/lesordio-precoce-dei-disturbi-alimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 07:24:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari e giovani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31230</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oltre 3 milioni di persone soffrono di anoressia e bulimia che colpiscono l’8–10% delle ragazze e lo 0,5–1% dei ragazzi, con casi segnalati sempre più frequentemente tra gli 11-12 e i 15 anni e, a volte, anche prima, intorno agli 8-9 anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/23/lesordio-precoce-dei-disturbi-alimentari/">L&#8217;esordio precoce dei disturbi alimentari</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In occasione del mese sulla prevenzione dei Disturbi del comportamento alimentare poniamo l&#8217;attenzione sulla campagna lanciata dal Ministero della Salute &#8220;Nessuno ti può giudicare. La vita non è un peso&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Si registra, infatti, un<strong> preoccupante aumento dei disturbi alimentari in particolare nella fascia giovanile della popolazione, arrivando a toccare anche i bambini in fascia 8-9 anni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non si tratta solo di dati numerici, (si conta circa un 35% in più), ma anche la forma che tali disturbi assumono. Accanto ai 3 milioni di persone che soffrono di anoressia e bulimia si affiancano anche nuovi disturbi, come il disturbo evitante/restrittivo dell&#8217;assunzione del cibo (Arfid &#8211; <em>Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder). </em>Non è un disturbo legato all’immagine di sé, bensì all’evitamento di specifici alimenti per caratteristiche sensoriali, come aspetto, odore, consistenza o temperatura, e riguarda circa il 5-14 % dei bambini, con più frequenza nei maschi. Studi recenti, si legge nell&#8217;articolo di Vita.it, confermano che l’Arfid è spesso la “porta d’ingresso” verso altri disturbi se non trattata precocemente e che è uno dei fattori della comparsa precoce dei disturbi alimentari.</p>
<p style="text-align: justify;">Elisa Fazzi, presidentessa della Società Italiana di Neuropsichiatria dell&#8217;Infanzie e dell&#8217;Adolescenza Sinpia,  commenta così questo fenomeno: «I disturbi del comportamento alimentare non riguardano soltanto il rapporto con il cibo, ma <strong>coinvolgono aspetti psicologici, emotivi e relazionali profondi</strong>. Si tratta di condizioni complesse che possono avere conseguenze molto gravi sulla salute fisica e mentale e sullo sviluppo, soprattutto quando insorgono in età precoce. Per questo è fondamentale riconoscere tempestivamente i segnali di disagio e garantire una presa in carico precoce e multidisciplinare, che coinvolga servizi specialistici, scuola e famiglie, per accompagnare le ragazze ed i ragazzi ed i loro genitori in un percorso di cura e di crescita».</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Istituto superiore di Sanità ha promosso un&#8217;iniziativa per monitorare in maniera costante i livelli di assistenza sanitaria in modo da fornire informazioni ed indicatori utili a definire interventi, politiche e percorsi diagnostici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/23/lesordio-precoce-dei-disturbi-alimentari/">L&#8217;esordio precoce dei disturbi alimentari</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SAGOME &#8211; Il Podcast sui disturbi alimentari</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/04/sagome-il-podcast-sui-disturbi-alimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 07:55:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del comportamento alimentare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=30983</guid>

					<description><![CDATA[<p>creare uno spazio sicuro e accessibile su uno dei temi più delicati e spesso invisibili</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/04/sagome-il-podcast-sui-disturbi-alimentari/">SAGOME &#8211; Il Podcast sui disturbi alimentari</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sagome è un podcast creato da Lilac &#8211; Centro DCA, condotto da Giuseppe Magistrale, psicoterapeuta e cofondatore di Lilac e Luna Pagnin, biologa nutrizionista.</p>
<p>L&#8217;obiettivo del podcast è quello di creare uno spazio sicuro e accessibile su uno dei temi più delicati e spesso invisibili. La prima serie conta 9 puntate che si concentrano sulle diverse sfumature del fenomeno fornendo spunti concreti per conoscere al meglio un fenomeno in continua crescita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/04/sagome-il-podcast-sui-disturbi-alimentari/">SAGOME &#8211; Il Podcast sui disturbi alimentari</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I disturbi alimentari hanno un genere?</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/02/27/i-disturbi-alimentari-hanno-un-genere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 09:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIPENDENZE COMPORTAMENTALI]]></category>
		<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[medicina di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi dei comportamenti alimentari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=30956</guid>

					<description><![CDATA[<p>Proviamo a chiederci se ci sono differenze tra anoressia maschile e femminile, in termini di presentazione, sintomatologie e trattamenti?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/02/27/i-disturbi-alimentari-hanno-un-genere/">I disturbi alimentari hanno un genere?</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I disturbi alimentari non fanno distinzione di età, etnia, orientamento sessuale o di genere, si legge in un approfondimento di <em>Lilac, centro DCA, </em>ma è davvero così?</p>
<p style="text-align: justify;">In occasione dell&#8217;avvicinarsi al mese per la prevenzione dei disturbi alimentari proviamo a chiederci <strong>se ci sono differenze tra anoressia maschile e femminile, in termini di presentazione, sintomatologie e trattamenti. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene i dati diffusi in occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla 2025 rivelino come la prevalenza del disturbo coinvolga prevalentemente la popolazione femminile con un rapporto di 1:9, numerosi studiosi sottolineano come <em>&#8220;i tassi di prevalenza dei disturbi alimentari maschili siano una grave sottostima&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">La dispercezione corporea, l&#8217;isolamento sociale, i disturbi d&#8217;ansia e depressivi si ritrovano come principali segnali sia negli uomini che nelle donne mentre le differenze si possono riscontrare nella percentuale di insorgenza e in alcune cause legate all&#8217;aspetto fisico.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli uomini riferiscono spesso di avere <b>obiettivi di forma</b><strong> diversi:</strong> la magrezza quindi diventa strumento per l’uomo che soffre di anoressia di <b>ottimizzare la visibilità della muscolatura</b>, tanto da far emergere spesso anche problemi di dismorfismo muscolare. La comprensione di questa ricerca ossessiva della muscolosità richiede una maggiore attenzione ai comportamenti compulsivi legati all’esercizio fisico, alla restrizione alimentare e ai comportamenti compensatori come caratteristica principale della malattia. Per quanto riguarda il maschile, quindi, affidarsi a un quadro tradizionale orientato alla magrezza può essere inadeguato e fuorviante.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;immagine corporea è soggetta al giudizio costante di media, famiglia e amici, soprattutto nella fase giovanile e adolescenziale, oltre ad essere legata a vissuti traumatici come episodi di bullismo ed emarginazione. Una ricerca fa emergere come ci sia <strong>una relazione tra orientamento sessuale e prevalenza di insoddisfazione corporea e dei comportamenti alimentari disfunzionali</strong>, legata anche alla discriminazione e le condizioni avverse subite.</p>
<p style="text-align: justify;">È auspicabile, dunque, stabilire linee guida mediche, psicologiche e psichiatriche che siano più inclusive per l’esperienza maschile. Innanzitutto, è<strong> fondamentale il riconoscimento dei fattori di contesto socioculturale, delle pressioni psicologiche e dell’espressione di genere sui maschi e sulla mascolinità</strong>. Una diagnosi errata, infatti, porta a un maggiore rafforzamento della malattia e a una maggiore durata del disturbo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/02/27/i-disturbi-alimentari-hanno-un-genere/">I disturbi alimentari hanno un genere?</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Social media e disturbi alimentari: quali connessioni</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/08/23/social-media-e-disturbi-alimentari-quali-connessioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Aug 2025 06:44:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari e giovani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=29562</guid>

					<description><![CDATA[<p>In pratica #SkinnyTok promuove contenuti virali che consigliano diete estremamente ipocaloriche, promuove un' attività di body checking e idealizza la magrezza estrema come un simbolo di successo e autodisciplina. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/08/23/social-media-e-disturbi-alimentari-quali-connessioni/">Social media e disturbi alimentari: quali connessioni</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Gli ideali di magrezza proposti dai social media sono sempre più pressanti, soprattutto tra i giovani. E&#8217; il caso di<strong> #SkinnyTok </strong>di cui se ne parla in un articolo sul sito GAM MEDICAL.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi anni, si è diffuso infatti il trend di<strong> #SkinnyTok sul social TikTok</strong>, il quale prevede <strong>metodi estremi e rischiosi per la perdita di peso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo figura un serio pericolo per la salute fisica e men͏ta͏le degli adolescenti, i quali spesso non dispongono di strategie necessarie per separare contenuti sicuri da ͏quelli potenzialmente noc͏ivi͏.</p>
<p style="text-align: justify;">In pratica<strong> #SkinnyTok </strong>promuove contenuti virali <strong>che consigliano diete estremamente ipocaloriche, </strong>promuove un&#8217; attività di<strong> body checking </strong>e idealizza la <strong>magrezza estrema come un simbolo di successo e autodisciplina. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">In aggiunta a questo vengono utilizzat<strong>i filtri e modifiche delle foto del proprio corpo per esaltare la magrezza. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tra i contenuti non mancano poi sfide alimentari, dove le calorie vengono continuamente monitorate con la conseguenza di <strong>normalizzare comportamenti disordinati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Contenuti e modalità di presentazione che possono rappresentare un serio pericolo per l&#8217;autostima, e quindi per la salute, di molti giovani e giovanissimi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;</strong>Gli adolescenti possono rappresentare un target particolarmente fragile, in quanto spesso alla ricerca di modelli da seguire.</p>
<p style="text-align: justify;">I video su #SkinnyTok, infatti, potrebbero influenzare in modo negativo l’autostima e la forma fi͏sica dei giovanissimi, aumentando il rischio di sviluppare insicurezze, ansia, depressione e comportamenti del disturbo alimentare&#8221;<strong>. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"> Alcuni studi, per esempio <em>“Social media use and body image concerns”</em> (Fardouly &amp; Vartanian, 2015), pubblicato su <em>Current Opinion in Psychology</em>, evidenziano &#8220;(&#8230;) che i social media, attraverso <strong>confronti continui sull’aspetto fisico</strong>, giocano un ruolo cruciale nell’aumentare l’insoddisfazione corporea. Secondo gli autori le comparazioni riguardanti l’aspetto fisico giocano un ruolo cruciale nella relazione tra l’utilizzo dei social media e l’immagine corporea.</p>
<p style="text-align: justify;">In aggiunta, l’algoritmo di TikTok tende a suggerire contenuti simili a quelli che hai già visualizzato. Basta interagire con un paio di video per ritrovarsi immersi in una<strong> bolla di contenuti potenzialmente dannos</strong>i. Questa esposizione continua può influenzare la percezione di ciò che è normale, portando i giovani a credere che i comportamenti di #SkinnyTok siano normali o addirittura desiderabili&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi studi ipotizzano che <strong>i contenuti di #SkinnyTok potrebbero aumentare la pressione sociale sugli adolescenti, contribuendo ad innescare </strong><strong>comportamenti alimentari problematici</strong><strong> e percezioni alterate della propria immagine corporea&#8221;.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/08/23/social-media-e-disturbi-alimentari-quali-connessioni/">Social media e disturbi alimentari: quali connessioni</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>disturbi del comportamento alimentare in estate</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/08/01/disturbi-del-comportamento-alimentare-in-estate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 06:29:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[corpo immagine disturbi alimentazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=29387</guid>

					<description><![CDATA[<p>la terapia dello specchio aiuta le persone a elaborare una diversa percezione e consapevolezza del proprio corpo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/08/01/disturbi-del-comportamento-alimentare-in-estate/">disturbi del comportamento alimentare in estate</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per chi soffre di <strong>disturbi del comportamento alimentare, l&#8217;estate è una stagione difficile</strong>, poiché aumentano le occasioni di socialità e di esposizione del corpo. Un articolo pubblicato su Sanità informazione, viene proposta una <strong>riflessione sulla dispercezione corporea e su come essa possa essere allievata con apposite tecniche</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Canottiere, costumi da bagno, pantaloncini… <strong>in estate</strong>, più ci si sveste, più si possono amplificare <strong>i problemi legati all’immagine corporea</strong>, <strong>alla base di molti disturbi alimentari come <a href="https://www.sanitainformazione.it/anoressia-nervosa-uno-studiovaluta-lefficacia-della-stimolazione-cerebrale-non-invasiva/">anoressia</a> e bulimia, che colpiscono, secondo le stime, oltre 3 milioni di persone in Italia</strong>. Un disagio che può essere affrontato in tutte le stagioni grazie alla cosiddetta “<strong>Terapia dello Specchio</strong>”, un approccio terapeutico disponibile solo in pochi centri in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Fondazione Ananke</strong> — realtà non profit che promuove <strong>ricerca clinica</strong> indipendente grazie al sostegno di donazioni private — <strong>ha approfondito e rielaborato questa metodologia nell’ambito dei propri progetti scientifici</strong>. L’applicazione clinica della Terapia dello Specchio è parte integrante dei percorsi terapeutici attivati a Villa Miralago (Varese), struttura accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale, che vanta un’esperienza pluriennale nel trattamento di avanguardia dei disturbi dell’alimentazione e che accoglie pazienti da tutta Italia e anche da altri paesi europei.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il modello utilizzato, nella versione italiana messa a punto da</strong> <strong>Laura Dalla Ragione, ha aiutato centinaia di pazienti a migliorare il rapporto con il proprio corpo</strong>, restituendo alla <strong>dimensione corporea</strong> un ruolo funzionale, affettivo e identitario. “I disturbi del comportamento alimentare non hanno stagioni”, spiega <strong>Moreno Mattioli</strong>, coordinatore dell’area psicoterapia del centro. “Tuttavia, la necessità di indossare abiti leggeri, così come il moltiplicarsi delle occasioni sociali durante l’estate, sono tutti fattori – continua – che possono intensificare i<strong> problemi di immagine corporea, aumentando l’ansia e il disagio che spesso accompagnano quotidianamente la vita di questi pazienti</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il corpo, nelle sue dimensioni reali, immaginate o desiderate, può rappresentare tanto l’origine quanto l’approdo di molte forme di <strong>disagio psicologico</strong>“, spiega <strong>Alessandro Raggi</strong>, psicoterapeuta e vicepresidente della Fondazione Ananke. “<strong>Quando l’immagine interiore che una persona ha di sé entra in conflitto con l’aspetto fisico percepito o idealizzato, possono emergere vissuti di inadeguatezza, perdita di autostima, fino a incrinare la continuità dell’identità personale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, la percezione distorta del corpo – continua – e il difficile rapporto con la propria immagine sono tra gli aspetti più radicati e resistenti al cambiamento. La <strong>Terapia dello Specchio</strong>, riconosciuta come uno degli approcci più efficaci nel trattare la dispercezione corporea, a<strong>iuta a reintegrare una consapevolezza globale del corpo e della sua funzione, superando il giudizio estetico</strong> e riconnettendosi a una dimensione più profonda dell’identità corporea”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per <strong>dispercezione corporea</strong> si intende la presenza di un’immagine distorta della rappresentazione del proprio corpo, che contrasta con la <strong>realtà oggettiva</strong> ed è in grado di produrre una notevole insoddisfazione personale, ritiro sociale, forte disagio e misconoscimento del proprio aspetto. “Il corpo – spiega Raggi – presenta alcune fondamentali caratteristiche: è visibile, e dunque soggetto allo sguardo, sia realistico che idealizzato; è verificabile, poiché ciascuno può osservarne i mutamenti nel tempo; è luogo di confronto e di espressione emotiva, veicolo di riconoscimento e strumento essenziale nella costruzione dell’Immagine di Sé. Proprio questi aspetti, tuttavia, nei pazienti affetti da disturbi alimentari diventano fonte di intensa angoscia e profonda insicurezza”.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Terapia dello Specchio</strong> si è rivelata un supporto efficace nel modificare rappresentazioni disfunzionali riguardanti peso e forme corporee. “Consiste in un metodo di esposizione sistematica allo specchio (realizzato senza i consueti filtri ‘commerciali’ per slanciare o alterare la figura) in cui i pazienti sono istruiti e sostenuti nella descrizione, priva di giudizi, del proprio corpo e delle parti che lo compongono”, dice <strong>Laura Dalla Ragione</strong>, direttore scientifico Rete DCA Usl 1 dell‘Umbria e docente al Campus Biomedico di Roma, che ha elaborato in Italia una versione modificata della tecnica. “Il protocollo prevede alcuni incontri in cui, gradualmente, il soggetto viene aiutato, attraverso l’uso della propriaimmagine riflessa, a riflettere sulle varie parti corporee con riferimento a ciò che vede e alla loro funzionalità, concentrandosi, a mano a mano, sui confini dei distretti e sulla loro integrazione, in assenza di giudizio”, conclude.&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/08/01/disturbi-del-comportamento-alimentare-in-estate/">disturbi del comportamento alimentare in estate</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PUNTI DI VISTA</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/04/07/punti-di-vista-duplicate-28296/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 07:59:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[DIPENDENZE COMPORTAMENTALI]]></category>
		<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[DISTURBO DA GIOCO D'AZZARDO]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[HIKIKOMORI]]></category>
		<category><![CDATA[HIV/AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[Punti di vista]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=28554</guid>

					<description><![CDATA[<p>PUNTI DI VISTA: interviste brevi sulle tematiche del CeSDA! Le interviste sono rivolte a professionisti/e dei Ser.D e esperti/e esterni all&#8217;Azienda sanitaria Toscana centro. Le puoi trovare nella sezione approfondimenti del nostro sito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/04/07/punti-di-vista-duplicate-28296/">PUNTI DI VISTA</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>PUNTI DI VISTA: interviste brevi sulle tematiche del CeSDA! Le interviste sono rivolte a professionisti/e dei Ser.D e esperti/e esterni all&#8217;Azienda sanitaria Toscana centro. Le puoi trovare nella sezione approfondimenti del <a href="https://www.cesda.net/approfondimenti-su-ricerche-e-documentazione-divisi-per-tema/">nostro sito</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/04/07/punti-di-vista-duplicate-28296/">PUNTI DI VISTA</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
