LE DIPENDENZE SENZA SOSTANZE. Una review.

data di pubblicazione:

27 Novembre 2013

journal of psichoattive drugsUna questione altamente controversa, sul piano clinico e diagnostico, riguarda le dipendenze senza sostanze, intendendo con questo concetto tutti i sintomi che consistono in un deficit o in un malfunzionamento del controllo degli impulsi. La presentazione e definizione clinica di questi disturbi appare complessa, in quanto le attività compulsive sono variegate e possono includere aree di comportamento e attività piuttosto eterogenee: il gioco d’azzardo, il rapporto con l’alimentazione e con la sessualità, lo shopping, l’uso di Internet o dei videogame. Così, persiste da anni un acceso confronto teorico rispetto alla diagnosi, al trattamento, ma anche alla definizione di queste condizioni, alcune della quali sono chiaramente correlate alla ricerca del piacere e sono parti integranti di quella cultura delle sensazioni forti e dell’eccesso che definisce la società contemporanea. Dal punto di vista storico, il concetto “i disturbi del controllo degli impulsi” descrive in generale queste condizioni, ma molti ricercatori e clinici usano al suo posto il termine “dipendenze comportamentali”, o anche “comportamenti impulsivo-compulsivi” per riferirsi alle patologie comportamentali.

Scopo della review è di riassumere i principali dati riguardanti ogni dipendenza comportamentale, dall’epidemiologia alla neurobiologia, fino alle opzioni di trattamento disponibili. Per fare un accenno al gioco d’azzardo, la review sottolinea l’azione di meccanismi comportamentali abbastanza simili fra persone con problemi di dipendenza da sostanze e da gioco d’azzardo: ad esempio i due gruppi condividono il deficit del controllo dell’impulsività, il meccanismo d’attivazione del craving e la difficoltà di interrompere i comportamenti dipendenti.

In generale, la review suggerisce da una parte l’esistenza di somiglianze tra i disturbi senza sostanza e i disturbi correlati alle sostanze sul piano di alcuni processi ed effetti biochimici e cerebrali, e dall’altra parte che rispetto ai trattamenti le tecniche utilizzate per le dipendenze comportamentali possono divergere da quelle in uso nei trattamenti per le sostanze.

Reef K., Behavioral Addictions: An Overview, Journal of Psychoactive Drugs, 44 (1), 5–17, 2012.

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