ALCOL E GIOVANI. Cosa è cambiato in vent'anni.

data di pubblicazione:

13 Settembre 2013

alcol e giovaniIl volume raccoglie una serie di contributi scientifici presentati da vari relatori nella giornata di studi del 28 ottobre 2011, organizzata per il ventennale dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool, oltre a materiali inediti su consumi e abusi alcolcorrelati in Italia. Cominciando con una serie di dati, raccolti ed elaborati dall’Osservatorio-Doxa che compie regolari indagini sui consumi alcologici da vent’anni, la tendenza generale dei consumi appare stabilizzata. La prevalenza del consumo di alcol nel 2010 sulla popolazione sopra i 13 anni è del 79% (quindi con il 21% di astemi), con un consumo almeno occasionale del 70% per le donne e del 90% per gli uomini, mentre quello regolare –almeno una volta a settimana- è stimato al 63% (di cui il 58,5% uomini e il 41,5% donne). Prendendo in esame la variazione dei consumi, se il consumo pro-capite è diminuito del 17% fra il 1991 e il 2000, esso ha riguardato più la popolazione adulta che quella giovanile. Per i giovani nella fascia d’età 13-24 anni i consumatori sono il 70%, ma a destare preoccupazione è soprattutto il fatto che il 14,6% dei giovani riporta esperienze di binge drinking, con un episodio di ubriachezza che ha riguardato il 29% del campione.

 Nel contributo di Carla Collicelli del Censis, che effettua un’analisi longitudinale dei consumi in Italia nel periodo 1991-2010, si pongono in rilievo alcuni dati di fondo. In primo luogo, per Collicelli prevalgono modalità di consumo connotate da modelli di “convivialità consapevoli”, in virtù anche dal persistere di meccanismi di autoregolazione, seppure all’interno di uno scenario che vede un allentamento delle forme sociali e comunitarie di controllo informale. Rispetto ai giovani la studiosa nota invece il diffondersi di stili di consumo connotati da rischio, paralleli alla tolleranza diffusa verso gli eccessi alcolici, fenomeno che riguarda però in generale la condizione giovanile.

Interessante la lettura proposta da De Rita, presidente del Censis, sull’esperienza ventennale dell’Osservatorio. De Rita si sofferma sul concetto di “auto-regolazione”, considerato alla base dell’approccio scientifico dell’Osservatorio. “Se andiamo a vedere i dati di questi ultimi dieci anni nel nostro paese, ci accorgiamo che il meccanismo di auto-regolazione in effetti ha funzionato: si registra una riduzione del consumo eccessivo di alcol da parte degli adulti, una stabilità del consumo moderato, una riduzione consistente della quantità di alcol ingerito. L’operazione è dunque riuscita; di certo i meccanismi di divieto –si pensi alla legislazione sull’alcol nei locali pubblici o a quella sull’alcol come fattore di incidentalità stradale- hanno contribuito, ma ciò che ha veramente pesato è stata l’autoregolazione” (p. 131).

Michele Contel, Enrico Tempesta (a cura di), 2012, Alcol e giovani, Carocci, Roma.

DISPONIBILE C/O CESDA

 

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