HIV E MALATTIE INFETTIVE: L'ITALIA TRA I PRIMI PAESI PER LA CURA DEI PAZIENTI

data di pubblicazione:

22 Maggio 2015

icarIl nostro Paese si conferma all’avanguardia nella cura delle malattie infettive.
«La ricerca italiana è all’altezza delle altre nazioni europee», afferma Adriano Lazzarin, presidente della VII Conferenza italiana su Aids e retrovirus (Icar) svoltasi a Riccione nei giorni scorsi e primario della divisione di Malattie infettive Irccs San Raffaele.
«I farmaci antiretrovirali sono disponibili per tutti. L’Italia è stata efficiente anche nell’ottenerli nella fase di sviluppo; si dovrebbe rendere più rapida la registrazione per averli a disposizione».
Un vantaggio del sistema italiano è che ha fatto un piano di intervento ministeriale con una legge centrata sui professionisti di settore (centri e ambulatori di malattia infettiva, distribuzione farmaci negli ospedali) (L. 135/90).
La retention in care è assolutamente più efficace in Italia che in tutti gli altri Paesi occidentali: quello italiano è un modello di intervento da esempio per gran parte del resto del mondo, che porta ad una viremia negativa dell’80% dei pazienti seguiti. Negli Usa, ad esempio, i molteplici passaggi necessari dal test alla cura fino al medico di medicina generale porta a risultati molto più modesti (50%).
A testimoninza del primato italiano c’è anche un altro dato: gli 11 progetti finanziati dall’Unione europea sulle malattie infettive guidati da leadership italiana.
Nel corso dell’evento Stefano Vella, direttore del Dipartimento del farmaco dell’Istituo superiore di sanità (Iss) ha annunciato «un nuovo modello di cooperazione tra gli Stati membri con un progetto denominato EDCTP Plan, che permetterà a breve un nuovo slancio per il reperimento dei fondi, a garanzia della salute globale e della ricerca».

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