IL FENOMENO STALKING AL FEMMINILE. Uno studio sulle stalker donne.

data di pubblicazione:

16 Dicembre 2013

behavoiral sceinceSe il fenomeno dello stalking sta ricevendo in Italia maggiore attenzione mediatica e politica del passato, in generale la produzione scientifica su questo tema rimane in generale piuttosto scarsa. Essendo un fenomeno marcatamente connotato al maschile da parte degli aggressori e al femminile per quanto riguarda le vittime, esistono pochissimi studi sulle stalker donne, in particolare di tipo empirico.

Lo studio presentato si basa su un campione di 1005 casi di stalking provenienti da diversi fonti giudiziarie e di polizia, da cui sono estratti per l’analisi 143 casi di stalker donne. Per interpretare i dati, è stata utilizzata una complessa griglia in grado di codificare le variabili socio-demografiche di vittime e di perseguitati, le caratteristiche dell’atto persecutorio, l’eventuale uso di violenza e di recidive etc. Il profilo-tipo della stalker tracciato dallo studio è di donne single, separate o divorziate, intorno ai 30-35 anni, con una diagnosi psichiatrica, spesso riferita a disturbi dell’umore. In genere l’obiettivo della stalker è un conoscente, uno straniero o una celebrità, piuttosto che un uomo con il quale la donna ha una relazione sessuale o sentimentale. Comparata allo stalker uomo, la donna stalker presenta molto meno di frequente una storia criminale, e mette in atto più raramente minacce e comportamenti violenti. Inoltre, rispetto alla controparte maschile, il comportamento delle donne stalker è meno basato sulla prossimità e le modalità della loro comunicazione con le vittime  sono meno aggressive. Rispetto alle caratteristiche degli atti di stalking, in media essi hanno la durata di 17 mesi, ma la moda della durata è di due mesi. La recidiva per lo stalking al femminile è alta, intorno al 50%. Un’importante variabile sulla qualità del comportamento di aggressione è rappresentato dalla vicinanza e dall’intimità con la vittima: nel campione analizzato, maggiore è questa prossimità con la vittima, maggiore è la frequenza di minacce e di violenza. Il sotto-gruppo più pericoloso è quindi costituito da stalker che hanno avuto una precedente relazione intima di tipo sessuale con l’aggredito.

Meloy R. et alter, 2011, The Female Stalker, Behavioral Sciences and the Law, 29, pp. 240–254.

Disponibile c/o CESDA.

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