LEGALIZZAZIONE DELLA CANNABIS: POSSIBILE UNA NUOVA LEGGE IN CANADA

data di pubblicazione:

8 Febbraio 2016

CAIl Canada potrebbe prossimamente aggiungersi al novero dei paesi che, negli ultimi anni, hanno aperto a soluzioni alternative al proibizionismo per quanto riguarda la cannabis. La recente vittoria elettorale, alle  politiche nazionali, del Partito Liberale e l’elezione del giovane primo ministro Justin Trudeau, rendono questa possibilità piuttosto concreta sulla base di due considerazioni. In primo luogo, il Partito Liberale ha presentato, nel programma elettorale, dei precisi impegni rispetto alle politiche sulla cannabis. Come scrive Leonardo Fiorentini su Fuoriluogo, “Nel programma con cui ha vinto le elezioni Trudeau è stato molto chiaro: rimuovere il consumo ed il possesso di marijuana dal Codice Penale, creando un sistema di regolamentazione rigido per vendita e distribuzione di cannabis con l’applicazione di accise sia federali che locali. Allo stesso tempo punire più severamente chi vende ai minori, chi guida sotto l’effetto di cannabis e chi vende al di fuori del sistema regolato. Il nuovo sistema andrà costruito insieme ai territori e agli esperti di salute pubblica e con le forze dell’ordine.”

Il secondo elemento che sembra indicare la volontà, da parte del nuovo governo canadese, di adottare un orientamento non proibizionista è la nomina di Bill Blair, ex capo della Polizia di Toronto e ora deputato, a responsabile governativo per la questione cannabis.  “Blair ha dichiarato che è stato molto influenzato dalla posizione del Centre for Addictions and Mental Health (CAMH) che nel corso del 2014 ha esplicitato la propria posizione a favore di una regolamentazione legale della marijuana per meglio garantire la salute pubblica. Il modello proposto dal CAMH prevede il monopolio della vendita, un’età minima per l’acquisto, dei limiti di densità dei luoghi di vendita e di orario, una politica dei prezzi impostata in modo tale da ridurre la domanda, scoraggiare il ricorso al mercato clandestino ed allo stesso tempo orientare verso prodotti a minor rischio, limitando l’accesso ai prodotti più potenti. E previsto ovviamente il divieto di pubblicità, una etichettatura trasparente ed infine l’investimento di risorse nella prevenzione, sia per quel che riguarda la riduzione dei rischi che per quel che riguarda la guida in stato alterato”.

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