"AMNESIA", LA MARIJUANA CORRETTA AL METADONE

data di pubblicazione:

20 Agosto 2012

Nel mondo dello «sballo» la chiamano amnèsia. L’hanno battezzata così, non si sa bene se siano stati i pusher o i consumatori abituali di spinello: e il nome pare abbia una sua effettiva ragion d’essere, se è vero che ha il potere di garantire un viaggio oltre le frontiere del bene e del male. «Ti fa scordare tutti i guai» – sintetizza Tommaso, 18 anni – che ogni sera si sposta in auto con gli amici da Afragola a Scampia solo per acquistare le dosi di questa droga che vorrebbe essere marijuana e che, invece, è una miscela di veleni che, nel tempo, può creare fortissima dipendenza. Già, perché farsi una «canna» aggiungendo al tabacco l’amnèsia è più o meno come spararsi in vena una siringa di eroina. Maledetta droga e sciagurati venditori: una ne fanno e cento ne inventano. La scaltrezza di chi impone sul mercato delle tossicodipendenza nuove sostanze fa sì che, ciclicamente, si inducano gli acquirenti verso ciò che meglio vende e meglio rende. La camorra ringrazia, e fa affari. In questo caso sono sempre loro, i padroni delle piazze di Scampia e Secondigliano. Per quanto costretti a ridurre drasticamente i loro sporchi affari di spaccio, grazie alla pressione investigativa e alle «picchiate» quotidiane di polizia e carabinieri, gli scissionisti continuano a gestire un affare milionario. E quando non è la cocaina è il crack, o il kobrett, o l’hashish. Ma stavolta la vera novità è l’amnèsia: chi la compra è convinto di portarsi a casa una dose di «erba» da fumare; in realtà i principi attivi della presunta marijuana sono quasi del tutto inesistenti: perché su quelle foglioline essiccate di pessima marijuana i chimici della camorra hanno dosato gocce di metadone e altre sostanze psicotrope. Con la combustione, nel momento in cui il consumatore trasforma quella droga in una «canna», il mix è fortemente tossico. Lo sballo, assicura chi l’ha provato, è garantito. Ma quali danni ne conseguano per la salute nessuno – tra i consumatori – realmente lo sa. Una dose costa solo cinque euro. E tra gli zombie che popolano le piazze dello spaccio c’è chi inizia a fumare al mattino e finisce di sera, quando la devastazione culmina al massimo. Ma il rischio maggiore non è nemmeno diretto ai consumatori abituali. No. Ci sono tanti giovani e giovanissimi che credono di aver comprato una bustina di marijuana senza nemmeno immaginare i rischi ai quali vanno incontro. La buona notizia è che gli uomini del commissariato di Scampia (diretto da Michele Spina) nei giorni scorsi hanno eseguito un consistente sequestro di questa nuova droga: ora la sostanza è al vaglio degli esperti della Scientifica, guidata da Fabiola Mancone. Solo all’esito degli esami sarà possibile evidenziare fino a che punto può essere pericoloso il fumo di questa «erba» trattata con il metadone e con altre diavolerie che danno solo la sensazione di aver fumato marijuana. E, sempre sul fronte della lotta allo spaccio, ancora i poliziotti di Scampia hanno scoperto una nuova diavoleria messa in atto da pusher e vedette che lavorano all’interno del lotto G di via Labriola. Arresisi al braccio di ferra con le forze dell’ordine che smantellano i cancelli blindati messi a protezione della vendita di droga, ora i camorristi si blindano erigendo muraglioni sormontati da filo spinato e da cocci di vetro, per rendere più difficile l’«assalto» delle divise.

Giuseppe Crimaldi
Il Mattino il 03/04/2012

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