HIV, MTS E SEX WORKER IN CINA. Tendenze e problemi emergenti dalla letteratura. Parte seconda.

data di pubblicazione:

19 Novembre 2013

AIDS J. STDPer meglio comprendere le sfide future che, sul piano globale, pone l’HIV, continuiamo l’approfondimento sulle connessioni esistenti in Cina fra trasmissione per via sessuale dell’HIV, sex worker e comportamenti sessuali dei clienti attraverso due recenti articoli. 

Limitati studi precedenti hanno posto in evidenza che, se in generale il sesso commerciale gioca un ruolo chiave nella trasmissione per via sessuale dell’HIV in Cina, all’interno della popolazione di sex worker il sottogruppo di sex worker di fascia più bassa (che lavorano soprattutto in  strada o nei bordelli) sono le più esposte al rischio di trasmissione di HIV. Le sex worker di fascia bassa sono definite come coloro che incontrano i loro clienti perlopiù in strada o in piccole strutture, specie nelle aree rurali o meno sviluppate della Cina, o coloro che ricevono compensi bassi per i loro servizi sessuali. Lo studio ha così esaminato un campione di 720 sex worker di fascia bassa di 130 aree o luoghi di sesso commerciale nel sud-ovest della Cina. Obiettivo dello studio era di esaminare l’associazione di sesso non protetto con altre variabili.

Dai risultati emerge che circa il 33.9% di questo sottogruppo di sex worker riporta di avere fatto sesso non protetto nell’ultimo atto sessuale, valore che sale al 61.5% se rapportato all’ultimo mese di lavoro sessuale. Applicando l’analisi multivariata ai dati dell’indagine, è possibile inoltre connettere al sesso non protetto, per le sex worker di fascia bassa del campione, i seguenti elementi: le conoscenze sull’HIV della donna, la percezione del rischio, l’avere subito arresti da parte della polizia, e il tipo di struttura in cui si lavora. Nelle conclusioni dello studio si indica così la necessità di mettere in atto programmi specifici indirizzati a questo sotto-gruppo, la cui vulnerabilità all’infezione da HIV presenta valori allarmanti.

Zhang C. et alter, 2013, Unprotected sex with their clients among low-paying female sex workers in southwest China, AIDS Care, Vol. 25, pp. 503-506.

Lo studio ha riguardato un vasto campione composto da 705 sex worker e da 100 clienti uomini. Obiettivo principale dello studio è stato di esaminare i comportamenti a rischio di trasmissione di HIV per via sessuale di una comunità di sex worker e dei loro clienti nella provincia cinese di Yunnan. I risultati sono molto interessanti poiché mostrano una chiara sovra-esposizione all’infezione di MTS e di HIV da parte delle sex worker del campione. Infatti, dallo studio emerge per le sex worker una prevalenza di HIV del 13.0% e che la MTS più diffusa è l’herpes semplice (71.1%), seguita dalla clamidia (18.1%) e dalla sifilide (8.8%). Inoltre, il 20% delle sex worker che hanno riportato l’uso di sostanze per via iniettiva ha ammesso di avere scambiato siringhe negli ultimi tre mesi.

Questo sottogruppo di sex worker con problemi di dipendenza da sostanze si connota per altre problematiche rispetto al campione di sex worker: hanno prevalenza di HIV e di herpes semplice più alta, hanno rapporti sessuali con un maggior numero di clienti e hanno un’anzianità più alta di lavoro sessuale. Per quanto concerne i clienti, anche qui emergono dati preoccupanti dal punto di vista della prevenzione. Infatti, il 57% dei clienti non usa in modo regolare il preservativo nei rapporti con le sex worker,  il 2% riporta l’uso di sostanze illegali e il 17% ha presentato sintomi vari di MTS nell’ultimo anno.

Xu J. et alter, 2012, Dynamics of the HIV epidemic in southern China: sexual and drug-using behaviours among female sex workers and male clients in Yunnan, International, Journal of STD & AIDS, 23, pp. 670–675.

Entrambi gli articoli sono disponibili c/o CESDA.

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