CANNABIS, FUNZIONI COGNITIVE E MEMORIA EMOZIONALE

data di pubblicazione:

13 Giugno 2014

mddNel nuovo numero monografico di Medicina delle dipendenze, dedicato al tema della cannabis, un interessante approfondimento è dedicato all’azione del sistema endocannabinoide sulle emozioni e sulla memoria. Il sistema endocannabinoide è coinvolto nella regolazione e nel funzionamento di vari processi biologici e fisiologici, in particolare del metabolismo energetico, delle funzioni endocrine e riproduttive, dei processi cognitivi ed emozionali. Sono soprattutto gli ultimi due aspetti a essere analizzati dall’articolo, che presenta un’aggiornata rassegna della letteratura. Già negli anni ’70 uno studio longitudinale sui bambini nati da madri che avevano assunto cannabis in gravidanza aveva mostrato una correlazione fra l’esposizione prenatale alla cannabis e alterazioni nelle funzioni cognitive implicate nella gestione della vita quotidiana. Ma sono studi recenti condotti sui ratti ad avere dimostrato con maggiore chiarezza il nesso esistente fra l’esposizione prenatale di cannabis e l’alterazione di alcuni processi cognitivi, fra cui un deficit della memoria nella prole adulta. Gli studi che hanno provato a dimostrare la correlazione fra alterazioni cognitivo-emozionali e uso di cannabis in età adolescenziale, hanno invece mostrato risultati più contrastanti e sono perlopiù ricerche limitate ai ratti. Altre due significative aree d’indagine sono il ruolo del sistema endocannabinoide nella memoria emozionale e nelle risposte d’ansia. Rispetto alla funzione del sistema endocannabinoide sulla memoria emozionale, è stato rilevato come esso svolga un importante ruolo nel consolidamento dei processi fisiologici implicati nella modulazione emozionale e nell’elaborazione della memoria, specie della sua acquisizione. Su altre rilevanti funzioni associate alla memoria, come la memoria avversiva, che regola l’estinzione di forme di memoria associate a contesti e ricordi pericolosi o dolorosi, i cannabinoidi sembrano svolgere una funzione positiva, e che potrebbe essere usata per la cura di alcune patologie, come il disturbo da stress post-traumatico. Infine, rispetto all’ansia, gli studi su modelli animali hanno mostrato risultati contraddittori dei cannabinoidi sull’ansia, che attestano sia i suoi effetti ansiolitici che ansiogeni: è probabile che gli effetti positivi o negativi della cannabis sull’ansia dipendano strettamente dalle dosi somministrate. In ogni caso, è ipotizzabile che il meccanismo complessivo di funzionamento dei cannabinoidi sulla memoria possa avere implicazioni positive sui disturbi d’ansia.

Berardi A. et alter, 2014, Gli endocannabinoidi e la chimica delle emozioni, Medicina delle dipendenze, IV, n. 13, pp. 33-39.

Articolo disponibile c/o CESDA.

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