Nuove sostanze psicoattive e sistemi di controllo

Il Sistema Nazionale di allerta rapida per le droghe è stato aggiornato

Il sistema di allerta rapida non si limita a identificare nuove molecole, ma opera come uno strumento integrato di sanità pubblica. Il suo compito centrale è mettere rapidamente in comunicazione le segnalazioni dei pronto soccorso e dei centri antiveleni con i rilievi dei laboratori di analisi, dei servizi per le dipendenze e delle forze dell'ordine.

data di pubblicazione:

12 Ottobre 2026

I sistemi sanitari europei e italiani stanno affrontando il problema delle nuove sostanze psicoattive, oltre 1.050 quelle monitorate a fine 2025, potenziando i meccanismi di sorveglianza.
Un articolo sul sito Mondosanità approfondisce le motivazioni che stanno alla base di questo meccanismo. 
Il pericolo principale nasce dal fatto che sostanze molto potenti si nascondono dietro prodotti dal formato familiare o vengono vendute al posto di altre.
In Italia, questo contrasto è affidato al NEWS-D (Sistema nazionale di allerta rapida per le droghe), aggiornato con un regolamento entrato in vigore il 18 settembre che ha ampliato il perimetro di vigilanza e ridefinito la rete.
Il sistema di allerta rapida non si limita a identificare nuove molecole, ma opera come uno strumento integrato di sanità pubblica. Il suo compito centrale è mettere rapidamente in comunicazione le segnalazioni dei pronto soccorso e dei centri antiveleni con i rilievi dei laboratori di analisi, dei servizi per le dipendenze e delle forze dell’ordine.
Se in ospedale giungono pazienti con sintomi anomali e un laboratorio riconosce una sostanza inattesa, l’informazione viene immediatamente verificata e condivisa con l’intera rete sanitaria per contenere i rischi.
I sistemi di monitoraggio pongono oggi particolare attenzione su diverse classi di sostanze:
  • Nitazeni: oppioidi sintetici della stessa famiglia di morfina, eroina e fentanyl, caratterizzati da un’elevata potenza. Vengono frequentemente trovati in compresse contraffatte che simulano farmaci noti, come ossicodone, diazepam o alprazolam. I rischi e gli effetti principali comprendono forte sonnolenza, perdita di coscienza e soprattutto depressione respiratoria, ossia un rallentamento del respiro che può risultare fatale.
  • Cychlorphine: oppioide sintetico di nuova generazione finito sotto osservazione internazionale dal 2026 per la potente azione sui recettori e l’associazione a decessi e sequestri in vari Paesi, intercettato in compresse e miscele.
  • Catinoni sintetici (come 3-MMC, 2-MMC e NEP): sostanze stimolanti con effetti analoghi a cocaina e anfetamine. Provocano tachicardia, ipertensione, ansia e grave agitazione, mentre nelle intossicazioni acute emergono allucinazioni e comportamenti disorganizzati. Un ulteriore rischio deriva dal commercio ingannevole, con il NEP talvolta venduto al posto del 3-MMC.
  • Cannabinoidi sintetici e semisintetici: rilevati anche in liquidi per vaporizzatori o e-cig. Vengono presentati come legati alla cannabis ma possono causare effetti molto più intensi e imprevedibili rispetto al THC.
In sintesi, i sistemi di allarme sono uno strumento che consente di scoprire tempestivamente cosa si nasconda realmente all’interno delle sostanze in circolazione.
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