IL NARCOTRAFFICO IN MESSICO FRA VIOLENZA CRIMINALE E STRATEGIE DI MERCATO

data di pubblicazione:

10 Ottobre 2014

narcomafieIn Messico l’ascesa di grandi organizzazioni criminali, denominate in genere “cartelli”, dedite essenzialmente alla produzione e al traffico su scala mondiale di sostanze stupefacenti, in primis cocaina, sta determinando da anni una vera e propria emergenza sociale nel paese. Un dossier del numero di maggio 2014 di Narcomafie propone articoli, studi e approfondimenti molto interessanti sulla storia, sulle strategie e sul modus operandi dei cartelli messicani.

Un recente studio del Dipartimento di Stato statunitense stima che il volume di denaro generato dall’industria della droga messicana sia superiore a quello di qualsiasi altra attività economica. Anche dal punto di vista degli occupati, in Messico viene stimato che l’industria della droga impieghi più forza-lavoro di qualsiasi altro settore economico. E’ in particolare la gestione del traffico di cocaina che ha assicurato, a partire dagli anni ’90, il dominio monopolistico da parte dei cartelli messicani sul mercato statunitense e, quindi, del controllo sul traffico internazionale, dato che si stima che circa il 90% della cocaina prodotta nel mondo sia consumata nei soli USA.  

Il potere economico, militare e finanziario detenuto dai cartelli messicani, appare perciò negli ultimi anni in forte ascesa, sia per l’altissimo numero di intimidazioni, estorsioni e assassini mirati contro comuni cittadini, amministratori, forze di polizie che di capacità di penetrazione e di corruzione nei vari livelli degli apparati statali. A conferma della brutalità delle organizzazioni criminali, è sempre più diffusa la pratica dei sequestri a scopi estorsivi, nonché l’uso di “documentare” le mutilazioni e gli assassini sui mezzi di comunicazione di massa come i social network o appositi blog e siti. Non si tratta solo, per i cartelli criminali, di mostrare apertamente la propria forza e violenza, ma di lanciare messaggi intimidatori alla popolazione, ai propri aderenti e alle organizzazioni criminali. In sintesi, i cartelli messicani appaiono avere adattato con successo al contesto locale le strategie culturali delle organizzazioni criminali italiane, riuscendo a legittimare, in ampie fasce di popolazione, i propri valori. Si tratta, come afferma uno studioso messicano citato nello studio di Narcomafie, di “una vera e propria inversione di valori secondo cui il narcotraffico non è percepito come un’attività criminale, ma come un’attività economica come tante altre”.

AA. VV., 2014, La linea di frontiera, Narcomafie, 5, pp. 13-47.

Disponibile c/o CESDA.

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