GLI PSICOFARMACI TRA MEDICALIZZAZIONE E AUTOCURA

data di pubblicazione:

21 Giugno 2013

untitledL’interrogativo centrale dal quale prende avvio il volume potrebbe essere così formulato: qual è la ragione fondamentale del forte aumento del consumo di psicofarmaci registrato in Italia e in tutti i paesi occidentali negli ultimi due decenni? Aldilà della molteplicità di elementi e di fattori diagnostici, socio-culturali e demografici da tenere presente, tale crescita viene in genere spiegata sostenendo o che si stia verificando un’epidemia delle malattie mentali, oppure che l’aumento di consumo di psicofarmaci sia la conseguenza di un eccesso di diagnosi di tipo psichiatrico, dovuto a un processo di medicalizzazione del malessere e della sofferenza.
I vari contributi contenuti nel volume intendono, da angolazioni diverse, fra dimensione macro e micro, fra riflessione teorica e lavoro sul campo, fornire analisi e riflessioni utili alla comprensione dei significati assunti dalla crescita di consumi e di prescrizioni di psicofarmaci, provando in particolare a problematizzare i processi di medicalizzazione che fanno da sfondo al fenomeno. Gli autori rilevano infatti come le basi scientifiche della diagnosi in psichiatria siano, da sempre, oggetto di polemiche e d’interpretazioni alquanto discordanti, anche quando, come nell’impostazione metodologica del DSM, l’attribuzione di un disturbo psichiatrico si vuole il più possibile oggettiva e neutra.
La parte di lavoro sul campo, condotta nella provincia di Mantova su un campione di 3700 cittadini consumatori di psicofarmaci, ha indagato soprattutto i principali fattori socio-culturali e psico-relazionali, gli stili di vita, le reti sociali. I risultati dimostrano come l’uso di psicofarmaci sia significativamente correlato in primo luogo al genere (le donne sono sovrarappresentate), ma anche all’età, al capitale sociale e allo status socio-economico degli intervistati, ponendo dunque importanti quesiti sul ruolo ricoperto dalle variabili socio-demografiche nei processi di medicalizzazione e nella cura psichiatrica.

Galesi nelle conclusioni suggerisce che in generale l’aumento di psicofarmaci corrisponde a significativi mutamenti sociali, tali per cui al malessere psicologico ed esistenziale si tende a dare sempre più una risposta di tipo farmacologica. Ma ciò potrebbe essere interpretato come l’esito di due processi fra loro intrecciati: da una parte l’estensione dell’intervento –e del potere- psichiatrico su una gamma sempre più vasta e indefinita di comportamenti e di problematiche e dall’altra il bisogno, da parte delle persone, di tenere in qualche modo sotto controllo l’ansia, la fatica e le difficoltà poste dalla vita quotidiana.

GLI PSICOFARMACI TRA MEDICALIZZAZIONE E AUTOCURA,
Galesi D. et alter
FrancoAngeli, Milano, 2013

Il volume è disponibile c/o Cesda

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