DIPENDENZE COMPORTAMENTALI E RICOMPENSA CEREBRALE: OSSERVAZIONI SUL GIOCO D'AZZARDO PATOLOGICO

data di pubblicazione:

16 Febbraio 2016

cover201503bpLa complessa e multiforme relazione esistente fra le dipendenze comportamentali e il sistema di ricompensa cerebrale, così come si manifesta in modo paradigmatico nel gioco d’azzardo patologico (GAP) è il tema centrale di un denso saggio di Alberto Priori e Manuela Fumagalli, pubblicato sulla rivista Medicina delle Dipendenze. Come noto, le dipendenze comportamentali sono definibili, semplificando, come forme di dipendenza senza sostanze legate ad attività o a oggetti; rientrano in questa categoria oggetti e comportamenti quotidiani come il sesso, lo shopping, il gioco d’azzardo, i dispositivi digitali ecc., di cui però il soggetto “perde” la misura con gravi conseguenze. Fra le dipendenze comportamentali, il GAP è oggetto di un crescendo d’attenzioni e di ricerche. Un ruolo  importante nell’interpretazione dei fattori in grado di spiegare il GAP  è in genere assegnato all’impulsività, o meglio alle disfunzioni che a vario livello caratterizzano il controllo degli impulsi. In questo senso, sono numerose le similitidini fra GAP e dipendenze da sostanze; ad esempio in entrambe ritroviamo tolleranza, craving, elementi ossessivi ecc.

Ma, assumendo questa chiave di lettura di prossimità fra dipendenze da sostanze e GAP, quali sono nel caso del GAP i principali correlati fisiologici, cerebrali implicati nel comportamento dipendente? La risposta è, ovviamente, molto complessa e qui è possibile solo accennarla. L’attenzione, secondo l’argomentazione sviluppata da Priori e Fumagalli, va riservata in primo luogo al sistema di rinforzo. Il circuito del rinforzo esercita una funzione fondamentale dal punto di vista neuroanatomico e che condiziona, si riflette in molte aree del comportamento e del pensiero. Esistono alcune prove sperimentali che portano a ritenere che vi siano anomalie, valide soprattutto nei pazienti con GAP e con malattia di Parkinson, delle strutture cerebrali appartenenti al circuito del rinforzo. Tuttavia, a riguardo la letteratura non è affatto unanime: esistono teorie discordanti sul ruolo e sulle funzioni del circuito del rinforzo nei pazienti sofferenti di Parkinson che sviluppano i disturbi nel controllo degli impulsi, al cui interno è possibile collocare il GAP.

Nella seconda parte dell’articolo, i due autori descrivono una loro ricerca in atto che indaga la relazione tra gli aspetti cognitivi, motori e comportamentali della malattia di Parkinson e il funzionamento dei gangli della base. Per i due ricercatori, in sintesi, “Questi risultati sembrano suggerire che il disturbo del gioco d’azzardo riflette un’alterazione non solo del processo di elaborazione del rinforzo ma anche dell’intero processo di decision-making. Questi dati sperimentali si collocano nel panorama degli studi neuroscientifici degli ultimi anni che suggeriscono che i gangli della base, e la dopamina che ne è il motore, svolgono un ruolo centrale nel processo del rinforzo”.

Priori A., Fumagalli M., 2015, La chiave e il bersaglio delle dipendenze. Il sistema di ricompensa cerebrale: gli studi sull’uomo, Medicina delle dipendenze, V, 17, marzo, pp. 12-20.

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