DROGHE: LA SVOLTA DELL'ONU

data di pubblicazione:

17 Settembre 2015

ONUDepenalizzare l’uso personale di tutte le sostanze, senza distinzione tra “pesanti” e “leggere”.
Il documento verrà discusso il prossimo 28 settembre a Ginevra. Si chiede la totale depenalizzazione dell’uso e del consumo personale delle sostanze; misure alternative a qualsiasi tipo di restrizione della libertà personale per i tossicomani.; la promozione delle politiche di “riduzione del danno” e un ampio accesso alle medicine essenziali a base di oppio.
In apertura della 30esima sessione del Consiglio dei Diritti umani delle Nazioni unite, l’Alto Commissario ONU per i diritti umani, il principe giordano Zeid Ra’ad Zeid Al-Hussein, ha reso note una serie di raccomandazioni per limitare gli impatti negativi che l’attuale sistema internazionale del “controllo delle droghe” ha sui diritti umani. Il documento è il frutto di una consultazione con altre agenzie del sistema delle Nazioni unite e una trentina di paesi.

Il documento, che verrà discusso il 28 settembre prossimo a Ginevra in tre ore di dibattito pubblico, chiede la totale depenalizzazione dell’uso e del consumo personale delle sostanze, senza far distinzione tra “leggere” e “pesante”; misure alternative a qualsiasi tipo di restrizione della libertà personale per i tossicomani con problemi penali; la promozione delle politiche di “riduzione del danno” a partire dalle terapie sostitutive (senza auspicare dosaggi a scalare); una piena informazione per i minori sull’uso delle sostanze; politiche che non discriminino gruppi etnici o le donne, nonché ampio accesso alle medicine essenziali a base di oppio (quindi fortemente ristrette nella produzione e la circolazione) specie per i paesi in via di sviluppo.

Altro passaggio rilevante è il riconoscimento che le droghe possano esser “usate” e non se ne faccia, sempre solo e comunque, “abuso”.

Queste le raccomandazioni:
1) Il diritto alla salute deve essere protetto per assicurare che tutte le persone che usano le droghe abbiano accesso all’informazione relativa alla salute e perché le cure e non subiscano alcun tipo di discriminazione. I programmi di riduzione del danno, in particolare le terapie sostitutive con oppiacei devono esser disponibili e offerte alla persone con problemi di dipendenza, specialmente per coloro che sono in prigione o in altri regimi di custodia. Considerazione deve esser data a rimuovere ostacoli per il diritto alla salute includendo la decriminalizzazione dell’uso e del possesso personale di droghe; inoltre i programmi pubblici relativi alla salute devono esser aumentati. Il diritto alla salute richiede un miglior accesso alle medicine essenziali specialmente nei paesi in via di sviluppo.

2) La proibizione degli arresti e della detenzione arbitraria, la tortura e tutte le altre forme di maltrattamenti nonché il diritto a un giusto processo devono esser protette in accordo con le norme internazionali, incluso il rispetto delle persone che sono arrestate, detenute o incriminate per reati connessi alle droghe. Alle persone con problemi di dipendenza in regime di custodia non possono essere negate le terapie sostitutive anche come mezzo per estorcere confessioni o altre informazioni. Le terapie a base di oppiacei devono esser offerte, in ogni circostanza, poiché fanno parte del suo diritto alla salute. I centri di detenzione obbligatoria per persone con dipendenze devono esser chiusi.

3) Il diritto alla vita delle persone arrestate per crimini legati alle droghe deve esser protetto nel rispetto dell’articolo 6 del Patto internazionale sui diritti civili e politici e della giurisprudenza del Comitato Onu sui diritti civili e politici. Queste persone non devono esser soggette alla pena di morte. Il diritto alla vita deve esser sempre protetto dalle forze dell’ordine nei loro sforzi relativi al perseguimento dei crimini relativi alle droghe e tenuto di conto nell’eventuale uso della forza in modo proporzionale. Le esecuzioni extra-giudiziarie devono esser immediatamente soggette a indagini efficaci e indipendenti per assicurare alla giustizia i responsabili.

4) Le minoranze etniche e le donne, che hanno droghe in loro possesso, o che sono dei “micro-distributori” devono esser protetti dalla discriminazione. Considerazione deve esser data alla riforma di leggi e politiche per affrontare gli impatti più disparati di tali politiche sulle minoranze e le donne. Occorre fornire una preparazione specifica per gli operatori delle forze dell’ordine e dei servizi sociali che entrano in contatto con chi usa le droghe al fine di eliminare le discriminazioni.

5) Prendere in seria considerazione il grave impatto che un arresto per motivi di droga può avere sulla vita di una persona; occorre immaginare alternative all’incriminazione e all’incarcerazione di chi è responsabili di condotte minori e “non-violente” collegate agli stupefacenti. Conseguentemente, riforme miranti al ridurre l’eccessiva carcerizzazione dovrebbero esser prese in considerazione.

6) I diritti dei fanciulli devono esser protetti focalizzandosi sulla prevenzione e comunicando, in un modo che possa esser appropriato ai bambini e a persone in tenera età, le informazione relative ai rischi di trasmissione dell’HIV e altri virus trasmessi per via ematiche e per l’assunzione di sostanze per endovena. I bambini non devono esser soggetti a procedimenti giudiziari, le risposte a tali problemi devono esser trovate nell’educazione sanitaria, nelle cure, inclusi i programmi di riduzione del danno e reintegrazione sociale.

7) I popoli indigeni hanno il diritto di seguire le loro pratiche tradizionali, culturali e religiose. Là dove le droghe sono parte di queste pratiche, il diritto all’uso per questi specifici scopi deve esser protetto nel rispetto delle limitazioni previde dalle norme relative ai diritti umani.

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