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	<title>DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE Archivi - CESDA</title>
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	<description>centro studi e documentazione su dipendenze e aids</description>
	<lastBuildDate>Fri, 02 Oct 2026 07:11:02 +0000</lastBuildDate>
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	<title>DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE Archivi - CESDA</title>
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	<item>
		<title>Farmaci antidiabetici e dipendenze: uno studio</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/10/03/farmaci-antidiabetici-e-dipendenze-uno-studio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 06:19:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tradizionalmente, la ricerca sulle dipendenze si è concentrata sul classico circuito della ricompensa dopaminergico (che coinvolge l'area tegmentale ventrale e il nucleo accumbens). Questa via primaria, tuttavia, è sprovvista di un'elevata densità di recettori per il GLP-1. Il punto di svolta risiede nell'individuazione di una specifica struttura cerebrale: il setto laterale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/10/03/farmaci-antidiabetici-e-dipendenze-uno-studio/">Farmaci antidiabetici e dipendenze: uno studio</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sul sito <em>Insostanza.it</em> un articolo approfondisce il possibile utilizzo di farmaci antidiabetici per il trattamento delle dipendenze.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>farmaci per il diabete</strong> di nuova generazione come Ozempic e Wegovy, basati sul principio attivo semaglutide, nascono per gestire la glicemia e ridurre l&#8217;appetito attraverso l&#8217;attivazione dei recettori dell&#8217;ormone GLP-1.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, la ricerca scientifica indica che la loro azione potrebbe estendersi ben oltre il controllo del peso, offrendo nuove prospettive nel <strong>trattamento della dipendenza da sostanze</strong>.<br />
<strong>Il nesso fondamentale tra cibo e droghe</strong> risiede nella capacità di entrambi gli stimoli di evocare un&#8217;aspettativa di<strong> piacere e gratificazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando questo consumo diventa ripetuto ed eccessivo, si sviluppa un intenso e incontrollabile desiderio patologico noto come <strong>craving</strong>. Tradizionalmente, la <strong>ricerca sulle dipendenze</strong> si è concentrata sul classico <strong>circuito della ricompensa</strong> dopaminergico (che coinvolge l&#8217;area tegmentale ventrale e il nucleo accumbens). Questa via primaria, tuttavia, è sprovvista di un&#8217;elevata densità di recettori per il GLP-1. Il punto di svolta risiede nell&#8217;individuazione di una specifica struttura cerebrale: il<strong> setto laterale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa regione sottocorticale fa parte del sistema limbico e agisce come un vero e proprio ponte tra memoria, processi emotivi, cognizione e risposte motorie. A differenza del circuito dopaminergico classico, il <strong>setto laterale presenta una grande densità di recettori per il GLP-1</strong> ed è direttamente collegato alle aree produttrici di dopamina coinvolte nella ricompensa.<br />
Agendo su questi recettori nel setto laterale, la semaglutide è in grado di smorzare il segnale del craving alla radice. Poiché il meccanismo neurobiologico del desiderio compulsivo per le sostanze d&#8217;abuso condivide la medesima architettura emotiva e mnemonica del desiderio di cibo, l&#8217;attivazione dei recettori GLP-1 consente di frenare non solo l&#8217;impulso ad alimentarsi, ma anche quello al consumo di droghe. Sebbene servano ulteriori studi clinici sugli esseri umani,<strong> la semaglutide e il setto laterale rappresentano un promettente snodo tra ricompensa e dipendenza.</strong></p>
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		<item>
		<title>Psicofarmaci e disturbi del comportamento alimentare</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/09/21/psicofarmaci-e-disturbi-del-comportamento-alimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 06:45:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[DCA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'aumento di peso rappresenta un noto effetto collaterale legato ad alcuni psicofarmaci, la cui entità varia in base al principio attivo, al dosaggio e alla durata della terapia. Non tutti però agiscono allo stesso modo: alcuni hanno un effetto del tutto neutro sul peso e altri possono persino provocare una riduzione ponderale iniziale. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/09/21/psicofarmaci-e-disturbi-del-comportamento-alimentare/">Psicofarmaci e disturbi del comportamento alimentare</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph heading3 ng-star-inserted" dir="auto" role="heading" data-start-index="0" aria-level="3">Un articolo interessante sul sito del centro <em>LILAC</em> indaga, attraverso anche i risultati di diverse ricerche, <strong>l&#8217;effetto potenziale degli psicofarmaci sull&#8217;aumento del peso corporeo</strong>.</p>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Il trattamento principale per i disturbi del comportamento alimentare è rappresentato dalla </span>psicoterapia integrata che prevede<span class="ng-star-inserted" data-start-index="0"> un&#8217;équipe multidisciplinare, che in alcuni casi prevede anche la presenza dello psichiatra</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="212">. I farmaci prescritti comprendono <strong>antidepressivi, antipsicotici, stabilizzatori dell&#8217;umore, ansiolitici e alcuni anticonvulsivanti</strong>, impiegati per trattare il disturbo stesso oppure specifiche condizioni di comorbilità</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="430">. Tra le comorbilità più diffuse figurano la depressione, i disturbi d&#8217;ansia, il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo bipolare, l&#8217;ADHD e diversi disturbi di personalità</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="604">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="792"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="792">Tuttavia, l&#8217;<strong>aumento di peso</strong> rappresenta un noto <strong>effetto collaterale</strong> legato ad<strong> alcuni psicofarmaci, la cui entità varia in base al principio attivo, al dosaggio e alla durata della terapia.</strong> Non tutti infatti agiscono allo stesso modo: alcuni hanno un effetto del tutto neutro sul peso e altri possono persino provocare una riduzione ponderale iniziale. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="792"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="979"> Gli psicofarmaci possono influenzare la massa corporea aumentando l&#8217;appetito, interferendo con i meccanismi cerebrali di sazietà e ricompensa o inducendo sedazione con conseguente riduzione dell&#8217;attività fisica spontanea</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1201">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="792"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1201"> Possono verificarsi anche alterazioni del metabolismo glucidico e della sensibilità insulinica, oppure il semplice ritorno del naturale appetito a seguito del miglioramento della sintomatologia depressiva</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1407">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="1408"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1408">Negli individui affetti da disturbi alimentari, il <strong>forte timore di ingrassare</strong> costituisce uno dei motivi principali che spingono a rifiutare la cura ancora prima di iniziarla</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1582">. Questa paura porta spesso le persone a saltare le dosi, modificarle in modo autonomo o interrompere il trattamento senza avvisare il medico curante</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1731">. Per contrastare le presunte variazioni corporee, i pazienti possono persino adottare rigide restrizioni alimentari o pericolose condotte compensatorie, interpretando ogni minimo cambiamento fisico come una minaccia</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1947">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="1948"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1948">Per evitare l&#8217;interruzione della cura, è <strong>indispensabile discutere apertamente dei possibili effetti collaterali sul peso</strong> prima di prescrivere la terapia</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2100">. La scelta del medicinale deve valutare l&#8217;efficacia sul disturbo, il rischio metabolico, l&#8217;impatto sul comportamento alimentare, le comorbilità e le preferenze espresse dalla persona</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2283">. I farmaci non devono mai essere considerati un mezzo ingannevole per imporre il recupero ponderale, ed è fondamentale che il paziente decida in modo libero e consapevole</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2454">. </span></div>
</div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" data-start-index="2296"></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Dopamina e cibo: un legame profondo</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/09/18/dopamina-e-cibo-un-legame-profondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 06:24:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[DCA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A differenza di quanto si possa pensare, la dopamina non si attiva primariamente al momento del consumo effettivo del cibo, bensì nella fase antecedente di anticipazione. I neuroni dopaminergici mostrano infatti picchi di attività quando si verifica uno scarto tra l'aspettativa e la realtà, reagendo agli stimoli che annunciano il cibo, come la vista, il profumo o la semplice immagine mentale di una pietanza appetibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/09/18/dopamina-e-cibo-un-legame-profondo/">Dopamina e cibo: un legame profondo</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph heading3" dir="auto" style="text-align: justify;" role="heading" data-start-index="0" aria-level="3"><span data-start-index="0"><strong>La dopamina e la neurobiologia del desiderio alimentare</strong> è il tema trattato da un interessante articolo disponibile sul sito del centro LILAC.</span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="55"><span data-start-index="55">La </span><b data-start-index="58">dopamina</b><span data-start-index="66"> è un neurotrasmettitore fondamentale che opera all&#8217;interno di reti neurali specifiche chiamate sistema dopaminergico</span><span data-start-index="183">. Svolge un<strong> ruolo centrale nella selezione dei comportamenti ritenuti vantaggiosi dall&#8217;organismo</strong> e interviene in diverse funzioni cerebrali, tra cui il coordinamento dei movimenti, l&#8217;attenzione, l&#8217;apprendimento, il sonno e la modulazione di risposte fisiologiche come la frequenza cardiaca e la percezione del dolore</span><span data-start-index="499">. </span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="55"><span data-start-index="499">Nel contesto dell&#8217;alimentazione, <strong>la dopamina attiva il circuito della ricompensa</strong> e la sua funzione principale consiste nel </span><b data-start-index="624">governare il desiderio</b><span data-start-index="646">.</span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="647"><span data-start-index="647">A differenza di quanto si possa pensare, la dopamina non si attiva primariamente al momento del consumo effettivo del cibo, bensì nella fase antecedente di anticipazione</span><span data-start-index="816">. I neuroni dopaminergici mostrano infatti <strong>picchi di attività quando si verifica uno scarto tra l&#8217;aspettativa e la realtà</strong>, reagendo agli stimoli che annunciano il cibo, come la vista, il profumo o la semplice immagine mentale di una pietanza appetibile</span><span data-start-index="1068">.</span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="647"><span data-start-index="1068"> Questo meccanismo attribuisce allo stimolo la cosiddetta </span><b data-start-index="1127">salienza incentivante</b><span data-start-index="1148">, alimentando la spinta motivazionale e producendo il &#8220;volere&#8221;, ossia l&#8217;impulso ad avvicinarsi, cercare e ripetere quel comportamento</span><span data-start-index="1281">.</span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="647"><span data-start-index="1281"> È proprio questo processo a spiegare perché una persona possa spingersi a consumare un alimento guidata da un forte desiderio, per poi riscontrare un piacere effettivo modesto o del tutto assente</span><button class="xap-inline-dialog citation-marker chat-bidi-enabled" aria-haspopup="dialog" aria-describedby="cdk-describedby-message-ng-1-31" data-disabled="false"></button><span data-start-index="1478">.</span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="1479"><span data-start-index="1479">Risulta quindi cruciale </span><b data-start-index="1503">non confondere la dopamina con altre sostanze neurochimiche</b><span data-start-index="1562"> presenti nel cervello, le quali svolgono compiti nettamente distinti:</span></div>
<ul dir="auto" style="text-align: justify;">
<li class="paragraph list-item normal" data-start-index="1632"><b data-start-index="1632">Oppioidi endogeni ed endocannabinoidi</b><span data-start-index="1669">: Mentre la dopamina genera l&#8217;attesa, la motivazione e la ricerca (il &#8220;volere&#8221;), la sensazione di piacere immediato e il godimento sensoriale legato al consumo (il &#8220;piacere&#8221;) dipendono unicamente dai circuiti degli oppioidi endogeni e degli endocannabinoidi</span><span data-start-index="1926">.</span></li>
<li class="paragraph list-item normal" data-start-index="1927"><b data-start-index="1927">Serotonina</b><span data-start-index="1937">: Sebbene venga spesso citata insieme alla dopamina, la serotonina risponde a logiche differenti</span><span data-start-index="2033">. La dopamina rappresenta la spinta all&#8217;azione e il movimento verso la ricompensa, mentre la serotonina favorisce la calma, la stabilità dell&#8217;umore e il senso di equilibrio</span><span data-start-index="2205">. In ambito nutrizionale, la serotonina interviene nella regolazione emotiva e nella percezione della sazietà, aiutando l&#8217;organismo a sentirsi regolato</span><span data-start-index="2356">.</span></li>
</ul>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="2357">
<p><span data-start-index="2357">Quando i circuiti dopaminergici vengono sollecitati da stati interni di stress, noia o tensione, il cibo può trasformarsi in uno strumento di regolazione emotiva basato sulla promessa di ricompensa</span><span data-start-index="2554">. Inoltre, <strong>pratiche come la restrizione calorica o il digiuno aumentano la sensibilità del cervello ai segnali alimentari, intensificando l&#8217;attivazione dei circuiti della ricompensa verso cibi ad alta densità energetica e rendendo ancora più forte la spinta dopaminergica</strong></span><span data-start-index="2825"><span data-start-index="2825">. Nei disturbi alimentari come il BED o la bulimia nervosa, la semplice visione o l&#8217;immaginazione di cibi appetibili innesca una marcata risposta dopaminergica, amplificando il conflitto tra impulso e controllo</span></span></p>
<div class="paragraph normal" dir="auto" data-start-index="2357"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Per intervenire sui comportamenti alimentari guidati da una forte ricerca di ricompensa dopaminergica, l&#8217;obiettivo primario non è soltanto ridurre il sintomo, ma </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="162">agire direttamente sui meccanismi che lo mantengono</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="213">: l&#8217;impulsività, il </span><i class="ng-star-inserted" data-start-index="233">craving</i><span class="ng-star-inserted" data-start-index="240">, la risposta automatica ai cibi molto appetibili e la difficoltà nella regolazione emotiva.</span></div>
</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="2357"></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Disturbi del comportamento alimentare</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/07/15/disturbi-del-comportamento-alimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 06:59:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIPENDENZE COMPORTAMENTALI]]></category>
		<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del comportamento alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia si stimano oltre tre milioni di persone affette da disturbi del comportamento alimentare: circa il 10% dei nuovi casi riguarda bambini e bambine con meno di 14 anni</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/07/15/disturbi-del-comportamento-alimentare/">Disturbi del comportamento alimentare</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">Un articolo di Repubblica presenta una panoramica rispetto al fenomeno dei disturbi alimentari in Italia.<br />
I DCA colpiscono sempre più precocemente. In Italia, dove si stimano <strong>oltre tre milioni di persone affette da queste patologie, circa il 10% dei nuovi casi riguarda bambini e bambine con meno di 14 anni.</strong> Un dato che evidenzia un cambiamento profondo: non sono più solo gli adolescenti a essere vulnerabili, ma anche i più piccoli.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Secondo gli esperti, <strong>l’insoddisfazione per il proprio corpo si sviluppa fin dall’infanzia, alimentata da modelli estetici irrealistici diffusi attraverso giocattoli, cartoni animati, social media e contenuti digitali.</strong> A dimostrarlo è anche uno studio condotto su bambine tra i 6 e gli 8 anni: dopo appena dieci minuti di gioco con una Barbie, le partecipanti hanno consumato circa il 30% di cibo in meno durante una successiva merenda rispetto alle coetanee che avevano giocato con un bambolotto tradizionale o che non avevano partecipato all’esperimento. Un risultato che, secondo gli specialisti, evidenzia quanto i modelli corporei possano influenzare i bambini già in tenera età.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Anche il quadro clinico è cambiato.<strong> Sempre più spesso i disturbi alimentari si accompagnano ad altre forme di sofferenza psicologica, come ansia, depressione, isolamento sociale e comportamenti autolesionistici.</strong> Nei giovani pazienti il controllo del cibo rappresenta spesso solo una delle manifestazioni di un disagio emotivo più ampio, che può arrivare ad aumentare significativamente il rischio di tentativi di suicidio.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Gli specialisti invitano quindi a riconoscere i segnali precoci, che non coincidono necessariamente con il rifiuto del cibo. <strong>Tra i primi campanelli d’allarme figurano il ritiro dalle relazioni, la perdita di interesse per le attività quotidiane, il rifiuto della scuola e un uso sempre più esclusivo del mondo digitale come rifugio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sul fronte della prevenzione servono <strong>interventi coordinati che coinvolgano famiglia, scuola, sport e piattaforme digitali.</strong> Gli esperti sottolineano l&#8217;importanza di evitare commenti sul peso o sull&#8217;aspetto fisico dei bambini e di promuovere un rapporto sano con il corpo, valorizzando l&#8217;unicità della persona piuttosto che inseguire modelli estetici irraggiungibili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/07/15/disturbi-del-comportamento-alimentare/">Disturbi del comportamento alimentare</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;importanza di riconoscere i disturbi alimentari in età precoce</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/06/17/limportanza-di-riconoscere-i-disturbi-alimentari-in-eta-precoce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 06:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIPENDENZE COMPORTAMENTALI]]></category>
		<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli insegnanti si trovano sempre più frequentemente a essere le prime persone a riconoscere i segnali di disagio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/06/17/limportanza-di-riconoscere-i-disturbi-alimentari-in-eta-precoce/">L&#8217;importanza di riconoscere i disturbi alimentari in età precoce</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="0" data-end="497">Un articolo del Washington Post riprende uno sondaggio somministrato agli insegnanti delle scuole primarie in Inghilterra relativo alla casistica dei disturbi alimentari tra i propri alunni.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="0" data-end="497"><strong>L’articolo sottolinea l’importanza fondamentale di individuare e trattare precocemente i disturbi alimentari nei bambini per favorire una guarigione efficace e duratura.</strong> L’autrice, Laetitia Beaujard-Ramoo, commenta i risultati secondo cui quasi la metà degli insegnanti delle scuole primarie in Inghilterra ha osservato casi di disturbi alimentari tra i propri alunni. Sebbene il dato sia allarmante, per chi lavora nei servizi clinici e riabilitativi non rappresenta una sorpresa.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="499" data-end="1023">Secondo l’autrice,<strong> i bambini manifestano segnali di disturbi alimentari a un’età sempre più precoce.</strong> Quando arrivano all’attenzione dei servizi specialistici, le loro condizioni sono spesso già più gravi, complesse e difficili da trattare. <strong>Questa tendenza è attribuita a diversi fattori:</strong> <strong>la crescente influenza dei social media, che alimentano preoccupazioni legate all’immagine corporea; bisogni emotivi non soddisfatti, aggravati dalle conseguenze della pandemia, e un sistema sanitario che spesso interviene troppo tardi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1025" data-end="1572"><strong>Gli insegnanti si trovano sempre più frequentemente a essere le prime persone a riconoscere i segnali di disagio.</strong> Tuttavia, non essendo professionisti della salute, molti si sentono impreparati ad affrontare queste situazioni. Ne deriva un d<strong>ivario significativo tra l’identificazione precoce del problema e l’avvio di un intervento adeguato.</strong> Per questo motivo, l’autrice sostiene l’approvazione di una proposta di legge che renderebbe obbligatoria la formazione sui disturbi alimentari per il personale scolastico e altri operatori in prima linea.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1882" data-end="2211" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In conclusione, viene ribadita <strong>la necessità di una maggiore collaborazione tra scuole, servizi territoriali, medicina di base e strutture specialistiche</strong>. I disturbi alimentari rappresentano una sfida sociale e sanitaria di grande rilevanza e intervenire precocemente è essenziale per proteggere la salute e il futuro dei giovani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/06/17/limportanza-di-riconoscere-i-disturbi-alimentari-in-eta-precoce/">L&#8217;importanza di riconoscere i disturbi alimentari in età precoce</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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		<item>
		<title>Una panoramica sui disturbi del comportamento alimentare in Italia</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/29/una-panoramica-sui-disturbi-del-comportamento-alimentare-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 07:17:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del comportamento alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I disturbi alimentari si confermano una delle emergenze sanitarie più gravi in Italia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" data-turn-id-container="68dfeb8f-a379-4515-aef1-3f9fa0ef206f" data-is-intersecting="true">Lilac ha riportato sul suo sito i dati SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza) 2025, con lo scopo di tracciare i margini del fenomeno e la sua evoluzione dalla pandemia in poi.</div>
<div class="" style="text-align: justify;" data-turn-id-container="68dfeb8f-a379-4515-aef1-3f9fa0ef206f" data-is-intersecting="true"><strong>I disturbi alimentari si confermano una delle emergenze sanitarie più gravi in Italia.</strong> Secondo i dati, oltre 3 milioni di persone soffrono oggi di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, un numero cresciuto in modo impressionante rispetto ai circa 300 mila casi registrati nei primi anni Duemila. <strong>La pandemia da COVID-19 ha accelerato ulteriormente il fenomeno, con un aumento medio del 35% dal 2019.</strong></div>
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<p style="text-align: justify;" data-start="432" data-end="751">L’Istituto Superiore di Sanità ha rilevato<strong> un incremento del 27,5% delle persone assistite rispetto all’anno precedente,</strong> mentre all’Ospedale Bambino Gesù di Roma<strong> le nuove diagnosi tra i giovani sono aumentate del 60% in cinque anni.</strong> Anche gli accessi al pronto soccorso sono quasi raddoppiati nel periodo post-pandemia.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="753" data-end="1096">Particolarmente preoccupante è <strong>l’abbassamento dell’età di esordio: quasi un terzo dei pazienti ha meno di 14 anni e sono stati documentati casi già tra gli 8 e i 10 anni.</strong> La fascia adolescenziale resta comunque la più colpita. I disturbi alimentari rappresentano oggi la seconda causa di morte tra le giovani donne dopo gli incidenti stradali.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1098" data-end="1424">Tra i disturbi più diffusi ci sono <strong>il binge eating disorder, la bulimia e l’anoressia nervosa,</strong> quest’ultima considerata la patologia psichiatrica con il più alto tasso di mortalità.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1426" data-end="1847" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Gli esperti sottolineano però che la guarigione è possibile, soprattutto se le cure iniziano precocemente. In Italia esiste una rete di 225 strutture specializzate tra servizi pubblici, centri convenzionati e associazioni. Psicologi, nutrizionisti e medici lavorano insieme per affrontare patologie complesse che coinvolgono non solo il rapporto con il cibo, ma anche la salute mentale, la famiglia e il contesto sociale.</p>
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		<title>Gli effetti psicologici dei farmaci dimagranti</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/26/gli-effetti-psicologici-dei-farmaci-dimagranti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 07:05:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIPENDENZE COMPORTAMENTALI]]></category>
		<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci dimagranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alcuni studi si interrogano se il farmaco potrebbe spegnere non solo il “food noise”, ma anche altre forme di “rumore” legate alla ricerca compulsiva di gratificazione</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="" data-turn-id-container="86a72344-2519-4039-874c-17f2a99d96c2" data-is-intersecting="true">
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<div style="text-align: justify;"><em>Il post</em> ha pubblicato una ricerca riguardo i possibili effetti psicologici dei farmaci dimagranti, e come questi possano ridurre in alcuni casi anche emozioni, desiderio e dipendenze.</div>
<div class="contents" style="text-align: justify;">Negli ultimi anni i farmaci dimagranti a base di semaglutide, come <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Ozempic</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Wegovy</span></span>, hanno cambiato il modo in cui si parla di obesità, fame e dipendenze. Una delle espressioni più usate da chi li assume è <strong>“<em>food noise</em>”</strong>, il rumore mentale del cibo: un pensiero continuo, quasi ossessivo, legato al mangiare, alla fame o alla ricerca di gratificazione attraverso il cibo.<strong> Molte persone raccontano che questi farmaci abbiano ridotto drasticamente quel sottofondo costante, lasciando spazio a una sensazione di quiete mentale mai provata prima.</strong></div>
<div class="contents" style="text-align: justify;">Inizialmente questi farmaci erano stati sviluppati per il diabete, ma il loro effetto sulla perdita di peso li ha resi rapidamente diffusissimi, soprattutto negli Stati Uniti. Con l’aumento del numero di persone che li assumono, però, sono emersi anche effetti psicologici inattesi.</div>
</div>
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<p style="text-align: justify;" data-start="1057" data-end="1505">Accanto alla riduzione della fame, <strong>molti pazienti descrivono infatti una sorta di appiattimento emotivo: meno entusiasmo, minore motivazione, scarso interesse per hobby e vita sociale. </strong> Non si tratta necessariamente di depressione, ma piuttosto di una diminuzione dell’intensità emotiva, come se alcune esperienze perdessero parte della loro capacità di coinvolgere.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1507" data-end="1987">Secondo diversi neuroscienziati, il fenomeno potrebbe dipendere dal modo in cui il GLP-1 agisce sui circuiti cerebrali della ricompensa. Il neuroscienziato <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Kent Berridge</span></span> distingue da anni tra wanting, cioè il desiderio di qualcosa, e liking, il piacere che si prova nel consumarla. <strong>La semaglutide sembrerebbe ridurre soprattutto il wanting: non elimina necessariamente il piacere di mangiare, ma attenua la spinta a cercare continuamente quella ricompensa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1989" data-end="2370">Questo meccanismo potrebbe spiegare anche<strong> l’interesse crescente verso l’uso della semaglutide per trattare dipendenze da alcol, oppioidi o comportamenti compulsivi</strong>. Alcuni studi mostrano risultati promettenti: riducendo il desiderio ossessivo, il farmaco potrebbe spegnere non solo il “food noise”, ma anche altre forme di “rumore” legate alla ricerca compulsiva di gratificazione.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2372" data-end="2620" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Resta però una questione aperta:<strong> fino a che punto ridurre il desiderio significa migliorare la salute, e quando invece rischia di impoverire la vita emotiva?</strong> È proprio su questo equilibrio sottile che la ricerca sta cercando oggi di fare chiarezza.</p>
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		<item>
		<title>Binge drinking: che cos&#8217;è?</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/04/08/binge-drinking-che-cose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 07:30:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[DCA]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>il termine binge drinking indica una forma di abbuffata alcolica che consiste nel consumare grandi quantità di alcolici in breve tempo, con l’obiettivo di ubriacarsi</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Binge drinking, seconda la definizione dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è &#8220;<em>il <strong>consumo episodico eccessivo di alcol</strong> ed è definito come la percentuale di bevitori adulti (15+ anni) che hanno assunto almeno 60 grammi o più di alcol puro in almeno un’occasione negli ultimi 30 giorni. Un consumo di 60 grammi di alcol puro corrisponde approssimativamente a 6 bevande alcoliche standard</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un fenomeno sempre più diffuso, soprattutto tra i giovani, da monitorare ed analizzare rispetto alle dinamiche che lo innescano, come<strong> impulsività, ricerca di approvazione o gestione delle emozioni.</strong><br />
Sebbene il binge drinking non sia presente nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), alcuni studiosi si stanno interrogando se l&#8217;aggiunta di alcuni criteri diagnostici potrebbe aiutare ad identificare il disturbo.<br />
Questa <strong>forma di abbuffata alcolica ricorda,</strong> infatti, come è citato nell&#8217;articolo di Lilac, <strong>altri disturbi del comportamento alimentare</strong>. Le cause sono molteplici e intrecciano <strong>aspetti psicologici, sociali e culturali</strong>: alcuni studi mostrano come questa tendenza sia correlata ad una maggiore presenza di sintomi ansiosi e depressivi, e che sia utilizzata come tentativo rapido per regolare stati d&#8217;animo difficili da gestire.</p>
<p style="text-align: justify;">Il modello di consumo di alcool e cibo sembrano infatti condividere alcuni meccanismi principali:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>riflettono il consumo eccessivo di sostanze</li>
<li>condividono impulsività, nevroticismo, disfunzione della ricompensa, e danni fisici.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Sia alcool che cibo attivano<strong> il circuito di ricompensa cerebrale grazie agli zuccheri e grassi di cui sono densi. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le conseguenze del binge drinking possono essere di diverso tipo. Sul breve termine aumenta il rischio di incidenti, comportamenti sessuali a rischio, perdita di autocontrollo, blackout mnemonici e ancora peggioramenti dei sintomi ansiosi e depressivi. Anche sul lungo termine ci possono essere delle conseguenze, come un piccolo ma significativo deficit neurocognitivo globale, oltre che un rischio di sviluppare un disturbo da uso di alcool.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In Italia il binge drinking sta diventando una tendenza preoccupante</strong>: secondo il report <a href="https://www.iss.it/documents/20126/0/SCAFATO+REVISIONE+Schede+Alcol+APD+2025.pdf/496badb1-4cd6-f858-78e0-2a2c9ae7a395?t=1744787150175"><i>Alcohol Prevention Day 2025</i></a> basato sui dati del 2023, le fasce della popolazione in cui sono state registrate le più elevate frequenze di consumatori a rischio risultano essere quella dei minori 16-17enni di entrambi i sessi. Un dato importante si evince dall&#8217;aumento in dieci anni dell&#8217;80% delle binge drinkers femmine.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;esordio precoce dei disturbi alimentari</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/23/lesordio-precoce-dei-disturbi-alimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 07:24:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari e giovani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31230</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oltre 3 milioni di persone soffrono di anoressia e bulimia che colpiscono l’8–10% delle ragazze e lo 0,5–1% dei ragazzi, con casi segnalati sempre più frequentemente tra gli 11-12 e i 15 anni e, a volte, anche prima, intorno agli 8-9 anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/23/lesordio-precoce-dei-disturbi-alimentari/">L&#8217;esordio precoce dei disturbi alimentari</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In occasione del mese sulla prevenzione dei Disturbi del comportamento alimentare poniamo l&#8217;attenzione sulla campagna lanciata dal Ministero della Salute &#8220;Nessuno ti può giudicare. La vita non è un peso&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Si registra, infatti, un<strong> preoccupante aumento dei disturbi alimentari in particolare nella fascia giovanile della popolazione, arrivando a toccare anche i bambini in fascia 8-9 anni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non si tratta solo di dati numerici, (si conta circa un 35% in più), ma anche la forma che tali disturbi assumono. Accanto ai 3 milioni di persone che soffrono di anoressia e bulimia si affiancano anche nuovi disturbi, come il disturbo evitante/restrittivo dell&#8217;assunzione del cibo (Arfid &#8211; <em>Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder). </em>Non è un disturbo legato all’immagine di sé, bensì all’evitamento di specifici alimenti per caratteristiche sensoriali, come aspetto, odore, consistenza o temperatura, e riguarda circa il 5-14 % dei bambini, con più frequenza nei maschi. Studi recenti, si legge nell&#8217;articolo di Vita.it, confermano che l’Arfid è spesso la “porta d’ingresso” verso altri disturbi se non trattata precocemente e che è uno dei fattori della comparsa precoce dei disturbi alimentari.</p>
<p style="text-align: justify;">Elisa Fazzi, presidentessa della Società Italiana di Neuropsichiatria dell&#8217;Infanzie e dell&#8217;Adolescenza Sinpia,  commenta così questo fenomeno: «I disturbi del comportamento alimentare non riguardano soltanto il rapporto con il cibo, ma <strong>coinvolgono aspetti psicologici, emotivi e relazionali profondi</strong>. Si tratta di condizioni complesse che possono avere conseguenze molto gravi sulla salute fisica e mentale e sullo sviluppo, soprattutto quando insorgono in età precoce. Per questo è fondamentale riconoscere tempestivamente i segnali di disagio e garantire una presa in carico precoce e multidisciplinare, che coinvolga servizi specialistici, scuola e famiglie, per accompagnare le ragazze ed i ragazzi ed i loro genitori in un percorso di cura e di crescita».</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Istituto superiore di Sanità ha promosso un&#8217;iniziativa per monitorare in maniera costante i livelli di assistenza sanitaria in modo da fornire informazioni ed indicatori utili a definire interventi, politiche e percorsi diagnostici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/23/lesordio-precoce-dei-disturbi-alimentari/">L&#8217;esordio precoce dei disturbi alimentari</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>SAGOME &#8211; Il Podcast sui disturbi alimentari</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/04/sagome-il-podcast-sui-disturbi-alimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 07:55:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del comportamento alimentare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=30983</guid>

					<description><![CDATA[<p>creare uno spazio sicuro e accessibile su uno dei temi più delicati e spesso invisibili</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/04/sagome-il-podcast-sui-disturbi-alimentari/">SAGOME &#8211; Il Podcast sui disturbi alimentari</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sagome è un podcast creato da Lilac &#8211; Centro DCA, condotto da Giuseppe Magistrale, psicoterapeuta e cofondatore di Lilac e Luna Pagnin, biologa nutrizionista.</p>
<p>L&#8217;obiettivo del podcast è quello di creare uno spazio sicuro e accessibile su uno dei temi più delicati e spesso invisibili. La prima serie conta 9 puntate che si concentrano sulle diverse sfumature del fenomeno fornendo spunti concreti per conoscere al meglio un fenomeno in continua crescita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/04/sagome-il-podcast-sui-disturbi-alimentari/">SAGOME &#8211; Il Podcast sui disturbi alimentari</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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