COSA CI HANNO INSEGNATO 20 ANNI DI RICERCHE SUL CONSUMO DI CANNABIS?

data di pubblicazione:

13 Ottobre 2014

addiction1La marijuana è la droga illegale più consumata al mondo con forti consumi in crescita negli ultimi anni. Per capire i suoi effetti sulla salute, il ricercatore Wayne Hall dell’Università del Queensland in Australia, ha analizzato i risultati di vari studi sul consumo di cannabis negli ultimi venti anni.
I risultati dell’analisi delle ricerche sulla cannabis sono stati pubblicati sulla rivista “Addiction”. Wayne Hall rileva alcune incrongruenze di molte ricerche sugli effetti della cannabis.
Incidenti stradali. Guidare dopo aver fumato marijuana raddoppia il rischio di incidente stradale. Hall evidenzia che in molti di questi studi, una sostanziale percentuale di conducenti con cannabis nel proprio sangue aveva anche elevati livelli di alcool, rendendo difficile la distinzione, per il rischio incidente, tra gli effetti della cannabis e quello dell’alcol.

Donne in gravidanza. Un altro degli effetti negativi della marijuana riguarda le donne in gravidanza. Vari studi epidemiologici hanno individuato una relazione tra il consumo di questa sostanza e un ridotto peso dei bimbi al momento della nascita. Nello stesso ambito, anche se alcuni studi hanno riscontrato anomalie nello sviluppo dei bimbi quando le madri fumavano cannabis durante la gravidanza, studi successivi non hanno riscontrato uno stretto legame tra fumo e peso.

La dipendenza. Come con qualunque altra droga, una delle principali preoccupazioni sul suo uso è la dipendenza. Nel caso della cannabis, si calcola che il 10% delle persone che la consumano sviluppano una dipendenza. Questa cifra si incrementa al 16,5% per chi comincia a consumarla durante l’adolescenza. Questi dati indicano che la cannabis provoca meno dipendenza rispetto ad altre sostanze di uso frequente, come la nicotina, che ha un tasso di dipendenza del 32%, l’eroina, che ne ha un 23%, la cocaina, un 17% e l’alcool un 15%. A differenza di molte altre droghe, la cannabis non produce overdose mortale.

Trattamento della dipendenza, i consumatori di cannabis che chiedono aiuto per venirne fuori, mostrano meno effetti negativi sociali e per la salute, anche se il risultato del processo di disintossicazione è simile a quello degli alcolisti.

Psicosi. Nella sua indagine Hall si occupa anche della relazione tra il consumo di marijuana e il rischio di psicosi. L’uso abituale di cannabis raddoppia questo rischio, specialmente se si hanno dei familiari con trascorsi psicotici e si comincia a fumare marijuana durante l’adolescenza. Inoltre, l’uso abituale di cannabis durante l’adolescenza può portare ad un rischio doppio di schizofrenia. Anche se Hall riconosce che per alcuni autori degli studi non è chiaro se ci sia una relazione causa-effetto.

Questa difficoltà per determinare se il consumo di cannabis sia la causa diretta di ciò che succede ad una persona, è la stessa di alcuni studi sul cancro. Hall ricorda alcuni studi che mostrano uomini che fumano cannabis con un maggiore rischio di cancro alla prostata. Comunque, ci sono altri fattori legati allo stile di vita che si possono associare a questa abitudine, per esempio che i consumatori di marijuana non muoiono mai di Aids o di una malattia causata da un virus.

Relazione causa-effetto. Poichè gli studenti che consumano marijuana hanno peggiori risultati accademici ed hanno più probabilità di consumare altre droghe illegali, non si può affermare che questi ultimi effetti siano causati dalla sostanza. Altri effetti del consumo abituale di marijuana durante l’adolescenza e la gioventù sono i disturbi cognitivi, anche se non è chiaro se i meccanismi che causano tali disturbi e la possibilità che siano reversibili si debba addebitare alla droga.

Manuel Guzman, professore di Biochimica e Biologia Molecolare all’Università Complutense di Madrid e presidente della Società spagnola di indagini sui cannabinoidi, sostiene che il principale rischio del consumo di cannabis, “soprattutto durante l’adolescenza, sono alcuni disturbi psichiatrici e in particolari quelli psicotici”. Ma nello stesso tempo precisa che gli effetti della marijuana dipendono dalla sua composizione.

Rispetto al rapporto con il cancro, si tratta di una cosa non ben definita, perchè molte volte, quando si fuma marijuana si consuma anche tabacco, ed è difficile individuare quali effetti ci siano rispetto ad una o all’altra sostanza. Nello stesso tempo, i cannabinoidi possono avere un effetto inibitorio nello sviluppo del cancro, contrastando l’effetto del fumo. Guzman rileva la differenza tra il modo di consumare tabacco e quello di consumare marijuana, per spiegare perchè la relazione con il cancro sia indubbia nel primo caso ma non nel secondo.

What has research over the past two decades revealed about the adverse health effects of recreational cannabis use?
Hall W.
Addiction, 109
ABSTRACT ARTICOLO
Addiction Journal

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