LAVORARE E’ UN DIRITTO. FERMIAMO L’HIV NON LE PERSONE CON L’HIV

data di pubblicazione:

16 Gennaio 2014

ridim-lilaA trent’anni dall’inizio dell’epidemia globale di Hiv sappiamo come l’infezione può essere prevenuta e, quando avviene, controllata, grazie ai progressi di ricerca e medicina. Essere persone positive all’HIV o malate di Aids ha però voluto anche dire, troppo spesso, essere costrette a nascondersi, subire discriminazioni in ogni campo della vita e vedersi negati i diritti di cittadinanza. La discriminazione, in particolare sul lavoro, è il tema della Campagna Lila 2014.
La campagna 2014 della Lila punta sul tema della discriminazione, in particolare nei luoghi di lavoro. Lavorare è un diritto, per le persone con Hiv ribadito dalla Legge 135/90, oltre che costituzionalmente sancito. Talvolta questo diritto viene negato, ma sempre più spesso viene rivendicato, come risulta dalle sempre più numerose segnalazioni raccolte dalla Lila, di singoli difficili casi, alcuni dei quali riguardano le nostre Istituzioni.

A fine del 2013 la Lila ha scritto al ministero della Difesa chiedendo delucidazioni in merito all’arruolamento delle persone con Hiv. Dopo aver denunciato la richiesta arbitraria e generalizzata di un test Hiv negativo in qualsiasi bando emanato dal ministero, compresi quelli di iscrizione all’Accademia, per i sedicenni, degli aspiranti suonatori della banda, degli agonisti sportivi e di tutti i volontari in ferma annuale, alla Lila sono arrivate diverse richieste, di persone che la divisa già la indossano. Dato che pare che sia stata istituita l’obbligatorietà del test Hiv anche per tutti gli arruolati, vivendo col virus temono per la propria posizione e per il loro futuro. Al ministero la Lila ha chiesto di sapere cosa accade a un dipendente che dichiari la propria sieropositività, o che rifiuti di sottoporsi al test. Ancora si attende una risposta, per la Lila e per le persone che alla Lila si sono rivolte.

Per la prima volta nel 2013 alle Helpline, i centralini di informazione e assistenza della Lila, la maggioranza delle chiamate delle persone che vivono con l’Hiv ha riguardato il tema dei diritti (superando quelli delle difficoltà di relazione e di gestione della salute, storicamente le maggiori richieste), come risulta dal Report annuale Lila. E’ la prima volta che accade. E accanto a casi eclatanti di richieste di test, di lavoratori e lavoratrici licenziati, trasferiti, destinati ad altre mansioni del tutto illegittimamente, c’è un vasto sommerso, con discriminazioni più o meno sottili spesso taciute da chi le subisce.
La qualità della vita delle persone sieropositive, il progresso della medicina, la conoscenza del virus, sono tutti elementi che dovrebbero favorire la non discriminazione, ma paradossalmente la narrazione della paura irrazionale ancora oggi prende il sopravvento. A Catania la Lila ha seguito la vicenda di un operatore sanitario, sieropositivo, prima escluso e poi reintegrato nel posto di lavoro: stupisce la necessità di dovere ancora oggi affrontare un percorso giudiziario per raggiungere soluzioni che dovrebbero essere scontate. E accanto ai casi denunciati c’è un vasto sommerso, con discriminazioni più o meno grevi, spesso taciute da chi le subisce, che riguarda in prima persona le circa 100mila persone con diagnosi accertata di Hiv che vivono, e lavorano, oggi in Italia.

Nella campagna Lila 2014 i testimonial sono grandi protagonisti della cultura di massa, accompagnati dallo slogan “Lavorare è un diritto. Fermiamo l’Hiv, non le persone con Hiv”.
“Qualsiasi sia il lavoro, l’Hiv non conta” vale per infermiere, cuoche, idraulici, babysitter e giornalisti, vale per tutte le persone che con l’Hiv vivono in Italia e che devono poter godere liberamente dei propri diritti di cittadini, a cominciare dal diritto a lavorare.
Se Mary Poppins o Clark Kent, Super Mario Bros o Nonna Papera, Candy Candy o Braccio di Ferro avessero l’Hiv, sarebbe quella la cosa più importante? E cosa accade quando giornalisti, babysitter, idraulici, cuoche e infermiere non sono personaggi di fantasia ma persone reali, in carne ed ossa, e hanno davvero l’Hiv? La Lila vuole riportare nel mondo del lavoro l’attenzione delle istituzioni, della politica, della società civile e dei molti soggetti coinvolti nell’elaborazione di politiche e programmi su Hiv e Aids, per l’applicazione del principio costituzionale di non discriminazione per motivi di salute.

Guarda le immagini della campagna: http://www.lila.it

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