E’ COME L’EROINA MA PROIBISCONO LE CANNE

data di pubblicazione:

23 Ottobre 2012

Immagina, puoi, direbbe George Clooney. Immagina un paese in cui lo spinello resta proibito, ma dove quasi a ogni angolo di strada l’eroina si può comprare senza controllo, nelle tabaccherie, nei bar, oppure in sale riservate ai dipendenti compulsivi. Adesso non immaginare più, perché quel Paese esiste, ce l’hai sotto i piedi, è l’Italia. Se il gioco è una droga (non sempre lo è, ma lo può diventare, e su questo la responsabilità dello Stato è decisiva), è proprio questo che accade da quando sono state legalizzate le slot machine, che stanno al gioco d’azzardo come l’eroina sta all’assunzione di stupefacenti.

I dati degli ultimi 2 anni, da quando è stata legalizzata l’ultima generazione di macchinette, denominate Vlt (Videolottery), sono impressionanti. Le Vlt hanno superato le 45 mila unità, la loro raccolta complessiva è stata di oltre 10 miliardi di euro nel primo semestre 2012, a cui vanno sommati i 14 miliardi delle cosiddette “new slot”. L’erario dello Stato ci ha guadagnato 2,4 miliardi, la prima voce assoluta dei proventi assicurati dal comparto del gioco, il cui totale è di 4,6 miliardi.

Cifre che parlano da sole. Ma perché azzardiamo – è la parola – il paragone tra macchinette e droga pesante?

Le Vlt che ci hanno invaso hanno prestazioni devastanti: i rulli digitali girano a velocità supersonica, con un’opzione che rende possibile la ripartenza automatica (vietata in molti paesi), in modo da consentire anche 10-20 colpi al minuto; da tempo non c’è più bisogno di inserire le monetine, basta adagiare le banconote in una fessura, una specie di bancomat alla rovescia, e subito la cifra viene caricata dal software; le puntate possono arrivare a 10 euro al colpo (che significa anche 200 euro al minuto). Certo, si può vincere, e il pay out, ossia la quota di restituzione stabilita per legge, si aggira sull’85 per cento delle giocate.

Ma in questa percentuale bisogna calcolare anche i jackpot da centinaia di migliaia di euro. Quindi la restituzione ordinaria di una seduta di gioco difficilmente supera il 50 per cento.

Macchine così potenzialmente devastanti dovrebbero essere quantomeno confinate in luoghi ben precisi e controllati. Luoghi che esistono in tutto il mondo da sempre. Si chiamano casinò. In quasi tutta Europa è impossibile trovare macchine così sofisticate e devastanti fuori dai casinò. Da noi, invece, le case da gioco continuano a essere proibite (come lo spinello), ma in compenso fioriscono i luoghi in cui è possibile trovare le Vlt. In tutto 76.912 esercizi pubblici tra punti gioco, agenzie scommesse, sale bingo, tabaccherie, e naturalmente bar sotto casa. Immagina, puoi. In nessun altro paese ci si può rovinare con l’eroina da gioco in modo altrettanto fantasioso, e in nessun altro paese la strada della rovina è altrettanto lastricata di ipocrisia.

Nanni Delbecchi, 22 ottobre 2012 – Il Fatto Quotidiano

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