Come viene raccontato il Gioco d’Azzardo

Raccontare solo le vincite dell'azzardo tende a normalizzare una pratica rischiosa

Descrivere poi il Gioco d'Azzardo come un passatempo, uno svago, un modo per divertirsi, tende a normalizzare un comportamento che è rischioso. Nei fatti il Gioco d'Azzardo viene progettato per massimizzare il tempo di permanenza del giocatore, sfruttare il rinforzo intermittente e aggirare i meccanismi di autocontrollo

data di pubblicazione:

9 Aprile 2026

L’azzardo non è un argomento neutro e raccontarlo con le dovute parole serve a non sottovalutarne i rischi. E’ quanto sostiene un articolo sul blog del sito Se questo è un gioco. Come prima cosa la parola “gioco” di fianco ad azzardo tradisce il fatto che si tratta di un gioco asimmetrico, dove la persona “gioca” contro il banco, che nel lungo periodo ne esce matematicamente vincitore.

Descrivere poi il Gioco d’Azzardo come un passatempo, uno svago, un modo per divertirsi, tende a normalizzare un comportamento che è rischioso. Nei fatti il Gioco d’Azzardo viene “(…) progettato per massimizzare il tempo di permanenza del giocatore, sfruttare il rinforzo intermittente e aggirare i meccanismi di autocontrollo”.

Anche termini come responsabilità e tempo sono spesso trattati in modo parziale. Giocare in maniera responsabile, secondo alcune campagne, dovrebbe tutelare i giocatori, ma se il sistema stesso è pensato e costruito per aggirare l’autocontrollo anche questa responsabilità individuale diventa una chimera.

È come dire: “Se ti fai male è solo perché non sei stato attento”.

Anche la questione del tempo dedicato al gioco è raccontata in modo inadeguato. Se “(…) nel breve periodo si può vincere; nel lungo periodo si perde sempre. Ma il lungo periodo raramente entra nel racconto mediatico, perché non fa notizia e non seduce”. Si raccontano sempre delle vincite, ma mai delle numerose perdite, che di fatto sono solo e sempre frutto di errori e debolezze individuali.

Infine la legalità del gioco d’azzardo. Di fatto questo è stato legalizzato dai vari Governi che si sono succeduti, che però è una cosa diversa.

“La legalità riguarda il perimetro normativo, non l’impatto sociale. Molte pratiche legali possono essere dannose, e l’azzardo è una di queste quando produce dipendenza, impoverimento e disuguaglianza strutturale”.

In conclusione “Le narrazioni sull’azzardo non sono pericolose perché mentono apertamente, ma perché dicono abbastanza vero da sembrare innocue. Perché il problema dell’azzardo non è che qualcuno perda il controllo. Il problema è un sistema che funziona solo se qualcuno perde — e che riesce a farcelo sembrare normale”.

 

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