CINA E MORTI CORRELATE AL FUMO: LE PREVISIONI A MEDIO TERMINE

data di pubblicazione:

16 Ottobre 2015

imagesUna ricerca di Lancet, ripresa in Italia da vari quotidiani, fra cui la Repubblica, ha fatto discutere gli esperti rispetto all’impatto stimato di mortalità atteso in Cina dal fumo di tabacco. I dati elaborati dai ricercatori sino-inglesi autori dell’articolo di Lancet prevedono scenari piuttosto foschi: 3 milioni di giovani cinesi all’anno potrebbero morire per cause correlate al fumo, se continuasse l’attuale tendenza all’aumento del numero di fumatori. Il problema del tabacco in Cina si presenta assai complesso, per un mix di ragioni economiche, culturali e di genere. La Cina è, insieme, il primo produttore e il primo consumatore mondiale di sigarette; non solo, dal monopolio del tabacco proviene il 7% dele entrate fiscali del Paese. Inoltre, l’OMS stima che il totale di fumatori nella Terra di Mezzo sia pari a 300 milioni circa (di cui la stragrande maggioranza maschi), ossia il 36% della popolazione mondiale di fumatori. A incidere sull’incremento di fumatori pesa un fattore in contro-tendenza rispetto ai paesi occidentali: in Cina il costo delle bionde rimane estremamente popolare, alla portata di quasi tutta la popolazione. Anche le politiche di prevenzione elaborate in ambito statale si sono rilevate sin qui piuttosto inefficaci, ma ora è atteso un cambio di direzione del Governo per evitare le fosche previsioni elaborate dallo studio di Lancet.

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