ALL-CAUSE MORTALITY IN TREATED HIV-INFECTED ADULTS WITH CD4 5500/MM3 COMPARED WITH THE GENERAL POPULATION

data di pubblicazione:

30 Ottobre 2013

intern. epidemiolQuesto rilevante studio, pubblicato sull’International Journal of Epidemiology, attinge a un ricco database proveniente da COHORT (The Collaboration of Observational HIV Epidemiological Research Europe). Obiettivo principale dello studio è, attraverso la comparazione dei tassi di mortalità fra individui affetti da HIV e popolazione generale, comprendere meglio come i progressi registrati nelle terapie di contrasto all’HIV si traducano in un miglioramento delle aspettative di vita per gli individui sottoposti a trattamenti per l’HIV.
I criteri di selezione dello studio sono stati: avere un’età minima di 18 anni all’inizio della cART (terapia antiretravirale combinata), essere sottoposti a cART fra il 1998 e il 2008, essere curati in un paese europeo, disporre di dati anagrafici essenziali quali dati di nascita e genere, avere avuto almeno una misurazione di CD4 (linfociti) prima dell’inizio della cART, avere avuto almeno un giorno di follow-up. Il campione così ottenuto è composto da 80642 pazienti appartenenti a 23 coorti e a 31 paesi europei. Del campione, il 70% è costituito da uomini (di cui il 48% ha contratto il virus per via sessuale), l’età mediana di inizio di cART è di 37 anni, l’uso di droghe per via iniettiva ha rappresentato per il 16% la modalità di trasmissione del virus. Per misurare la mortalità, sono stati usati tre indicatori: il tasso di mortalità annuo, i tassi standardizzati di mortalità, i tassi di eccesso di mortalità.
Venendo ai risultati, occorre osservare che il tasso di mortalità annuo nel campione è di 1.15/100, 1.29 negli uomini e 0.86 per le donne, che è circa quattro volte superiore a quello della popolazione generale. Tuttavia, gli indicatori di mortalità decrescono nel campione e si avvicinano a quelli della popolazione generale quando si esaminano alcune variabili. E’ il caso, ad esempio, del sottogruppo di maschi, di età uguale o superiore ai 40 anni, che non hanno contratto l’HIV per via iniettiva. Un’altra importante variabile riferita dallo studio è il volume dei linfociti: laddove il CD4 è uguale o superiore a 500/mm cubi, i tassi di mortalità si approssimano a quelli della popolazione generale, con una differenza di genere a favore degli uomini, che è spiegata dagli autori ipotizzando il ruolo concomitante esercitato da variabili socio-economiche e comportamentali. Ovviamente, una variabile che invece aumenta il tasso di mortalità è costituita dall’avere iniziato la cART a uno stadio conclamato di AIDS.

Lewden C. et alter, 2012, All-cause mortality in treated HIV-infected adults with CD4 5500/mm3 compared with the general population: evidence from a large European observational cohort collaboration, International Journal of Epidemiology, 41:433–445.

Disponibile c/o CESDA

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