“Ridurre il numero di ospedali e di unità operative per realizzare contemporaneamente un’offerta assistenziale più qualificata e differenziata per intensità di cura, organizzata al proprio interno secondo modalità innovative e flessibili, più rispondente sia alle necessità dell’emergenza sia a quelle della riabilitazione e integrata in una rete di ospedali, dialoganti fra di loro, e con l’assistenza territoriale domiciliare e residenziale”.
Questo è uno degli obiettivi illustrati dal Ministro della Salute Renato Balduzzi in occasione della presentazione della Relazione sullo stato sanitario del Paese 2011, che si è tenuta a Roma, presso l’Auditorium del Ministero, il giorno 11 dicembre 2012, in diretta web.
Intervenendo dopo l’apertura del prof. Giovanni Simonetti, coordinatore del comitato editoriale per la stesura della RSSP 2011, il Ministro ha anche citato alcuni dati della relazione che riguardano le prestazioni più conosciute: “nel 2011 abbiamo avuto circa 10 milioni di ricoveri ospedalieri, oltre 770 milioni di prestazioni di specialistica ambulatoriale e di laboratorio analisi, oltre 1 miliardo di confezioni di farmaci di classe A distribuite. La spesa complessiva è stata di 112,9 miliardi di euro, con un valore medio pro-capite pari a 1.862 euro, e un incremento percentuale dell’1,4% rispetto al 2010”.
E ancora: ”L’offerta dei servizi è vasta e variegata e comprende, tra l’altro, l’assistenza domiciliare, la salute mentale, la sorveglianza epidemiologica, i controlli di prevenzione, le vaccinazioni, la sanità veterinaria. I servizi di assistenza domiciliare, ad esempio, mostrano un incremento di attività e raggiungono il 4% degli anziani”.
“Nel settore della sicurezza alimentare, le attività ispettive condotte dalle Asl hanno realizzato il controllo su alimenti e bevande in quasi 360.000 unità operative, delle quali il 14,8% ha mostrato infrazioni.
Circa la sicurezza nei luoghi di lavoro, stime INAIL registrano una riduzione degli infortuni sul lavoro del 6% rispetto all’anno precedente, e si deve fare qualcosa di più.
Il Servizio sanitario nazionale si fa anche carico delle situazioni più rare e più complesse da trattare. Sono oltre 150.000 le segnalazioni ricevute dal registro nazionale delle malattie rare, con più di 500 diverse malattie rare diagnosticate.
Nel settore dei trapianti, il numero complessivo dei donatori di organi è stato nel 2011 di 1.319 persone, contro 1.301 dell’anno precedente (+1.4%); i donatori di cornee sono aumentati del 9% (oltre 7.300 donatori); per le cellule staminali emopoietiche il numero dei donatori iscritti al Registro Italiano ha superato i 400.000 (+3%)”.
L’evento si è concluso con un breve discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha evidenziato il forte cambiamento delle condizioni economiche e quindi le possibilità di spesa dell’Italia dal 1978, quando è stato concepito l’attuale sistema sanitario italiano.
Sottolineando la bontà del sistema, il Presidente Napolitano ha rilevato che il “disegno del servizio sanitario nazionale è andato anche al di là del dettato dell’art. 32 della Costituzione, quando si dice ‘prestare cure gratuite agli indigenti’. Ma così garantendo cure gratuite per tutti, si è fatta “una scelta di civiltà” che deve essere salvaguardata.
Per questo motivo, ha aggiunto il Capo dello Stato, “la logica della spending review dovrebbe essere quella di modificare meccanismi e strutture che generano spesa abnorme, spesa non sostenibile e talvolta provocano anche degenerazioni e perfino degenerazioni corruttive. Bisogna poi valutare seriamente i risparmi di spesa che discendono da queste modifiche, chiamiamole strutturali”.
“Io ritengo – ha aggiunto il Presidente Napolitano – che la prospettiva debba essere quella di proseguire nel prossimo futuro secondo quella visione che è una visione di selezione attenta degli interventi di riduzione e contenimento della spesa, attraverso provvedimenti che siano davvero di innovazione e di razionalizzazione del sistema, senza nulla togliere alla sua logica ispiratrice, senza nulla togliere ai diritti che abbiamo riconosciuto via via a tutti i cittadini ma chiedendo, anche in ragione della loro capacità effettiva di reddito, della loro effettiva capacità economica, ai cittadini che sono in condizioni di dare maggiori contributi di darli, anche al finanziamento di un sistema sanitario pubblico e, in larga misura, anche però fondato sul privato, un privato che deve sottostare a regole più severe e a controlli più oculati di quanto non si sia fatto per lungo tempo”.
Fonte: Ministero della Salute
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