L’AMANITA MUSCARIA IN TEMPO DI GUERRA

Il fungo sta trovando un utilizzo per alleviare i sintomi dello stress da conflitto armato

Tra i benefici riportati, i consumatori riferiscono che l'amanita aiuta a sciogliere la frustrazione e lo stress, agendo efficacemente su quella "nebbia fitta" mentale che impedisce di concentrarsi o ricordare concetti quotidiani.

data di pubblicazione:

11 Giugno 2026

In Ucraina, l’uso dell’Amanita muscaria si sta diffondendo come una risposta “culturalmente appropriata” alla devastante crisi di salute mentale scatenata dal conflitto, offrendo un rimedio in una società dove lo stigma verso i disturbi psichici è ancora radicato.
Molti cittadini, oppressi da un’incertezza che “fa paura”, trovano in questo fungo un sollievo che i servizi sanitari tradizionali, spesso interrotti o insufficienti, non riescono a garantire.
Tra i benefici riportati, i consumatori riferiscono che l’amanita aiuta a sciogliere la frustrazione e lo stress, agendo efficacemente su quella “nebbia fitta” mentale che impedisce di concentrarsi o ricordare concetti quotidiani.
Testimonianze dirette evidenziano come l’assunzione abbia portato non solo al recupero della lucidità cognitiva, ma anche alla scomparsa di emicranie croniche che perduravano da anni.
L’effetto psicologico chhe si ricava dall’assunzione viene descritto come un supporto che “aiuta le persone a dimenticare” il trauma bellico, trattandolo “come se fosse un brutto sogno”.
Alcuni venditori promuovono prodotti a base di muscimolo, una sostanza chimica che mima l’acido gamma-amminobutirrico (gaba), uno dei principali neurotrasmettitori del cervello, definendoli come una vera “meditazione in pillole”, capace di offrire un sollievo immediato per mantenere l’autocontrollo durante situazioni di forte tensione, come gli allarmi aerei.
Per quanto riguarda l’utilizzo, la pratica più consigliata è il microdosing, che consiste nell’assumere quantità minime del fungo essiccato per evitare allucinazioni o effetti spiacevoli.
È fondamentale procedere con cautela: i raccoglitori esperti suggeriscono di “cominciare con una dose minima e aumentare gradualmente fino a individuare quella giusta”, poiché la risposta dell’organismo è soggettiva.
Un passaggio tecnico cruciale è la preparazione: il fungo deve essere bollito o essiccato correttamente per trasformare l’acido ibotenico, una neurotossina tossica, in muscimolo, che agisce sui recettori cerebrali favorendo il rilassamento.
Anche il momento dell’assunzione è rilevante, poiché al mattino può avere effetti energizzanti, mentre la sera aiuta a ottenere un riposo più profondo.
Nonostante la popolarità, i rischi restano elevati e documentati. L’amanita cruda è pericolosa e può causare nausea, disorientamento e, in rari casi di dosaggio eccessivo, può risultare letale.
La comunità medica avverte che “senza evidenze cliniche” certe, l’uso di questo fungo “potrebbe prolungare sintomi che sarebbe possibile alleviare con terapie comprovate”. Molti psichiatri ipotizzano inoltre che i benefici percepiti possano derivare da un “effetto placebo”.
Infine, poiché l’amanita non può essere coltivata in laboratorio, la concentrazione dei suoi principi attivi varia imprevedibilmente, rendendo difficile garantire la sicurezza in un mercato non regolamentato dove si sono già verificati casi di avvelenamento e decessi.
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