LA RESILIENZA FAMILIARE – recensione

data di pubblicazione:

20 Aprile 2012

La Resilienza Familiare
Froma Walsh
Milano, R.Cortina Ed., 2008

La prima frase di questo trattato è “Dedico questo libro a tutte le famiglie, normali e comuni, che, nei momenti difficili, rivelano capacità di recupero fuori dal comune… che ho avuto il privilegio di incontrare nella mia vita… le quali mi hanno insegnato quello che so sulla resilienza”.

Partendo da questo ringraziamento, da questa dedica, Froma Walsh guida il lettore/operatore lungo un percorso di conoscenza che affonda le sue radici nella storia, nelle origini e nelle varie sfaccettature della famiglia. Il saggio, diviso in quattro parti, per 445 pagine, offre un’analisi approfondita e dettagliata del modello terapeutico familiare fondato sul concetto di resilienza, la capacità di resistere e superare le avversità.

L’autrice suggerisce un tipo di intervento basato su processi relazionali fondamentali che promuovano la resilienza e propone un approccio inserito in una prospettiva evolutiva del funzionamento familiare, una contestualizzazione del disagio all’interno del sistema famiglia e della dimensione transgenerazionale. Incoraggia terapeuti, servizi e istituzioni a orientarsi ad implementare le risorse più che concentrarsi sui deficit.

Il suo linguaggio è diretto e il testo scorrevole nonostante la mole dell’opera. Il volume si presenta agevolmente accessibile attraverso l’uso di tabelle e schemi di veloce consultazione, soprattutto nei capitoli dedicati alle applicazioni pratiche. Vi sono riportati vari casi clinici, preziosi nell’apprendimento e nella comprensione della filosofia e delle strategie d’intervento.

Nel testo, inoltre, è presente un’ampia, importante e accurata bibliografia.

Nella prima parte, attraverso “uno sguardo generale”, la Walsh offre uno spaccato storico della famiglia e del suo rapporto con i mutamenti morali ed economici in cui si è andata via via differenziando e strutturando, di generazione in generazione: le aspettative tradite, le speranze infrante, gli anni del boom e le crisi economiche, il cambiamento delle configurazioni familiari, divenute molteplici negli aspetti e nelle forme di organizzazione, la variazione degli equilibri di genere, la disparità economica crescente, i lutti, le separazioni, i cataclismi. In tutte queste avversità della vita la resilienza della famiglia ha costituito e costituisce la possibilità di andare avanti e mantenere fiducia nel futuro. Attraverso flessibilità, capacità di relazione e possibilità di attivare reti sociali e risorse economiche, i membri dei vari nuclei familiari riescono a trovare la forza di riprendersi.

Nella seconda parte la Walsh passa a descrivere “i processi familiari fondamentali per la resilienza” partendo dall’analisi di quanto emerso dal suo lavoro con le famiglie: le credenze e i valori che favoriscono la resilienza, regole e rituali, la capacità di dare un senso e un significato alle avversità, la possibilità di raccogliere insieme le sfide e restare uniti nella sofferenza e nella soluzione dei problemi, riuscire a mantenere un atteggiamento positivo.

Attraverso l’analisi dei modelli organizzativi familiari e il loro grado di flessibilità e adattabilità si può favorire la resilienza.

Si arriva quindi alla parte terza in cui sono esposte le applicazione pratiche e le linee guida per gli interventi orientati alla resilienza, volti ad aumentarla e promuoverla. Secondo l’autrice ciò deve poter far capo a tutti gli aspetti affrontati nelle prime due parti: utilizzare cioè la storia e i punti di forza di ogni nucleo familiare affinché esso non si trasformi da funzionale a disfunzionale sotto il peso delle avversità.

Il terapeuta, i servizi, le associazioni, hanno il compito di liberare la famiglia in stallo, bloccata dal problema, laddove i legami si vengano a danneggiare e la fiducia nel futuro venga meno; è, per la Walsh, più che auspicabile che coloro che sono coinvolti nel processo di aiuto mettano a punto interventi rivolti non solo all’individuo, ma alle famiglie.

Nella quarta ed ultima parte definisce chiaramente gli obiettivi fondamentali del lavoro sulla resilienza.

Una resilienza relazionale che si basi su caratteristiche e risorse individuali, della famiglia e comunitarie, per costruire interventi di prevenzione e di aiuto che inneschino un cambiamento positivo e arrivino ad abbracciare, dove necessario, tutta la collettività.

Recensione a cura di Laura Angelica Berni
Medico tossicologo – Azienda Sanitaria di Firenze, Sert Sud Est 2

Il volume è disponibile al prestito c/o il Cesda – coll. MON.PSI.O183

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